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Posts Tagged ‘olio extra vergine delicato F.lli Carli’

SALSICCIA E PISELLI (18)+

Un “Dolcepensiero”: ed eccoci ritornati alla solita routine. Quest’anno ho l’impressione di non averla mai abbandonata, forse perché a tutti noi è mancata la Sardegna e quelle belle abitudini che solo li riusciamo a mettere in atto. Niente da reclamare comunque alla nostra vacanza toscana in quel di Firenze e dintorni. Quindi ritornati a casa, con qualche temporale che ci ha rinfrescato, non abbiamo comunque perso l’abitudine di mangiare all’aperto e in compagnia di qualche amico. E quando organizzo grigliate a casa con amici o parenti, acquisto sempre qualche pezzo di carne in più. La praticità del barbecue è proprio questa: poter cucinare altra carne se dopo quella già preparata e consumata, finisce in fretta e gli ospiti hanno ancora fame oppure serve per quell’ospite arrivato all’ultimo momento e che volentieri si unisce al resto della combriccola. Se poi avanza, si può congelare oppure come in questo caso, cucinarla per il giorno dopo. La salsiccia di oggi è facile da preparare e molto veloce: io l’ho fatta con i piselli ma è ottima anche con carote, zucchine o fagioli. Buon appetito e soprattutto buon rientro!

INGREDIENTI E PREPARAZIONE (ricetta un po’ ad occhio… perdonatemi)

Prendere la salsiccia fresca a nastro e tagliarla a tocchi. Scolare i piselli in scatola dalla loro acqua di conservazione (per me una scatola). In una padella antiaderente, soffriggere un filo leggerissimo di olio evo F.lli Carli (poco perché poi la salsiccia perderà i suoi grassi in cottura) in cui farete rosolare qualche spicchio di aglio; una volta imbiondito, eliminarlo ed aggiungere la pancetta affumicata tagliata a dadini (direi un 100 grammi). Far rosolare. Unire la salsiccia, farla rosolare molto bene – se necessità qualche cucchiaio di acqua calda – e quando avrà preso colore da ambo i lati, unire i piselli. Regolare di sale e pepe nero.

SALSICCIA E PISELLI (7)+

Dall’archivio di Dolcipensieri:

CROCCHETTE DI RISO CON SALSICCIA

QUICHE ZOLA E PISELLI

SPEZZATINO DI VITELLO CON PISELLINI FINI E PATATE

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SPAGHETTI COZZE E VONGOLE (5)+

Un “Dolcepensiero”: se il mare non va ai Trezzi, i Trezzi vanno al mare! ebbene si! pur essendo del Lago di Como, amiamo moltissimo il pesce di mare che solitamente consumiamo al mare ma come vi ho già accennato, quest’anno per noi le vacanze non saranno in costa bensì culturali… quindi complice l’afa e le belle serate, un piatto unico con del fresco pesce è sempre ben gradito. La preparazione e facile, l’importante è avere ingredienti ad hoc ossia il pesce fresco e di ottima qualità e devo dire che anche qui dalle mie parti ci sono pescherie come fossimo sulla spiaggia.

SPAGHETTI COZZE E VONGOLE (21)+

INGREDIENTI PER SEI PERSONE

500 grammi di spaghetti

1 chilo di cozze

500 grammi di vongole veraci

300 grammi di pomodorini a grappolo

olio extra vergine di oliva q.b. “F.lli Carli”

un pizzico di sale

pepe nero in abbondanza

un paio di spicchi di aglio

prezzemolo tritato in abbondanza

PREPARAZIONE

Tagliare i pomodorini a metà. Mettere a bollire l’acqua per la pasta. Nel frattempo pulire e raschiare i gusci di mare eliminando anche la barbetta delle cozze. Porre sul fuoco una capiente padella larga con sponde alte e sfrigolare l’aglio tritato finemente nell’olio caldo e gettarvi dentro tutti i frutti di mare. Nello stesso momento mettere a lessare la pasta in acqua salata (per me otto minuti). Tenere mescolato entrambe le pentole, spolverare di pepe nero, a metà cottura unire i pomodori ai pesci e spolverare con il prezzemolo tritato. Scolare la pasta che poi unirete ai frutti di mare (operazione da fare in un’altra padella antiaderente con un filo di olio perché i gusci rilasciano molta acqua,), far saltare il tutto amalgamando con qualche cucchiaio di acqua di cottura delle cozze, regolare di sale o/e pepe se ancora necessario. Spolverare ancora con prezzemolo… servire la pentola in mezzo alla tavola e buon appetito.

SPAGHETTI COZZE E VONGOLE (4)+

Dall’archivio di Dolcipensieri:

SPAGHETTI CON LE SARDE, PACHINO E PINOLI

IMPEPATA DI COZZE

LINGUINE CON BOTTARGA E VONGOLE

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POLLO CON CAROTE AL CURRY (7)+

Un “Dolcepensiero” etnico: sarà la voglia di vacanze, sarà la voglia di mangiare qualcosa di diverso, sta di fatto che l’altra sera abbiamo scelto di cucinare un piatto indiano ormai diffusissimo e famosissimo tanto che qualche ristorante della mia città ora lo mette nel suo menù. Questa volta ho aggiunto delle carote… Parlando di vacanze, a me e a Marco ora sembra strano non essere nella nostra adorata Sardegna ma come vi avevo già accennato, cause di forza maggiore lavorative e – aggiungerei per colpa di qualche “faccendiere” – siamo costretti a rimanere a casa. Marco infatti mentre vi sto’ scrivendo, è in ditta! E pensare che l’anno scorso a quest’ora era già una settimana che ci rilassavamo al sole e al mare smeraldino della costa. Comunque qualche giorno nelle due prossime settimane, ce le regaleremo senz’altro: abbiamo pensato ad una crociera oppure di visitare qualche regione e città italiane che fa sempre bene non solo per la cultura ma anche per il piacere di assaggiare cose nuove della cucina italiana… chissà, ai prossimi post… per ora trasferiamoci solo virtualmente in India…

INGREDIENTI

PER IL RISO BASMATI

200 grammi di riso Basmati

mezza cipolla bionda

qualche chiodo di garofano

un bastoncino di cannella

2 bacche di cardamomo “I gusti vegetali” della ditta “Ferri dal 1905″

un pizzico di sale

olio extra vergine di oliva q.b. “F.lli Carli”

PER IL POLLO

800 grammi di petto di pollo

un paio di carote

farina bianca q.b.

1 cipolla bionda

olio extra vergine d’oliva q.b.  “F.lli Carli”

curry q.b.

un pizzico di sale

un pizzico di pepe bianco

PREPARAZIONE

PER IL RISO: metter il riso basmati in un contenitore, ricoprirlo di acqua e lasciar riposare per una ventina di minuti. Scaldare dell’olio evo in un tegame aggiungendo la cannella, i semi di cardamomo prelevati dalle bacche e i chiodi di garofano. Cuocere mescolando per un paio di minuti non di più, aggiungere la cipolla tritata e far rosolare per qualche minuto ancora. Scolare il riso e unirlo al soffritto, mescolare molto bene in modo da insaporirlo, regolare con una presina di sale e aggiungere circa 900 ml di acqua tiepida fino a ricoprirlo tutto. Coprire con un coperchio, abbassare la fiamma e far cuocere per un quarto d’ora mescolando di tanto in tanto o fino a quando l’acqua sarà assorbita del tutto.

PER IL POLLO: tagliare a fiammifero le carote lavate e grattugiate sulla parte esterna; tagliare i petti di pollo a listarelle, infarinarli nella farina regolata con un pizzico abbondante di sale: devono essere coperte per intero. Oliare una teglia, tagliare la cipolla e farla rosolare a fiamma viva, unire le carote e farle rosolare da sole per un paio di minuti, adagiare poi il pollo e continuare la cottura per altri cinque minuti rigirando sempre. Abbassare le fiamma e aggiungere dell’acqua tiepida in cui avrete sciolto il curry (regolatevi in base alla piccantezza dello stesso e in base ovviamente ai vostri gusti) dai lati della pentola (o se preferite un sapore più deciso con del brodo vegetale). Continuare la cottura su fuoco basso per una mezzoretta circa, regolare con poco pepe. Servire con il riso.

POLLO CON CAROTE AL CURRY (5)+

Dall’archivio di Dolcipensieri:

SERENA SALAD CON POLLO CROCCANTE

TORTA ALLE CAROTE

RISOTTO ALLE ROSE E CURRY

Con questa ricetta partecipo al contest de: “Chiacchiere e cucina”
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CREPES FRESCA D'ESTATE (3)+

Un “Dolcepensiero”: non rinuncio neanche in estate alle crepes e se proprio il caldo si fa sentire, ecco una bella e fresca versione di crepes fredde. Una ghiotta bontà, ricca ma leggera con un ripieno saporito. Oggi il cielo è azzurrissimo, il sole caldissimo ed è un piacere pranzare all’aria aperta in giardino; inoltre è un piatto che si può preparare in anticipo… perfetto per quelle mattine dove tutti gli impegni sono concentratissimi.

INGREDIENTI

PER LE CREPES

200 grammi di farina 00

4 uova

60 grammi di burro leggermente salato

500 ml di latte

burro q.b. per la padella

PER IL RIPIENO

un paio di pomodori cuore di bue grandi

200 grammi di prosciutto cotto

220 grammi di tonno  “Fratelli Carli”

una ventina di olive taggiasche in salamoia “Fratelli Carli”

olio extra vergine di oliva “Fratelli Carli”

uno spicchio di aglio

origano secco q.b.

un pizzico di sale

CREPES FRESCA D'ESTATE (6)+

PREPARAZIONE

PER LE CREPES

Nella planetaria porre il burro sciolto a bagnomaria con le uova, sbattere energicamente; unire la farina setacciata e diluire con il latte (se amate crepes sottili, aggiungere più latte… regolatevi). Porre la padella per crepes sul fuoco con un leggero velo di burro, cuocere le crepes.

PER IL RIPIENO

Tagliare i pomodori a pezzetti piccoli, porli in una ciotola con olio evo e lo spicchio tritato molto finemente. Snocciolare le olive taggiasche e tagliarle grossolanamente, unire ai pomodori, regolare di sale con una generosa spolverata di origano. Unire se occorre altro olio evo, terminare con il prosciutto cotto tritato e con il tonno a tocchetti.

Riempire generosamente le crepes, ripiegarle in quattro e servire.

CREPES FRESCA D'ESTATE (9)+

Dall’archivio di Dolcipensieri:

CREPES AL SALMONE E BRIE

BRUSCHETTA DI FINE ESTATE

CREPES AL SAINTE MAURE DE TOURAINE

 Con questa ricetta partecipo al contest de “Silvia ai fornelli” – SCADE IL 31 AGOSTO 2013

Con questa ricetta partecipo al contest de: “Petrusina” – SCADE IL 21LUGLIO 2013 CONTEST

Con questa ricetta partecipo al contest

“Ferragosto forno mio non ti conosco”

di “Le padelle fan fracasso” e “Il cucchiaino di Milu’”

logo raccolta estiva

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Siamo al secondo giorno del Blogger Trip: dopo la colazione presso l’albergo, ci siamo avviate presso la sede della F.lli Carli per visitare il Museo dell’olivo posto accanto alla ditta e all’emporio, unico al mondo. Il museo è ricco di oggetti , utensili da lavoro, reperti archeologici che descrivono tutta la vita della pianta dell’olivo consacrata e celebrata da artisti di ogni epoca facendo capire ai visitatori quanta tradizione è legata a questa pianta e al suo prodotto finale.

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L’entrata del museo…

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Le leggende e le storie legate all’olivo hanno inizio ben 2.500 anni fa…

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Una stanza del museo è dedicato agli attrezzi che furono usati dai contadini, un piccolo giardino è coltivato con olivi di varie tipologie. L’olio non è solo un prodotto che si usa in cucina come condimento e alimento, bensì l’olio può essere utilizzato per creare luce, può essere utilizzato come lubrificante, fin dall’antichità è conosciuto come materia prima per la cosmesi e medicinali e il particolare legno può essere sfruttato per oggettistica.

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E’ lungo il Mediterraneo che ha inizio il viaggio alla scoperta dell’olio, conosciuto da fenici, egizi, greci, spagnoli e italiani.

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La Liguria con i suoi porti, ha sempre visto navi ormeggiate con carichi di casse di lattine e botti piene di olio pronte per partire fino alla Francia, Inghilterra, Germania fino alle coste americane e australiane. Per stuzzicare la voglia all’acquisto, le latte acquistarono grafiche simpatiche e colorate abbinate anche ai più svariati nomi di artisti, poeti e attori…

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Nel museo sono stati ricreati due frantoi di ben quattro secoli con cui sono stati prodotti fiumi di olio, le presse furono usate per estrarre l’olio dalla pasta di olive.

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Il commercio dell’olio avveniva via mare: nel museo è stata ricostruita una stiva di nave romana con il metodo con cui si ammassavano le anfore.

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Diversi significati vengono collegati all’olivo e all’olio, è il simbolo dei paesi del Mediterraneo. L’olivo è simbolo di pace, di onore e vittoria. Usato nei riti cristiani per ungere e benedire le persone. Alla fine del museo, vi è la collezione della famiglia Carli: oggetti preziosi tutti legati all’olio, oggetti raccolti negli anni dalla famiglia. La collezione vanta lumi antichi e religiosi, oliere da tutto il mondo, documenti e certificati dello stato Pontificio e dai re italiani che testimoniano l’uso nelle loro abitudini dell’olio Carli.

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All’esterno del museo, il tecnico esperto della tenuta Carli, ci ha spiegato le virtù e  la metodologia di coltivazione e conservazione degli olivi e del frutto da essi ricavato; tecnico e preparatissimo, ha risposto anche alle nostre molteplici curiosità cogliendo l’occasione di farci vedere gli olivi piantati nei giardini della ditta Carli. Terminato il giro per il museo con lezione agricola, è ora per noi,  per il ShowCooking. Barbara ed io abbiamo avuto il piacere e l’onore di cucinare davanti alle altre blogger nella cucina dell’emporio. Anche per i turisti e compratori, è possibile pranzare presso il ristorante. La titolare, Claudia Carli, ci ha messo a disposizione una cassa di vari prodotti più la possibilità di prelevarne altri due direttamente dagli scafali dell’emporio. A nostra disposizione pasta, carciofi sott’olio, olive taggiasche, formaggi freschi e verdure e l’olio extra vergine d’oliva… e via a cucinare

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SPAGHETTONI CARLI

Essendo un piatto cucinato in diretta, non ho dei pesi degli ingredienti ma cercherò di essere abbastanza precisa in merito fidandomi del mio “occhio”… dunque gli spaghettoni erano circa mezzo pacchetto quindi 250 grammi lessati in abbondante acqua salata, Barbara ha utilizzato una zucchina, una carota e mezza cipolla bianca per realizzare una ratatouille cotta a fuoco medio con un filo di olio e qualche cucchiaio di acqua di cottura, regolato di sale e pepe. Io invece nel mixer ho frullato mezza vaschetta di ricotta quindi circa 125 grammi con uno stracchino fresco che credo il panetto sia di 80 grammi circa. Ho aggiunto qualche carciofino sott’olio, qualche oliva taggiasca se quando necessario un filo di olio evo e dell’acqua di cottura. Regolato di sale e pepe. Appena cotta la pasta, ho messo la crema sul fondo dei nostri finger food mentre Barbara ha condito gli spaghettoni con la ratatouille di verdura aggiungendo un filo di olio a crudo. Ho terminato con uno spicchio di carciofino e un oliva taggiasca denocciolata, un pezzettino di pane… per fare la scarpetta ovvio!!!!

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Dopo il nostro showcooking, gli chef della F.lli Carli ci hanno deliziato con un gustosissimo menù:

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Per finire una carrellata di prodotti della vasta gamma della F.lli Carli:

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Il week-end scorso sono stata invitata dalla

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Fratelli Carli S.p.A. Via Garessio 11 – 18100 Imperia

per il blogger trip annuale che si tiene nella sede di Imperia. Con me altre blogger quali: Giovanna de “La cuoca eclettica”, Barbara de “La cucina di Babe”, Monica di “Un biscotto al giorno”, Manuela di “Fior di Vanilla”, Francesca di “Milano Loves Food” e Francesca di “The Coloured Sauce“. Ad accoglierci, con la gradevole compagnia di Silvia l’organizzatrice dell’evento che ci ha accompagnate da Milano, è arrivata la signora Claudia Carli, seguita da Eleonora anch’essa organizzatrice dell’evento. La signora Claudia mi è subito apparsa una giovane imprenditrice di terza generazione molto gentile, educatissima e ottima padrona di casa che non ci fatto sentire per niente  a disagio, anzi. L’ho trovato molto educata e pacata, sinceramente convinta che il nostro apporto come appassionate di cucina sia molto importante per la buona conoscenza e divulgazione dei suoi prodotti, cosa che mi ha fatto molto piacere perché il più delle volte, molti professionisti del settore credono che i blogger possano solo essere una bella vetrina per i loro loghi e prodotti. A lei e a tutto lo staff che ci ha insegnato tutto sull’olio, il mio più totale ringraziamento per l’ospitalità. Appena giunte ad Imperia, la ditta Carli si apre di fronte a noi con il primo padiglione tutto dedicato all’emporio dove si possono acquistare tutti i loro prodotti, la cucina interna dove poter pranzare su prenotazione e dietro alle casse le vetrate danno la possibilità ai visitatori di vedere parte della ditta ovvero l’imbottigliamento e la preparazione della spedizione.

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Dopo aver visitato il reparto imbottigliamento e preparazione al prodotto per la vendita, il responsabile del nostro tour ci ha portato al piano superiore per visitare i vari reparti che gestiscono tutte le produzioni della F.lli Carli che oltre all’olio, la produzione vanta tanti altri prodotti quali sughi, tonno, pesti, prodotti freschi e di tradizione ligure, vini e infine la nuova linea dedicata al beauty a base di olio denominata “Mediterranea”. La ditta Carli fondata nel 1911, iniziò come tipografia; poco dopo iniziarono a lavorare l’olio e tutt’ora all’interno della ditta esiste ancora il reparto tipografico che si preoccupa di gestire tutta la pubblicità della ditta ligure. Lungo i vari uffici e raparti, si allunga un corridoio dove in vetrine si ripercorre tutta la storia della ditta Carli che pochi anni fa ha festeggiato i suoi 100 anni. A tutt’ora la produzione della F.lli Carli negli ultimi anni, ha esordito anche con vini liguri e di Valdobbiadene con il loro marchio:

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Il nuovo millenio la ditta Carli erige il nuovo frantoio, i suoi prodotti variano in molteplici gusti con sempre un occhio di riguardo alle materie prime.

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Dal 1990 al 2000, la linea Mediterranea si sviluppa con la sua collezione di prodotti che sfruttano i principi attivi dell’olio.

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Negli anni ’80 l’introduzione del tonno all’olio d’oliva fra i prodotti Carli.

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Sono gli anni ’70 e ’80… dove la F.lli Carli presenta ai suoi clienti due nuovi prodotti: la saponetta all’olio di oliva e l’aceto.

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E arrivano gli anni ’60 dove nella produzione Carli oltre all’olio, si affianca quella del vino marsala. L’olio viene distribuito in latta. Come si evince nelle foto, in tutti gli anni la F.lli Carli regala ai propri clienti il suo ricettario che di volta in volta viene rifatto…

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Negli anni ’50 l’olio oltre che nelle latte, viene distribuito in bottiglie con tappo ermetico.

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Gli anni ’40 sono gli anni bui della seconda guerra mondiale che obbliga il fermo delle attività della famiglia Carli. I bombardamenti distruggono la ditta che con i soldi messi da parte dai titolari viene ricostruita e portata di nuovo in piena attività. La foto sotto riporta frammenti di bomba che furono ritrovati fra gli scavi atti alla ricostruzione.

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Negli anni ’30 la ditta si sposta dove è tutt’ora, ampliandosi notevolmente e avvicinandosi alla stazione, lo smercio delle botti di olio diviene più comodo anche per chi lo ritira presso le stazioni. Sono gli anni di riconoscimenti e apprezzamenti dalle cucine pontificie e di quelle reali dei Savoia.

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Negli anni ’20 il successo del prodotto è garantito dal passaparola fra i consumatori: esce in commercio come regalo ai consumatori il primo calendario della F.lli Carli. E’ l’anno 1923…

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L’inizio della ditta Carli avviene con una tipografia ma dopo un notevole raccolto presso una loro proprietà di olive, il fondatore della Carli decide di produrre olio e di consegnarlo direttamente nelle mani delle famiglie. Il primo contenitore usato per il commercio è la damigiana:

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Uscite dall’ambito degli uffici, il tour per la F.lli Carli si è spostato nel reparto del frantoio dove vengono accolte e preparate le olive atte alla loro spremitura.

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Il frantoio, con pale nuove in granito, e l’emporio sono posti lungo un parco/museo ricco di vecchie pale antiche per la produzione dell’olio, un po’ ovunque anfore, botti e simili di vecchia data utilizzate per la raccolta di olive e olio.

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Il parco è coltivato accuratamente con ulivi millenari, gradevole per i visitatori. In un piccolo garage, vi è esposta la moto che fu del fondatore della F.lli Carli e uno dei famosissimi furgoni atti alla consegna a domicilio dei prodotti che si possono ordinare anche via internet.

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Terminato il giro della ditta, la F.lli Carli ha proposto un corso alla conoscenza dell’olio d’oliva. Anche se l’ora migliore per l’assaggio dell’olio è la mattina prima di pranzo, la lezione con assaggio annesso è stata molto interessante. Nella preparazione dell’olio, sono i titolari stessi delle ditte produttrici, che si prendono carico dell’acquisto delle olive con l’aiuto di tecnici del settore. La ditta Carli produce 4 extravergini, tra cui il DOP Riviera Ligure Riviera dei Fiori e un olio di oliva tradizionale; l’extra vergine d’oliva è tutelato con leggi specifiche: la spremitura del frutto avviene senza processi chimici ed effettuata con mezzi meccanici. I fattori che influenzano la buona riuscita dell’olio sono: clima, terreno, varietà, agro tecnica, gestione dell’oliveto, conservazione del frutto e stoccaggio, lavorazione in frantoio. In dicembre e gennaio avviene la raccolta delle olive dopo i tanti mesi sul l’albero, poste sotto ogni tipo di intemperie. Sarà breve il tempo fra la raccolta e l’arrivo delle olive in frantoio che deve essere al massimo 48 ore, per evitare la perdita di caratteristiche organolettiche. Il lavaggio del frutto avviene con acqua, la frantumazione con pietra e in frantoi ossia l’ambiente atto alla produzione di olio con mezzi in acciaio e pietra al giorno d’oggi meccanici, con temperature d’ambiente non più alte di 24 gradi per evitare di scaldare troppo la pasta ottenuta. Il periodo é invernale! Il miglior olio è quello che viene prodotto mantenendo e preservando le caratteristiche del frutto e nel rispetto della lavorazione. L’olio prodotto nasce come olio d’oliva controllato, studiato e analizzato nel laboratorio su tutto il prodotto totale. L’assaggio è l’unico metodo per capire la bontà dell’evo. Il colore non è parametro di qualità. Gli oli evo in vendita devono essere perfetti senza nessun difetto. I paesi produttori per legge hanno dato vita ad un metodo di assaggio universale indi per cui l’olio evo deve essere accertato anche per la sua bontà: tale controllo dicesi “panel test” nel pieno della riservatezza personale atta a scandire la bontà, confrontando i risultati tecnici. Il primo controllo è l’olfatto per sentire i profumi, l’assaggio avviene spalmando l’olio per tutta la bocca e il palato, ora l’olio ha assunto la temperatura del nostro cavo orale sprigionando i suoi olii, proseguire respirando fra i denti in modo da vaporizzare l’olio nel cavo orale, atto per capire la bontà dell’olio che poi viene espulso e non deglutito.

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Alla sera dopo una rinfrescata in albergo, siamo andate a cena con la signora Claudia Carli presso il ristorante “Salvo I Cacciatori” dove abbiamo gustato una splendida cena offerta dalla F.lli Carli e cucinata con i loro prodotti. Ecco a voi la carrellata di ottimi piatti proposti dallo chef del ristorante:

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Al prossimo post… vi parlerò del Museo dell’olivo, dello showcooking che mi ha visto protagonista con Barbara de “La cucina di Babe”, finendo con una carrellata di prodotti che ci ha regalato Claudia e con altri che ho comprato nell’emporio Carli.

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SPAGHETTI CON LE SARDE (2)+

Un “Dolcepensiero” veloce: un primo piatto buono e sano ma soprattutto veloce. Le sarde sono pesci ricchi di omega3 ma soprattutto sono pesci dal costo basso ma ricchi di polpa soda e saporita. Fanno parte della ricca famiglia dei pesci azzurri. Gustarlo in giardino mentre il sole sta tramontando e in contemporanea si alza la frescura serale, mi fa pensare subito al mare e alla terrazza in cui mi godo le cene estive. Ma quest’anno con il giardino finalmente completato, mi posso godere della stessa sensazione di estate che assaporo nella casa al mare. Oggi si preannuncia la giornata più calda dell’estate, in arrivo si dice ci sono temporali estivi… il cielo è leggermente colorato da gonfie nubi che cercano di sfumare leggermente il cielo. Chissà se stasera dormiremo meglio di oggi… Matteo ha deciso di fare tappa da noi con la scusa di essere più al fresco e quindi respirare meglio! Indi il trasloco di Marco in camera sua!

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

320 grammi di spaghetti

450 grammi di sarde

300 grammi di pomodorini pachino

un paio di cucchiai di pinoli

un pizzico di sale e pepe

olio extra vergine d’oliva delicato “F.lli Carli”q.b.

uno spicchio di aglio

pan grattato q.b.

SPAGHETTI CON LE SARDE (12)+

PREPARAZIONE

Lavare e sviscerare i pesci ricavandone dei filetti. Tamponarli delicatamente, passarli poi nel pan grattato mischiato con un po’ di sale. Porre sul fuoco una pentola con l’acqua per la pasta. In una padella grande scaldare un po’ di olio evo con lo spicchio di aglio. Far rosolare con lo spicchio di aglio che poi eliminerete, i filetti di sarde rigirandoli appena dorati, aggiungere poi i pomodorini lavati e tagliati a metà. Unire anche i pinoli. Aggiustare di sale e di pepe, continuare al cottura a fuoco basso e se necessario aggiungere un po’ di acqua di cottura della pasta che avrete buttato appena salita di bollore. Scolarli al dente, versarli nella padella con il sugo e mantecare bene aggiungendo un po’ d’acqua fino alla cottura completa degli spaghetti. Aggiustare di pepe se necessario.

SPAGHETTI CON LE SARDE (7)+

Dall’archivio di Dolcipensieri:

SPAGHETTI CON PESTO AL PREZZEMOLO

SPAGHETTI ALLE SARDE CON GAMBERETTINI E POMODORI CUORE DI BUE

LA CAPRESE… PARLA SOLO ITALIANO

MADELEINE AL GRUYERE CON PINOLI

FRITTATINA AGLI SPINACI E PINOLI

Con questa ricetta partecipo al contest de: “Petrusina” – SCADE IL 21LUGLIO 2013 CONTEST

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MADELEINE ALLA FETA (7)+

Un “Dolce o salato… appuntamento”… come vi avevo già accennato nel post delle “Madeleine al cioccolato bianco”, dedicherò qualche pubblicazione ad altre madeleines sia dolci che salate che ho preparato in occasione di due aperitivi/cene all’aperto. Oggi è il turno delle madeleines con feta, e precisamente la mia feta sott’olio che trovate qui. Ma potete usarne anche di fresca e non aromatizzata.

MADELEINE ALLA FETA (15)+

INGREDIENTI PER UNA VENTINA DI MADELEINES (cm 5×7)

2 uova

1 pizzico di sale al timo

un pizzico di mix di pepe (quali verde, bianco e rosa)

20 grammi di burro+una noce per gli stampi

100 grammi di farina 00

un paio di cucchiaini di lievito per torte salate

un paio di cucchiai di grana grattugiato

un paio di cucchiai di olio extra vergine d’oliva delicato “F.lli Carli”

4/5 cucchiai di latte intero

30 grammi di feta sott’olio o naturale

PREPARAZIONE

Nella planetaria sbattere le uova con un pizzico di sale e mix di pepe. Unire il burro sciolto a bagnomaria. Unire la farina con il lievito setacciati insieme, aggiungervi poi anche il grana. Unire poi l’olio e il latte, miscelare bene il tutto fino a quanto ci sarà una pastella morbida e densa. Tagliare la feta a quadrotti piccoli, con una spatola unirli alla pastella senza romperli. Porre a riposare in frigo per una mezz’oretta circa. Preriscaldare il forno a 220°C. Versare un cucchiaio d’impasto avendo l’accortezza di unire anche un pezzo di feta in ogni alveolo a conchiglia dello stampo posto sopra una teglia (che se anche di silicone, io lo imburro leggermente). Picchiare sul piano per appiattire la pastella. Infornare. Lasciar cuocere per 3-4 minuti e poi abbassare la temperatura a 180°C e prolungare per altri dieci minuti circa o fino a coloritura, effettuando la prova stecchino per la buona riuscita della cottura. Lasciar raffreddare su una gratella e servire.

MADELEINE ALLA FETA (23)+

Dall’archivio di Dolcipensieri:

MADELEINE ALLE NOCCIOLE

PICCOLI PLUM CAKE ALLA FETA E PEPERONCINO

BRUSCHETTA CAPRICCIOSA CON FETA IN CONSERVA

MADELEINE ALLA FETA (1)+

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COSTINE E SALSICCE ALLA BIRRA (16)+

Un “Dolcepensiero”… che palle!!! ‘sta pioggia e quest’aria perenne da temporale! e i pranzi all’aperto si fanno desiderare. Ma come fare per soddisfare la voglia di costine quando non si può usare il barbecue??? cucinarle in pentola aggiungendo magari della salsiccia e perché no gli aromi del giardino che stanno aspettando il sole per rinvigorirsi per bene (non vi dico il basilico quanto è triste, tutte le foglie abbassate che iniziano a rovinarsi per la troppa pioggia). Va beh, iniziamo con questa bella pentolata! Ma prima vi voglio elargire qualche mia accortezza: le costine le faccio tagliare a pezzi piccoli dal macellaio in modo che la cottura in padella sia più facile da gestire e come sale uso il Sale Rosso delle Hawaii perfetto per i piatti di carne arrosto per la forte presenza di ferro che conferisce il colore rosso appunto ai grani.

INGREDIENTI

1 chilo di costine di maiale

300 grammi di salsiccia a nastro

33 cl di birra chiara

sale rosso delle Hawaii q.b.

olio extra vergine d’oliva delicato “F.lli Carli”

un mazzetto di odori quali timo, maggiorana, origano, rosmarino, salvia verde e gialla

qualche foglia di alloro

PREPARAZIONE

In una padella mettere l’olio d’oliva evo con le costine che cercherete di bagnare in tutte le loro parti; farle rosolare girandole di tanto in tanto, formare un mazzetto con gli odori che unirete alla carne con qualche foglia di alloro. Tagliare la salsiccia a pezzettini e unirli alla carne, regolare con il sale. Sfumare con la birra. Lasciare cuocere per un’oretta circa o fino a quando la carne sarà cotta, poi scoprirle e lasciar ridurre il fondo di cottura. Regolate di sale se necessario e servire.

COSTINE E SALSICCE ALLA BIRRA (5)+

Dall’archivio di Dolcipensieri:

PUNTINE ALLA SARDA

LA RUSTISCIADA

CROCCHETTE DI RISO CON SALSICCIA

CONIGLIO ALLA BIRRA

SEPPIOLINE CON AROMI D’ORTO AL FORNO

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TORTA SETTE VASETTI (23)+

Un “Dolcepensiero” famoso: chi di noi non ha mai fatto la ormai stra famosa “torta 7 vasetti”? per me la prima volta, l’ho sempre assaggiata da amiche e conoscenti con una calda tazza di tè per merenda e devo dire che malgrado il mese di maggio – quasi alla fine – credetemi ci sta bene sia la torta ma anche il tè! fuori il cielo è grigio e coperto, minaccia di pioggia battente e io sono qui con il maglioncino a scrivervi questo post che avrà un fratello minore fra poco perché quando ho preparato questa torta, il vasetto di yogurt aveva un buon e bel compagno di confezione e complice delle fresche fragole, ecco la prima variazione sul tema di questa ottima torta perfetta come base per essere ben arricchita con altri frutti e varie leccornie. Ma partiamo con ordine dalla classica… Sia chiama “torta vasetto” perché come unità di misura si utilizza il vasetto di yogurt per porzionare tutti gli altri ingredienti quali farina bianca, zucchero, fecola e olio.

TORTA SETTE VASETTI (5)+

INGREDIENTI

1 vasetto di yogurt intero o bianco da 125 ml

2 vasetti di zucchero semolato

2 vasetti scarsi di farina bianca 00

1 vasetto di fecola di patate

1 vasetto scardo di olio extra vergine d’oliva delicato “F.lli Carli”

1 bustina di lievito per dolci in polvere

3 uova

la scorza e il succo di un lime

un pizzico di sale alla vaniglia

zucchero a velo e cacao in polvere q.b.

PREPARAZIONE

Porre lo yogurt in una ciotola, il vasetto ora vi serve come unità di misura. Separare gli albumi dai tuorli, sbattere questi ultimi con i vasetti di zucchero nella planetaria; appena il composto sarà gonfio e chiaro, aggiungere lo yogurt. Incorporare l’olio evo a filo. Aggiungere a questo punto la scorza e il succo del lime, i due vasetti di farina, il vasetto di fecola e il lievito amalgamando il tutto nella planetaria. Montare a neve con un pizzico di sale gli albumi, unirli al composto delicatamente con una spatola facendo attenzione a non smontare il composto. Imburrare e infarinare una tortiera a cerniera apribile dal diametro di 24 cm, versatevi l’impasto e infornare il dolce per circa 45 minuti a 180°C. Appena cotta, terminare con lo zucchero a velo e il cacao in polvere.

TORTA SETTE VASETTI (38)+

Dall’archivio di “Dolcipensieri”:

TORTA CON YOGURT ALLE MELE CON BACCHE DI GOJI

TORTA DI NOCCIOLE

TORTA OLIVA

Con questa ricetta partecipo al contest di Vivi in cucina

contest risveglio al b&b

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Raccolta di appunti scritti nel corso degli ultimi dieci anni, forse più. Una volta erano raccolti in quaderni, poi una parte mi è stata rubata ed ora, grazie al cloud (non è uno locuzione romanesca), è tutto rigorosamente online. Dal mondo dell'informatica (non più aggiornato da anni ma tenuto in vita per una questione "sentimentale") a pensieri e riflessioni sulla vita, sul mondo, sulla società, sulle emozioni e su di me, senza prendermi troppo sul serio.

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