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Posts Tagged ‘OLIVE NERE’

Un “Dolcepensiero” a pelle: ieri ero in perfetto relax sul divano e sono capitata – e non per caso – su Gambero Rosso Chanel  e sono rimasta affascinata da Lorraine Pascale. Ho cercato subito in rete chi fosse: ho letto che è un’ex modella, ora si occupa di cucina, ha pubblicato un libro che cercherò per acquistarlo perchè questa bella donna mi ha stregato. Non so’ da quanto sia in rete, so’ solo che l’ho trovata graziosa e molto carina come conduttrice. Un glamour innato, sentirla raccontare le sue ricette è un vero piacere, ricette “easy” come dice il titolo della sua rubrica. Ieri ha preparato la sua Tarte Tatin di Pomodori che subito mi ha attratta non solo per la sua stagionalità, ma soprattutto per la facilità con cui si prepara. Ha descritto molto bene come confezionare la pasta sfoglia, per oggi perdonatemi se uso quella già pronta, ma è stata la cottura dei pomodori e la confezione finale che mi ha spinto a prepararla per oggi, avendo già in programma di fare la spesa dall’ortolano. Per pomodori ho acquistato quelli di Valpolicella, quindi dolci per cui non ho usato il miele come Lorreine invece ha cosparso i suoi pomodorini. Per la parte finale, ho preferito aggiungervi olive e capperi. Poi mi sono ricordata che avevo già sentito parlare di Lorraine da Simo nel suo blog (che vi consiglio di leggere, troppo carino!!!) dove anche lei ha cucinato questa strepitosa tarte tatin…

INGREDIENTI

1 rotolo di pasta sfoglia

700 grammi di pomodorini dolci di Valpolicella

olio extravergine d’oliva q.b.

un pizzico di sale

un pizzico di pepe

qualche cucchiaio di pan grattato

qualche foglia di basilico fresco

qualche foglia di menta

origano q.b.

un cucchiaio di pistacchi di Bronte

un cucchiaio di capperi di Pantelleria sotto sale

5-6 olive nere

1 uovo

PREPARAZIONE

Lavare i pomodorini tanti quanti per ricoprire la vostra pentola da forno antiaderente; oliarla molto bene e distribuirvi i pomodori, regolare di sale e pepe, spolverare con il pan grattato (facoltativo il miele per addolcire i pomodori) e porla su fuoco vivace per circa cinque minuti coprendola con un coperchio. Accendere il forno a 220°C. Appena intiepidita la pentola, adagiarvi la pasta sfoglia e schiacciare bene ai bordi per sigillare bene i pomodorini schiacciando con i pollici la pasta fra un pomodorino e l’altro. Spennellare con l’uovo sbattuto con un pizzico di sale, infornare per circa venti minuti o fino a quando la sfoglia sarà gonfia e bella dorata. Passato il tempo di cottura, farla raffreddare e poi capovolgerla su un piatto al di sopra del lavandino perchè ci potrebbe essere del liquido di cottura. Spolverare con l’origano tritato. Dissalare i capperi sotto acqua corrente che triterete con i pistacchi, le olive e qualche fogliolina di menta e basilico. Distribuire il trito in superficie e servire.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

TARTE TATIN ALLE MELE

UOVA DI QUAGLIA CON POMODORINI AL FORNO

FRISELLE CON POMODORI E CIPOLLOTTI

Con questa ricetta partecipo al contest

“I colori dell’estate” del blog “Ale’s Kitchen – rosso pomodorino”

(categorie RICETTE DOLCI raccolte nel blog “Le Château des Gourmandises“)

Partecipo anche al contest “Le ricette passano… da un blog all’altro”

del blog “L’officina del cibo”

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Un “Dolcepensiero”: una bella e buona padellata di pollo, perfetta per una una cena in completo relax con amici. Messa al centro della tavola, le cosce sono li pronte per essere prese direttamente con le mani, da mordere e gustare… saporite, sode e corpose. Dopo il successo che avevano avuto le costine, ho deciso di ripetere la bontà con la carne bianca del pollo. Un successone!

INGREDIENTI PER QUATTRO/SEI PERSONE

un paio di chili di cosce di pollo

150 grammi di olive nere e verdi

500 ml di birra chiara

un paio di peperoncini piccanti essicati

qualche rametto di timo

qualche foglia di salvia

qualche rametto di maggiorana

qualche rametto di rosmarino

2 spicchi di aglio

qualche fiocco di fleur de sel de la Camargue

pepe macinato fresco q.b.

olio extravergine di oliva q.b.

PREPARAZIONE

Tritare con la mezzaluna molto finemente, qualche fiocco di sale, l’aglio, un po’ di aghi di rosmarino, le foglioline di maggiorana e timo, la salvia e il prezzemolo. In una padella tanto ampia da contenere tutte le cosce, mettere l’olio d’oliva evo con la carne che cercherete di bagnare in tutte le loro parti; farle rosolare girandole di tanto in tanto, aggiungere il mix di odori e i peperoncini rossi tagliati a metà; rigirare bene le cosce, spolverare di pepe. Versare la birra, appena sfumata unire le olive. Lasciare cuocere per circa un’ora a coperto chiuso, controllare di tanto in tanto rigirando la carne (se si dovesse asciugare troppo aggiungere un po’ di acqua), poi scoprirle e lasciar ridurre il fondo di cottura rimasto. Regolare di sale se necessario, servire la padella direttamente nel centro della tavolata.

Con questa ricetta partecipo al contest di Paneepomodoro e Photobirra

Dall’archivio di Dolcipensieri:

POLLO QUATRE EPICES

TACCHINO IN CREMA DI RICOTTA E OLIVE

CROSTONI IN CREMA AL GORGONZOLA E BIRRA

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Un “Dolcepensiero”… qualche giorno fa leggendo un post di Sandra del blogLe padelle fan fracasso“, mi è subito tornata in mente la vacanza dell’anno passato in Sardegna dove durante la Sagra del Vermentino, ci siamo fermati in una trattoria per mangiare perchè alla sagra era troppa la gente in fila per gustare i prodotti sardi e con due  bimbi l’ora x scatta subito alla prima lamentela. Dal fuori non gli avremmo dato una lira (senza offesa) nel senso che la trattoria si presentava molto semplice e spartana ma una volta seduti ci siamo subito ricreduti grazie ai buoni odori che già aleggiavano nell’aria: il menù era di giornata nel senso che la cucina è molto casalinga. Di base tutti prodotti e piatti sardi, ormai saturi di maialetto sardo ci siamo fiondati sulle puntine di maiale logicamente al vermentino sardo… una delizia; carne morbida, ben cotta, profumata grazie alle olive del posto e al buon vino Vermentino (qui una carellata di vini sardi) che ci siamo anche gustati al calice… vi lascio il post che ho dedicato alla trattoria e che trovate qui. Tornando a Sandra, ho seguito la sua ricetta con le mie modifiche che hanno regalato il tocco sardo della trattoria, almeno ci ho provato, avendo ancora nell’orto la mia piantina di mirto ben verde e rigogliosa. Ringrazio lei che con il suo bellissimo blog, ci regala belle ricette ben fotografate e sempre ben correlate dalle sue impressioni e stralci di vita… vi invito, se già non la conoscete, a sbirciare nella “sua cucina”…

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

1 chilo e 300 grammi di puntine di maiale

160 grammi di olive nere sarde

500 ml di vino bianco Vermentino di Gallura

2 cucchiai di prezzemolo tritato

2 spicchi di aglio

qualche fiocco di sale “Fiocchi di sale marino affumicato” de I gusti vegetali

pepe macinato fresco q.b.

olio extravergine di oliva q.b.

un mazzetto di odori (rosmarino e mirto).

PREPARAZIONE

In una padella mettere l’olio d’oliva evo con le costine che cercherete di bagnare in tutte le loro parti; farle rosolare girandole di tanto in tanto, aggiungere l’aglio tritato finemente con un cucchiaio di prezzemolo, formare un mazzetto con gli odori che unirete alla carne; regolare con qualche fiocco di sale, pepare. Versare il vino, appena sfumato unire le olive. Lasciare cuocere per un’ora, poi scoprirle e lasciar ridurre il fondo di cottura. Spolverare con il prezzemolo rimasto, regolate di sale se necessario e servire.

Con questa ricetta partecipo al contest

“A cena con Julie e Marek – Secondi di carne”

del blog “Menta Piperita and Co.”

Dall’archivio di Dolcipensieri:

RISO CON ZAFFERANO SARDO E FONDUTA DI PECORINO

RISOTTO PISELLI, PANCETTA E BOTTARGA

TORTA SARDA

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Un “Dolcepensiero” che a volte capita… questo piatto è nato per caso. Non è un piatto difficile anzi facilissimo nato dopo un mio errore in cucina: volevo fare dei tramezzini per un pranzo leggero e diverso dal solito, una pausa pranzo veloce ma gradevole anche per postare qualche nuova idea. Il guaio l’ho combinato mentre ho preparato la salsina che nel mixer è divenuta troppo liquida, era scomparsa la compattezza della ricotta… logicamente!!! quindi ho pensato di servire il petto di tacchino nel piatto anzichè nel panino e devo dire che non è stato niente male anzi… per mio marito che adora il vitel tonnèe, questo piatto si è rivelato una buona e più leggera alternativa al piatto di tradizione torinese. Ho pensato anche di ripresentarlo magari come antipasto per la cena della vigilia e il pranzo di natale perchè lo trovo perfetto anche per i bimbi… so che qualcuno di voi si starà chiedendo se sono “a posto” perchè questo piatto ha tutta l’aria di essere un buon pranzo estivo ma va be’… a noi è piacciuto assai!!!! che male c’è?

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

300 grammi di petto di tacchino a fette

250 grammi di ricotta freschissima

100 grammi di olive verdi

100 grammi di olive nere

un paio di cucchiai di semi di sesamo  “I GUSTI VEGETALI

insalata fresca q.b.

sale e pepe q.b.

noce moscata q.b.

Nel mixer frullare le olive (a parte qualcuna per la finitura) con la ricotta, regolare di sale e pepe in abbondanza quest’ultimo e anche una leggera grattugiata di noce moscata. Porre le fettine di petto di tacchino a mo’ di rosa su tutto il piatto su cui avrete fatto un letto con insalata freschissima, con il cucchiaio distribuire la crema di ricotta, spolverare con i semi di sesamo (io ho usato ” Igusti vegetali Ferri”) e le olive lasciate da parte e tagliate con la mezzaluna. Porre in frigorifero fino al momento di servire.

Dall’archivio di “Dolcipensieri”:

COSCE DI TACCHINO CON PATATE AL FORNO

CESTINI CON CREMA ALLA RICOTTA E PUREA ALLE FRAGOLE

SPAGHETTI ALLA VONGOLE E PIZZUTELLI

Mi trovi anche qui

DONNE SUL WEB BANNER

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Un “Dolcepensiero” con qualche rimasuglio… di vacanze: ecco una seconda versione di bruschetta (della prima ve ne ho parlato qui) vacanziera, un’ottima proposta per una cena veloce, sfioziosa ma assai appetitosa. Dopo una giornata di barca, mare e sole si arriva a casa un po’ fiacchi e poi magari durante la giornata si è spellucato di qua e di la soprattutto consumando frutta e bevendo bibite e succhi freschi per combattere l’arsura di agosto. Quindi doccia veloce, cena per Matteo mentre per noi adulti un buon bicchiere di vino bianco fresco da godersi al primo buio della serata e come spuntino un po’ stuzzicante, una buona bruschetta con il protagonista principale delle mie cene sarde: il pecorino sardo in tutte i suoi vari stadi di stagionatura…

INGREDIENTI PER QUATTRO

2 fette grandi di pane per bruschette

100 grammi di pecorino sardo semistagionato

80 grammi di olive nere denocciolate

200 grammi di tonno in scatola

1 cipolla bianca

1 spicchio di aglio

sale q.b.

olio extravergine d’oliva

PREPARAZIONE

Spalmare con lo spicchio di aglio le fette di pane per bruschette che affetterete in quattro parti; tostarle nel forno fino a quando saranno abbastanza croccanti ma ancora morbide. Nel frattempo in una ciotola mischiare il tonno tagliato a tocchi con le olive nere tritate grossolanamente e il pecorino tagliato a dadini. Affettare a velo la cipolla che unirete al composto di tonno condendo con olio evo e un pizzico di sale. Mescolare bene il tutto, porre sul pane caldo e servire con un buon e fresco bicchiere di vino bianco.

Con queste bruschette partecipo alla raccolta di: ”COCOGIANNI O CUOCOGIANNI“ dal titolo ”SANDWICHES HOT AND COLD

Partecipo anche al contest di: CUCINANDO E ASSAGGIANDO dal titolo LA BRUSCHETTA

Dall’archivio di Dolcipensieri:

FUSILLI AL PESTO DI RUCOLA CON PECORINO E PINOLI

INSALATA DI POLLO CON GRUVIERA E TONNO

INSALATA DI RISO ALLA MAGGIORANA

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Un “Dolcepensiero” freddo: sono i piatti più gettonati dell’estate il riso e la pasta fredda con un tripudio di colori dato dalle verdure che si possono associare in svariati modi! e che bontà, perfetti per pranzi leggeri e veloci, adatti alle grigliate estive oppure da portare in comode vaschette ai pic nic in montagna o al mare. Adoro mangiare queste pietanze durante tutta la stagione calda e tendo anche ad aromatizzarle con le mie piantine dell’orto. Questo riso freddo o, insalata di riso per chi lo preferisce, è nato per una delle mie tante grigliate fatte a casa prima partenza per la terra sarda… la voglia di evadere e di stare un pò tranquilla con i miei uomini quest’anno la sento molto di più: sarà che sono moralmente stanca, sarà che ho proprio voglia di dormire visto che qui a casa ogni tanto mi riesce difficile, sarà che quest’anno – lo sapete che per me l’anno finisce con luglio e ricomincia a settembre – ho solo incontrato piccoli ostacoli ma che purtroppo sono anch’essi da superare, sarà che ho voglia di sentire quei profumi di mare che solo li’ in Sardegna sento e incamero per tutto l’anno a venire… ma non pensate che DOLCIPENSIERI chiude per ferie, assolutamente no perchè è proprio li’ che sperimento piatti nuovi e che mi preparo a cio’ che cucinerò poi in proloco… e poi anche quest’anno voglio girare perchè anche dopo 20 anni che frequento l’isola, ho ancora delle perle da visitare e ammirare e non vi dico che bontà il cibo…

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

300 grammi di riso parboiled

un bel rametto di maggiorana fresca

4 wusterl piccoli

mezzo peperone rosso

125 grammi di mais dolce

40 grammi di olive verdi denocciolate

40 grammi di olive nere denocciolate

125 grammi di piselli piccoli

una carota

una manciata di capperi di Pantelleria

un grappolo di pomodorini

un pizzico di sale

un filo di olio extra vergine d’oliva

PREPARAZIONE

Lessare il riso in una pentola con abbondante acqua bollente salata; scolarlo al dente, passarlo sotto acqua corrente fredda, condirlo con due cucchiai d’olio e farlo raffreddare. Mettere il peperone in forno per una ventina di minuti o fino a quando risulta molto morbido, farlo raffreddare e tagliarlo a filetti. Lavare la maggiorana e sminuzzare le sue foglioline. Affettare i wusterl a rondelle, la carota invece a dadini. Unire questi primi ingredienti e mescolare ben il tutto aggiungendo poi il mais scolato dal suo liquido di conservazione in scatola così come per i pisellini. Aggiungere anche le olive tagliate a metà, i capperi risciacquati dal sale e i pomodorini lavati e tagliati a metà. Mescolare il tutto, regolare di sale e olio evo. Servire freddo con rametti integri di maggiorana.

Con questa ricetta partecipo al contest:

“RICETTE FREDDE PER L’ESTATE”

del blog “VANIGLIA, ZENZERO E CANNELLA”

Con questa ricetta partecipo al contest:

TUTTI PAZZI PER IL BRUNCH

del blog A TAVOLA CON MAMMAZAN

Dall’archivio di Dolcipensieri:

RISO GIALLO CON COTTO, FAGIOLINI E MANDORLE

RISOTTO ALLA FRANCESE

CELENTANI IN INSALATA CON POLLO ALLA DIAVOLA

LA PIZZAIOLA

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Un “Dolcepensiero”… dal sapore estivo: decisamente sono i piatti della stagione calda, le paste fredde sono l’ideale per i pranzi o le cene all’aria aperta in veranda dove aleggia il profumo marcato dei gelsomini in fiore! ideali anche come primo piatto dove poi faranno seguito grigliate di carne o pesce. Il tutto innaffiato da fresche birre o da un vino bianco leggermente frizzante e freddo.

PER LA RICETTA

Da oggi DONNE SUL WEB ha cambiato la sua immagine: un carattere più aggraziato, immagini più grandi – che per noi che ci dedichiamo alla cucina è molto importante: prima di assaggiare con il gusto, assaggiamo con gli occhi –  un sottomenù che regala anteprime del canale cliccato e qualche nota di colore quà e là che dona più chiarezza e freschezza. Il canale cucina si è arricchito con altre esperte foodblogger che vi regaleranno tante ricette a tema inerenti alla stagionalità. La settimana in corso è dedicata alle PASTE FREDDE come apertura alla stagione calda che si sà invoglia molto di più alla pigrizia, al relax oppure a gite fuori porta, grigliate per pranzi e cene all’aperto. Quindi cosa c’è di meglio che un fresco e poco laborioso piatto di pasta fredda? troverete tante alternative sia su formato, sia sulle farine ma soprattutto sui condimenti. VI ASPETTIAMO NUMEROSI…

Dall’archivio di Dolcipensieri su DSW:

BRUSCHETTA… FONDENTE

ZINCARLIN

INSALATA DI POLLO CON GRUVIERA E TONNO 

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Un “Dolcepensiero”: sono in trepida attesa che sia già giovedi mattina. All’alba sarà puntata la sveglia – cosa che da molti anni non succedeva – e poi via… Parigi! quattro giorni di relax, visite a tutto ciò che sarà possibile vedere, tappa a Eurodisney per il mio principino Matteo – ma non solo perchè non vedo l’ora di sentirmi anch’io un po’ Biancaneve o una Principessa (e lì tutto è possibile) – e poi che dire del cibo??? ho già qualche indirizzo segnato: inutile dirvi dove andrò perchè un po’ ve lo immaginate voi che di cibo ve ne intendete, comunque non “preoccupatevi” arriverà anche il reportage fotografico, logicamente. E poi mi sa che i prossimi post saranno un po’… francesi!!!??? vedremo… Questo è quello che mi capiterà fra qualche giorno appunto, ora sono alle prese con lo svuotare il frigorifero di tutto ciò che è difficile conservare in quattro giorni di latitanza (e purtroppo anche dai vostri blog, ma ritorno ancora più carica, credetemi). Come queste zucchine tonde che sono, per me, simbolo soprattutto di estate e pranzi all’aperto: oggi però qui la perturbazione di temporali e pioggia non ci ha abbandonato neanche oggi che è domenica; questo ponte del 2 giugno voleva essere un ponte un po’ più spensierato fatto di piccole gite, avendo anche a casa Marco cosa molto rara, per ben quattro giorni; ma la pioggia ha fatto saltare una gita ad un parco divertimenti con Matteo e un bel giro in moto, quella nuova, di Marco. Vabbè, il prossimo week-end… mi sono detta ma poi sbirciando l’agenda ecco che vedo che il prossimo fine settimana, c’è la Festa di san Vito a Lipomo e pure la scampagnata nei boschi dell’asilo… meglio non pensarci!!! in cucina della proloco con questi primi caldi, è molto sfiaccante ma caspita se mi piace!!! cucinare per grandi portate e tante persone, è davvero una gran figata… ma sarà dialogo per un altro post. Torniamo alla ricettina di oggi che vede come ingrediente principale, la MOZZARELLA DI BUFALA CAMPANA DOP che mi arriva ognitanto direttamente nella mia cucina dalla Campagna, grazie a dei collaboratori di Marco che appena scendono al loro paese, me ne fanno una bella e gran scorta che però finisce in una sola giornata. Mi raccomando quando l’acquistate di controllare che abbia i due loghi che ne conferiscono la giusta e corretta provenienza oltre la dicitura integra. La lavorazione manuale detta “mozzare” ne conferisce la sua forma per lo più sferica che si ottiene lavorando la cagliata fatta con il latte di bufala, una lavorazione antica. Strepitosa nel sapore e nel colore che a volte a sfumature quasi di madreperla, la sua “unica” particolarità è la goccia che ne esce appena la si schiaccia e il sapore in bocca, fresca e morbida leggermente salata. L’adoro… Mi raccomando: qualche euro in più ma accertatevi che sia DOP…

INGREDIENTI

4 zucchine tonde

1 mozzarella di bufala campana DOP

150 grammi di olive nere

1 pomodoro grosso, maturo, sodo e succoso

1 cucchiaiata di capperi di Pantelleria sottosale

sale un pizzico

olio extravergine d’oliva

origano q.b.

PREPARAZIONE

Lavare le zucchine, privarle della calotta superiore e con uno scavino, prelevare tutta la polpa; cuocerle a vapore solo fino a quando saranno morbide ma non farle cuocere troppo. Farle raffreddare. In una ciotola, unire la mozzarella con il pomodoro entrambi a dadini, unire le olive tagliate a metà e i capperi lavati dal sale. Mescolare bene il tutto. Con un pennello, spennellare l’interno delle zucchine con un po’ di olio e sale, riempirle con il composto di mozzarella, terminare con un po’ di origano ed infornare in forno già caldo a 200°C per circa un quarto d’ora.

Partecipo molto volentieri al contest “Buffet in giardinodel blog “La cucina accanto

Partecipo anche al contest “E’ qui la festa?” del blog “Lory – La mia cucina”

Dall’archivio di “Dolcipensieri”:

TORTA SALATA CON ZUCCHINE E POMODORI

ZUCCHINE “SIMIL HOSOMAKI”

LE TONDE ZUCCHINE

LA CAPRESE… PARLA SOLO ITALIANO

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Un “Dolcepensiero” solare: oggi è tornato il sole dopo giorni di pioggia, per me lavorativamente parlando una giornata tranquilla, quindi da brava massaia sono andata a fare la spesa nella mattinata e a pranzo un piattino veloce ma caldo degno del rientro per la pausa di Marco. Mi è bastata qualche occhiata di sole per mischiare in cucina qualche ingrediente mediterraneo sempre disponibili nella mia dispensa che hanno reso dei semplici spaghettti, un primo saporito e dal gusto intenso.

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

320 grammi di spaghetti

olio extravergine d’oliva

1 peperoncino rosso piccante

qualche pomodoro secco (io ho preso i miei postati qui)

un paio di cucchiai di capperi di Pantelleria sotto sale

un paio di cucchiai di olive nere

qualche crostino di pane.

PREPARAZIONE

Sbollentare in acqua salata gli spaghetti: in una padella antiaderente scaldare dell’olio evo dove farete rosolare il peperoncino tagliato a metà. Unire i pomodori secchi tagliati a striscioline, unire le olive e i capperi e far saltare bene il tutto. Privare il vosto condimento dal peperoncino, abbassare la fiamma per tenerlo solo al caldo, scolare gli spaghetti che tufferete nel condimento in cui unirete anche i crostini di pane; saltare bene il tutto, servire.

Trovo molto carino e un po’ rustico servire questi spaghetti in piccole pentole di ferro… come ho fatto io per una cena informale fra amici cari: erano tutti diversi sia nelle forme che nelle dimensioni, alcune addirittura senza il manico, reduci da una mia visitina dalla nonna e dalla zia. Penso che fra di loro ci fossere pentolini di ben 50 anni.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

SPAGHETTI CON PESTO DI RUCOLA E CRESCENZA

POLPETTINE DI POLENTA CON POMODORI SECCHI E OLIVE

FOCACCIA PUGLIESE

Con questo bel piatto mediterraneo, finisco il post con la mia personale recenzione del film del momento di Checco Zalone dove da – bravo mediterraneo – non fa mancare la buona cucina nemmeno nei suoi film con qualche piatto anche internazionale come la sua protagonista femminile…

Immagine presa dal web

Dopo i tanti complimenti al film di Checco Zalone, non potevo esimermi nell’andare a vederlo… Se i commenti che ho sentito alla tv mi avevano incuriosito e solo quelli perchè non ho avuto modo di sentir commenti da amici e parenti, alla fine del film sono uscita ridendo ancora ma soprattutto sopraffatta dalla leggerezza – e si fa per dire – del tema che ha trattato con comicità ironica ma molto garbata… il tema del film era improntato sulle diversità di vita e religione fra noi e gli islamici e mai si è caduti nella volgarità ne tanto meno ci sono stati nudi di donne che ognitanto spiccano in altri film (tipo i cinepanettoni, che pur avendoli sempre visti perchè adoro DeSica, temo ora si stia esagerando parecchio seguendo le varie carriere più o meno corte delle starlette del momento). Comunque torniamo a Una bella giornata: Checco è un ragazzo di un paesino della Brianza che di professione fa l’adetto alla sicurezza ma il suo vero sogno è quello di fare il carabiniere ma anche al terzo colloquio viene respinto. Ma grazie alla classica raccomandazione del parente di turno – un classico per noi italiani – riesce a intraprendere il servizio di sicurezza presso il vescovo di Milano, ma incapace di fare tale mansione, lo spediscono a curare la Madonnina che cura la città di Milano in alto al Duomo. E qui conosce Farah, ragazza araba, che si finge studentessa di architettura e grazie alla sua avvenenza e bellezza, riesce ad arrivare al cuore di Checco, ma purtroppo il motivo di tale strategia è di depositare una bomba presso la Madonnina appunto, per vendicare l’uccisione della sua famiglia sterminata con una bomba. Sarà questo binomio che regalerà allo spettatore anche la canzone di Checco che dice “lui pugliese di madre tarantina e lei francese di madre bina”. Ma alla fine la vera bomba che può creare scompiglio in giro sarà proprio Checco, un connubio di ignoranza e razzista ingenuità. Fantastica la scena davanti al quadro della Madonna in estasi, nonchè il furto della tela per poterlo far fotografare alla ragazza riconsegnato con la massima tranquillità di Checco al museo davanti al suo superiore che ormai, travolto da Checco, si vedrà alle prese con continui attacchi di cuore e panico. Memorabile lo scorcio dell’Italia che fa Zalone: in Puglia scesi per un battesimo, si vedrà la tradizione nello stare con la propria famiglia e che farà capire a Farah quanto di buono ci può essere nei sentimenti tanto che Farah non metterà mai più la bomba alla Madonnina e partirà con il fratello in Francia lasciando Checco confuso ed infelice. E qui mi sembra di vedere un piccolo collegamento con un film di Celentano: Checco trova nel suo paese il nuovo parroco che lui conosce già essendo stato il segretario del Vescovo di Milano e si mette a passeggiare per le vie del paese confessandogli i suoi dubbi sulla partenza della ragazza e il prete che lo rincuora, bici alla mano… (credo che il film di Celentano fosse Segni particolari bellissimo, dove l’attore aveva come amico e confessore il parroco del suo paese). Con Zalone si ritorna alla commedia comica fatta di battute secche e azzeccate, riesce a riportare il ritratto dell’italiano medio quello più rustico in chiave geniale. Non ho visto il primo, purtroppo, so’ che non è per niente uguale a questo tanto che dalla critica ci sono stati ottimi consensi rivelando che Zalone non aveva e non ha solo un colpo… Apro una parentesi sulla scena in cui lui da il cous cous cucinato da Farah agli uccellini: il lago in questione è quello del Segrino a due passi da me, qui in Brianza!!! Inoltre ho trovato simpaticissimo Rocco Papaleo nelle vesti del suo papà guarda caso militare, anzi cuoco, in missione nei paesi islamici. Annarita del Piano nei panni di Anna, mamma di Checco, affezionatissima al figlio che lo vorebbe fidanzato, è la perpetua del parroco e in un piccolo ruolo anche Tullio Solenghi, che porta le vesti del Vescovo di Milano. Un film sicuramente che rivedrò appena uscira in pay-tv o dvd, non perdetevelo!!! e io cercherò di vedermi la sua prima opera!!!

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Un “Dolcepensiero” tra parenti: questa deliziosa ricetta, perfetta per una merenda con i bimbi, è tratta dal libro “PIZZE & FOCACCE” (la PRIMAVERA in TAVOLA) – Food Editore. Essendo una parente molto stretta della pizza, fra gli amichetti di Matteo ma anche fra noi mamme e papà, ha riscosso un buon successo… e la sua preparazione è molto semplice, bisogna solo aver pazienza nel panificare e nel far lievitare la pasta ma poi una volta stesa, messa in forno può essere semplicemente condita con un filo di olio… e la foccaccia è servita. Ma è anche una pietanza molto propensa ad essere condita e guarnita con ogni vostro ingrediente preferito creando sfizziosità nuove e golose. La focaccia si presta molto bene per le merende dei bimbi – come già detto – ma anche come accompagnamento ad un aperitivo oppure per un pranzo veloce o perchè no uno spuntino… Il più delle volte la focaccia viene consumata “liscia” ovvero senza ingredienti aggiunti: segreto per confezionarne di buone? beh, inanzitutto ingredienti di prima scelta e poi una lievitazione correnta tenendo chiuse porte e finestre, conservando il panetto in una stanza calda senza correnti d’aria. Un consiglio è anche quello di non utilizzare burro bensì strutto che regala alla vostra focaccia più gusto e sostanza. La focaccia di oggi è una delle più classiche in Italia: la FOCACCIA PUGLIESE ma ecco dosi e preparazione.

INGREDIENTI PER OTTO PERSONE (=2 focacce morbide alte circa 2 cm e per una teglia di diametro cm 28/30)

PER LA PASTA

1 chilo di farina di semola

250 grammi di patate

40 grammi di lievito di birra

olio extravergine d’oliva

20 grammi di sale

PER IL CONDIMENTO

500 grammi di pomodorini ciliegia

100 grammi di olive nere

origano

PREPARAZIONE

Sbucciare le patate, tagliarle a rondelle sottili e farle cuocere in 1,5 lt di acqua; quando saranno tenere, passarle nello schiacciapatate e conservare 750 ml di acqua di cottura. Impastare in una boule la farina con la purea, il sale, il lievito sciolto in un po’ di acqua e l’acqua di cottura delle patate tenuta da parte, con movimenti dal basso verso l’alto in modo che la pasta si ossigeni, fino a ottenere un impasto morbido. Ungere la teglia con abbondante olio di oliva extravergine e adagiatevi la pasta; copritela con pellicola da cucina, facendo attenzione che la pellicola non entri in contatto con la pasta e far lievitare. Dopo circa 20 minuti di lievitazione, porre sulla superficie della focaccia i pomodorini tagliati a metà, le olive nere e l’origano e lasciar lievitare coperto fino al raddoppio del volume dell’impasto. Cuocer in forno a 180°C-200°C per circa 40-45 minuti.  Dopo aver sfornato la focaccia, copovolgerla su un piatto per disperdere l’umidità in eccesso presente nella pasta dopo la cottura. Servire la focaccia tagliata a fette.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

FOCACCIA DOLCE ALLE BANANE

BAVETTE CON CIME DI RAPA E OLIVE PUGLIESI

ORECCHIETTE CON PATATE, PANCETTA E CIME DI RAPA

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