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Posts Tagged ‘pancetta tesa’

CROSTONE BRIE PANCETTA (15)+

Un “Dolcepensiero” montano: è la stagione della montagna, della neve e dello sci e con loro è la stagione dei cibi ricchi e rustici magari seduti davanti ad un camino appollaiati su un tappeto con accanto un buon bicchiere di vino e perché no una buona e fresca birretta. Perfetti sono questi crostoni che possono essere una degna cena dopo una giornata sulle piste…

INGREDIENTI E PREPARAZIONE

Affettare una pagnotta rustica. Miscelare dello zola dolce con una forchetta per creare una crema. Velare con olio evo una padella antiaderente, abbrustolire le fette di pane da ambo i lati fino a quando sono belle dorate. Spalmare il pane con lo zola, sovrapporre le fettine di pancetta tesa pepata. Terminare con qualche pinolo, porre in forno a funzione grill per qualche minuto fino a quando la pancetta sarà croccante. Servire belli caldi.

CROSTONE BRIE PANCETTA (5)+

Dall’archivio di Dolcipensieri:

POLLO ALLA DIAVOLA

VOL AU VENT MATCHA

FROLLA AL CARDAMOMO CON RIPIENO DI FRUTTA SECCA E MIELE SARDO

COPPE FRAGOLE DI MARSALA CON PANNA E MERINGHE

ROTOLINI AL CIOCCOLATO E COCCO

ARROSTO ALL’ARANCIA

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CROQUE MADAME IN CAMICIA (59)+

Un “Dolcepensiero”: le prime mie uova in camicia!!! pazzesco, io le adoro cucinate in mille e più modi ma mai le ho preparate in camicia! e devo dire che ho fallito solo nel primo tuffo, per il resto mi sono venuti molto bene! modesta, neh? ma a volte le cose più banali sono quelle che si rivelano le più complicate… Le uova in camicia sono perfette a colazione, per il pranzo, per il brunch e diventano un golosità se servite con verdure, affettai e pani particolari. Nel cucinarle badate bene all’acqua che deve solo avere i primi bollori, non salatela perché se no l’albume fatica a rapprendersi, utile invece l’aceto di vino bianco. E poi la vostra fantasia nel presentarli come più vi piace!

CROQUE MADAME IN CAMICIA (61)+

INGREDIENTI PER DUE PERSONE

PER LE UOVA

4 uova fresche

3 cucchiai di aceto di vino bianco

PER GLI ASPARAGI

250 grammi di asparagi

sale e pepe un pizzico

una noce di burro

qualche cucchiaio di maionese

qualche cucchiaio di nocciole tritate

PER IL CROQUE

4 fette di pancarrè

125 grammi di caprino fresco

una decina di fette di pancette tesa

un pizzico di pepe

semi di papavero  “i Gusti Vegetali” ditta Ferri

CROQUE MADAME IN CAMICIA (49)+

PREPARAZIONE

PER LE UOVA: Riempire d’acqua a metà una pentola capiente. Aggiungere un tre cucchiai circa di aceto di vino bianco e portare a ebollizione. Sgusciare le uova in una ciotolina e quando l’acqua bolle versarne uno delicatamente nel centro del vortice di acqua che potete creare con una frusta. Fate attenzione all’albume che dovrà ricoprire il tuorlo, la cottura dovrà essere all’incirca un paio di minuti. Con una schiumarola, tirare fuori l’uovo e porlo in un piatto; con un coppa pasta potete ridefinirne la forma. Ripetere l’operazione con le altre uova.

PER GLI ASPARAGI: In una pentola alta e stretta, portare a bollore dell’acqua che salerete con sale grosso. Porre gli asparagi a lessare con la punta in alto per una decina di minuti o fino a quando saranno morbidi. Scolarli e passarli in pentola con una noce di burro. Regolare di sale e pepe. In una ciotolina, miscelare della maionese con un po’ di nocciole in granella e per rendere il tutto più fluido, mettere un goccio di acqua calda. Da utilizzare per accompagnare il croque madame insieme a qualche punta di asparago, i rimanenti potete servirli a parte come contorno.

PER IL CROQUE: Nel forno caldo, tostare le fette di pane e le fette di pancetta. Appena croccante il pane, spalmarlo con il caprino fresco, sovrapporre le fettine di pancetta e adagiarvi infine le uova in camicia. Terminare con una spolverata leggera di pepe e un po’ di semi di papavero. Impiattare il croque madame con l’uovo in camicia, spalmare un poco di maionese alle nocciole e al suo fianco ancora un po’ di maionese ed infine gli asparagi. Io li amo mangiare anche tiepidi oppure li scaldo in forno già caldo per qualche minuto.

CROQUE MADAME IN CAMICIA (41)+

Dall’archivio di Dolcipensieri:

CROQUE MONSIEUR AGLI ASPARAGI IN TEGLIA

CROQUE MONSIEUR ET CROQUE MADAME

PLUM CAKE GRUVIERA E SEMI DI PAPAVERO

CROQUE MADAME IN CAMICIA (26)+

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Un “Dolcepensiero” di inizio stagione: con questa ricetta tradizionale lariana, partiamo con la stagione autunnale e oggi malgrado un sole splendente, tira un vento freddo e sferzante; speriamo nel week-end le temperature risalgano regalandoci il secondo colpo di coda estivo… magari. La Buseca è un piatto che vedo cucinare fin dalla mia infanzia da mia mamma e ora mi cimento anche io in cucina soprattutto in Pro Loco dove è tradizione proporla il primo venerdi della festa paesana e anche quest’anno non è mancata. Sull’origine del nome non vi è certezza, sembrerebbe che l’etimologia della parola derivi da sinonimi per lo più toscani che indicano la parte dell’intestino dei bovini, a volte è scritta con la doppia c e i puntini sulla u. Si tratta di una ricetta della tradizione contadina milanese: un piatto umile cucinato soprattutto nei periodi freddi dell’anno e come tradizione vuole, è consuetudine mangiarla alla Vigilia di Natale perchè in passato era si un piatto umile nella preparazione degli ingredienti, ma era anche sinonimo di cibo delle grandi occasioni, appunto. Ma simboleggia anche l’arrivo della stagione autunnale che porta con sè i primi venti e le prime pioggie, la voglia di stare a casa al calduccio. Per il resto d’Italia, o quasi, è conosciuta con il nome di Trippa: qui in Brianza è un piatto che si prepara in grandi quantità anche perchè è piacevole regalarne qualche porzione a famigliari e conoscenti, come cuorioso è il continuo chiacchierare sulle varie varianti personali che si possono apportare a questo strepitoso piatto. Mio padre per esempio, vuole solo foiolo e senza alloro, qualcuno non mette il concentrato di pomodoro bensì i pomodori a tocchetti e per insaporirla ancor di più, l’aggiunta di peperoncino non manca in alcune ricette personali. Per via della sua lunga e lenta preparazione, soprattutto se il brodo è di carne ma niente e nessuno vi vieta di farne con dado vegetale, la Buseca è un piatto che troverete anche tutto l’anno – estate compresa – alle sagre di paese… un vero invito ad un piatto che simboleggia la mia tradizione culinaria che vi invito a gustarla.

INGREDIENTI

PER IL BRODO

1 carota

qualche chiodo di garofano

1 cipolla

1 costa di sedano

un paio di cosce di gallina

1 pezzo di manzo (la polpa circa 500 grammi)

il ginocchio del maiale

pepe nero in grani q.b.

una presa di sale grosso

PER LA BUSECA

2 chili di trippa di cui 1 solo foiolo

una noce di burro

50 grammi di pancetta tesa

2 cipolle

2 carote

200 grammi di fagioli borlotti

un rametto di rosmarino

una costa di sedano

un paio di foglie di alloro

qualche chiodo di garofano

pepe nero q.b.

sale q.b.

brodo di carne q.b.

1/2 tubetto di concentrato di pomodoro

grana padano grattugiato q.b.

fette di pane casereccio

olio extra vergine d’oliva q.b.

PREPARAZIONE

PER IL BRODO

Porre i pezzi di carne in una pentola capiente. Coprirla con abbondante acqua fredda e portarla a ebollizione. Sbucciare la cipolla, infilzarla con i chiodi di garofano, pulire la carota così come la costa di sedano e tuffare il tutto nella pentola con qualche grano di pepe. Lasciar sobbollire il brodo regolando anche di sale grosso e appena il bollore di alza, abbassare il fuoco al minimo, coprire con un coperchio e cuocere per un paio di ore abbondanti mescolando di tanto in tanto e assaggiandolo, nel caso regolare di sale e/o pepe. Scolarlo poi dalla carne (ottima da mangiare anche così con sott’aceti o salsine varie) e filtrarlo con un colino. Se lo preparate in anticipo, filtratelo nuovamente al momento dell’utilizzo per la trippa per eliminare la patina di grasso che si riproduce (se non lo usate tutto, lo potete congelare per usi futuri come un bel risotto).

PER LA TRIPPA

Se usate fagioli freschi, lasciarli a bagno in acqua tiepida con un pizzico di sale per circa un’oretta. Lavare sotto acqua corrente tutta la trippa e asciugarla, procedere a tagliarla a listerelle sottili. Affettare le cipolle finemente, la pancetta a dadini piccoli: in una pentola capiente a sponde alte, far sciogliere una noce di burro con un filo di olio, unire la pancetta e la cipolla con l’alloro e il rosmarino legati a mazzetto; lasciar soffriggere il tutto, aggiungere la trippa, la carota a rondelle, il sedano a tocchetti, i chiodi di garofano e qualche grano di pepe. Sfrigolare molto bene fino a quando la trippa sarà tutta ben scottata. Regolare di sale, unire il concentrato mescolando energicamente e coprire con abbondante brodo di carne. Portare a bollore, poi coprire la pentola e far cuocere sino a quando la trippa sarà tenera (circa un quattro/cinque ore minimo). Tenerla schiumata regolarmente. Un’oretta prima, unire i fagioli se freschi, un quarto d’ora prima se in scatola. Se dovesse occorrere, aggiungere del brodo bollente tenendo presente che la buseca deve presentarsi come una zuppa brodosa. Quando cotta, servirla ben calda con grana grattugiato e qualche pezzo di pane casereccio. E’ un piatto da gustare anche il giorno dopo riscaldato…

Dall’archivio di Dolcipensieri:

ALBORELLE

INSALATA CASLINO

RESTA PASQUALE DI COMO

MI TROVI ANCHE NELLA RUBRICA “RICETTANDO” NELLA SEZIONE “IBLOG” SU

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Questa ricetta la trovi anche qui…

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Un “Dolcepensiero” quasi primaverile: cucinare a finestre aperte e sentire un leggero ma gradevole tepore fa proprio sentire voglia di primavera… questa piacevole parentesi mite, dopo il gelo artico di gennaio, ha fatto piacere anche se ha portato i primi passaggi di cambio di stagione: qualche starnuto, un po’ di tosse e qualche abbassamento di voce ma quando questo tutto passa, è meraviglioso iniziare ad indossare capi poco più leggeri… ma purtroppo in aguato stanno arrivando le prime piogge dopo la neve! quindi approfittiamo anche per dare una nuova veste alle foto, quindi prati verdi e magari fra un po’ di giorni anche qualche fiorellino!!! Ma torniamo alla torta fotografata: l’ho cucinata come antipasto per una cena fra amici della Pro Loco; abbiamo festeggiato la guadagnata pensione di una cara amica e collega di volontariato e trovo che questa torta sia perfetta per descrivere – culinariamente parlando – il suo gran carattere: una scorza friabile che fa da contenitore ad un gran cuore mordido e dolce… da gustarsi calda, tiepida o fredda!!!

INGREDIENTI

1 rotolo di pasta sfoglia

un mazzo di asparagi, circa una ventina

300 grammi di ricotta fresca

3 uova

sale e pepe nero q.b.

1 fetta spessa di pancetta tesa

60 grammi di grana grattugiata

olio extravergine d’oliva

PREPARAZIONE

Stendere la pasta sfoglia in una teglia con un foglio di carta da forno, bucherellare il fondo con una forchetta. Stemperare la ricotta con una forchetta in una ciotola fino a quando diventa una crema che spalmerete sulla sfoglia. Sbollentare gli asparagi fino a quando saranno teneri ma non molli, lasciarne da parte un 4-6 integri mentre i rimanenti, tagliare a pezzettini piccoli i gambi mentre le punte tagliarle a metà. Scaldare un filo di olio evo, tuffare la pancetta tagliata a listarelle sottili e poi gli asparagi facendoli saltare a fuoco vivo per qualche minuto magari con una spolverata di pepe (valutate in base alla pancetta). Aggiungerli alla ricotta livellando bene il tutto, sbattere le uova con sale e pepe che verserete per ultimi sopra il ripieno della torta, ripiegare i bordi e con un pennello, spennellare gli stessi con l’uovo. Terminare con il grana grattugiato. Finire la torta con gli asparagi tagliati a metà per la lunghezza sopra tutto, infornare per circa un 30 minuti a forno caldo a 180°C.

Ed essendo una portata preparata per una festa, non potevo non partecipare al contest de: “LA CUCINA DI VANE”

dal titolo “HAPPY BIRTHDAY TO YOU”

Partecipo al contest di ABOUT FOOD

Dall’archivio di Dolcipensieri:

QUICHE AL RADICCHIO E MELE 

TARTELLETTE AL TALEGGIO E ASPARAGI

QUICHE SALATA SPEZIATA AI BROCCOLI CON NOCI

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Un “Dolcepensiero” caldo… anche oggi giornatina mooolto primaverile!!! nella speranza che anche il week-end rimanga tale! La vita è difficile: oggi lo posso dire anche io che nel mio piccolo mi sto’ rimettendo completamente in gioco – lavorativamente parlando – e devo dire grazie solo a quel Monti… ma non voglio parlare ne di politica ne tanto meno di mosse lavorative che la politica ci costringe a subire! Piuttosto con voi amiche mie blogger, voglio invece sfogarmi oggi qui sul mio blog… uno sfogo libero, uno sfogo dettato dalla stanchezza: non riesco più a digerire il perbenismo delle persone! lo stesso perbenismo di persone prive però di carattere, abituate a reagire ai problemi ricreandosene tanti altri con la capacità di tenere letteralmente a bada le persone! e mi chiedo, dove sta l’orgoglio, il carattere che porta a prendere posizione nei fatti della vita? forse bisognerebbe – ognitanto – entrare nei panni delle persone che ci sono vicine, al lavoro, nel tempo libero, nei momenti di aggregazione cercando di porsi la domanda: ma tale persona sarà in grado di sopportare questo problema? a me questa domanda balza sempre alla mente nel momento in cui devo affrontare un problema… e anche in questi giorni ho capito che prendere posizione – la propria – a volte non serve proprio a niente perchè poi le persone riescono a girare la frittata a loro pro cercando la via più breve, cosa che io detesto!!! anche oggi mi sono resa conto che bisogna fare spallucce, stare zitti seguire la corrente proprio nel momento in cui questa inizia a salire, anche se cio’ vuol dire chinarsi e prendersela in quel posto… lo accetto in un gruppo, io personalmente amo me stessa e le mie decisioni sono atti dovuti a orgoglio, dignità e non all’egoismo e alla via più breve che non è mai quella più comoda se davanti a te ci sono imprevisti creati da prepotenza ed egocentrismo!!! sarò giusta? sarò sbagliata? boh non so’… ma chissà poi perchè con il tempo raccolgo i frutti della mia forte personalità!!! ma torniamo alla ricetta e alla primavera che fa sembrare tutto più leggero: per questi bocconcini vi descriverò la ricetta direttamente con gli ingredienti senza precisi pesi e misure, essendo facilissima!!! e ghiotta!

INGREDIENTI E PREPARAZIONE

Prendere un’ananas, privarlo della buccia e tagliarlo a bocconcini. Affettare la pancetta (preferibilmente bella stagionata, salata oppure affumicata) sottilmente e scottarla leggermente in una padella antiaderente fino a quando inzia ad arricciarsi… solo per pochi secondi per non seccarla troppo. Appena intiepidita, arrotolarla a mo’ di pacchettino e formare i bocconcini infilzando in uno stecchino per finger food prima l’ananas, poi qualche foglia di insalata verde fresca, per finire la pancetta. Sono un perfetto finger food dolce e salato, ottimi se gustati con un fresco prosecco italiano.

Partecipo alla raccolta di “LE PADELLE FAN FRACASSO” nella sezione alternativi

Dall’archivio di Dolcipensieri:

GNOCCHETTI DI GRANO SARACENO CON CIME DI RAPA, PANCETTA E PATATE

TARTE TATIN ALL’ANANAS

ZUPPA CAROTE NERE, FAGIOLI ROSSI E LEGUMI CON PANCETTA

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Un “Dolcepensiero”: un piatto saporito, robusto perfetto per una buona cena invernale; camino acceso, qualche candela profumata, un buon calice di vino rosso e fuori i primi fiocchi di neve di questo strano inverno che ora più che mai si fa sentire… e poi il tepore che solo la tua casa sa regalarti con accanto i tuoi uomini… la mia domenica sera preferita!!! infatti questo piatto l’ho cucinato proprio domenica sera dopo un pomeriggio pigro pigro!

INGREDIENTI

320 grammi di gnocchetti al grano saraceno

2 patate

2 fette di pancetta tesa non troppo sottili

500 grammi di cime di rapa

1 porro

un pizzico di pepe nero

olio extravergine d’oliva q.b.

sale.

PREPARAZIONE

Pulire le cime di rapa, conservando le punte, le parti di rametti più morbide e le foglie più tenere; lavarle e asciugarle. Portare a ebolizione abbondante acqua salata. Sbucciare le patate, tagliarle a dadini, lessarle al dente nell’acqua bollente e sgocciolarle con una schiumarola. Lessare al dente nella stessa acqua anche le cime di rapa, scolarle anche loro con una schiumarola. Tritare separatamente il porro. Tagliare la pancetta a listarelle che rosolerete con il porro e le patate in una padella con poco olio evo, finchè saranno croccanti. Aggiungere poi le cime di rapa per cinque minuti a fuoco medio poi appena appassite, abbassare la fiamma al minimo. Lessare i gnocchetti, scolarli appena cotti e aggiungerli al condimento, far saltare il tutto, sevire ben caldi e per chi desidera una bella spolverata di pepe nero e/o grana grattugiato.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

ORECCHIETTE CON PATATE, PANCETTA E CIME DI RAPA 

MALLOREDDUS ALLO ZAFFERANO E RICOTTA SALATA STAGIONATA

ORECCHIETTE CON CIME DI RAPA E PESTO AI POMODORI SECCHI

SPAGHETTI ALLA CARBONARA di RUTH REICHL

SPEZZATINO DI VITELLO CON PISELLINI FINI E PATATE 

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Un “Dolcepensiero”… sulle orecchiette ho una certa “paura” dopo qualche critica gratuita fatta su facebook per questa mia personale versione, in cui mi si criticò la mia versione soprattutto negli ingredienti. E’ sicuro che la ricetta tradizionale è diversa, è sicuro anche che nel mio blog eseguo sempre tutto in base ai miei gusti e anche prendendo sputo da libri, riviste e ricette di amiche e perchè no dalla cucina di tradizione ma questo non dovrebbe comportare insulti e negazioni da parte di altre persone. Avrei gradito le critiche direttamente a me e non tramite facebook e adirittura tramite altri contatti. Detto questo non per rivangare passati web che poi mi sono scivolati via, bensì per dire apertamente che la cucina è fatta anche di libera interpretazioni tutti i giorni anche perchè in cucina non si butta via mai niente… come in questo caso. Dal fruttivendolo sono incappata in bellissimi mazzi di cime di rapa, le orecchiette le ho acquistate belle fresche, tutto il resto lo avevo in casa e è uscita una ricetta perfetta anche per

RICORDARVI CHE IL 31 OTTOBRE TERMINERA’ IL CONTEST MIO, DI ALESSIA E CLAUDIA DEDICATO AI PESTI

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

400 grammi di orecchiette

160 grammi di pancetta tesa

300 grammi di cime di rapa

2 spicchi di aglio

qualche cucchiaio di CONSERVA DI POMODORI SECCHI SAPORITI

grana grattugiato q.b.

olio extravergine d’oliva q.b.

sale grosso per l’acqua

PREPARAZIONE

Per il pesto: mettere qualche pomodoro secco, qualche cappero, qualche acciuga e un paio di granelli di pepe con qualche cucchiaio di olio della conserva, frullare fino a quando otterrete un pesto cremoso. SE NON AVETE i pomodori secchi in conserva (come i miei), prendere un quattro/cinque pomodori secchi, copriteli con dell’olio evo per qualche ora e poi mixateli con un paio di acciughe, qualche cappero e pepe verde in granelli – un paio – per ottenere un pesto.

Per la pasta: lavare con cura le cime di rapa e lessarle al dente in abbondante acqua salata, che poi non getterete ma utilizzerete per cuocere le orecchiette. Rosolare l’aglio a spicchi con alcuni cucchiai di olio evo a fuoco basso, rosolare la pancetta tagliata a dadini piccoli quindi unire poi il pesto e diluirlo con qualche cucchiaio di acqua di cottura per stemperare il tutto; eliminare l’aglio. Aggiungere le cime di rapa tagliate e portare a cottura a fuoco basso. Lessare le orecchiette. Scolarle al dente e spadellarle nel tegame delle cime di rapa; chi desidera un pò di grana grattuggiato.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

BAVETTE CON CIME DI RAPA E OLIVE PUGLIESI

TROTE con CIME di RAPA STUFATE

PLUM CAKE CON POMODORI SECCHI E PRIMOSALE

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Un “Dolcepensiero” che non guasta mai: di solito nei mesi caldi, si abbandonano le zuppe e le minestre per dare spazio a piatti più leggeri quali paste fredde e insalate. Devo dire che però quando la giornata è segnata dai primissimi temporali di stagione e la brezzolina che si alza regala brividi ma non sollievo, penso che una buona e calda zuppa, sappia appagare corpo e mente. Oggi il cielo è nero per metà, l’altra di un azzurro ancora ben nitido e nell’aria si sentono i primi tuoni, allora mi sono armata di pentola e piatti di coccio e via di zuppa. Sollievo, un vero caldo sollievo e poi nanna!!! La mia zuppa poi è stata arricchita da un buon olio toscano unico e tutto biologico, regalatomi dai proprietari di Terrapille confezionato a mano con le olive raccolte proprio fuori la nostra camera dove abbiamo soggiornato. Dal profumo intenso che invade l’olfatto, è una vera bontà.

INGREDIENTI

200 gr di farro da agricoltura biologica

1 cipolla bianca di Cannara

1 carota

1 scalogno

1 gambo di sedano

75 gr di pancetta

1 foglia di alloro

1 rametto di salvia

3 litri di brodo con dado vegetale

5 cucchiai di conserva di pomodoro

olio extravergine di oliva

pecorino toscano gratuggiato

qualche tocchetto di pane toscano abrustolito

sale e pepe.

PREPARAZIONE

Tritate nel mixer la cipolla, la carota, il sedano ed lo scalogno. Tagliare a dadini la pancetta. Scaldare un filo di olio in una casseruola di coccio e aggiungere il trito di verdure con la pancetta lasciando soffrigere per qualche minuto a fuoco medio mescolando. Aggiungere il farro risciacquato sotto acqua corrente fredda, mescolare bene il tutto. Unire i cucchiai di passato di pomodoro allungati con un paio di cucchiai di acqua tiepida. Piano piano unire metà del brodo, la foglia di alloro e il rametto di salvia. Cuocere a pentola coperta per circa un ora a fuoco basso, rimestando di tanto in tanto unendo ogni tanto il brodo rimanente. Poi spegnere il fuoco, togliere la foglia di alloro e il rametto di salvia, controllare il grado di cottura. Servire nelle scodelle con un filo di olio extravergine toscano, una bella macinata di pepe, una spolverata di pecorino toscano e qualche pezzetto di pane toscano abrustolito.

… e nell’archivio stuzzicante di “Dolcipensieri” si può anche assaggiare:

… qualche altra zuppa LA ZUPPA CASERECCIA

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Un “dolcepensiero” pigro pigro: le domeniche mattina soprattutto quelle primaverili, regalano al corpo e a volte anche allo spirito, quella “bella” pigrizia che ti fa stiracchiare nel letto, fare qualche coccola tuttin insieme nel lettone con le finestre appena appena aperte e le tende che iniziano una leggera e fresca danza… cosa c’è di meglio, dopo una tazza di caffè, qualche gioco in giardino, pranzare con un leggero brunch? niente, non c’è niente di meglio… se poi il pomeriggio prosegue con gioia e lunghe passeggiate magari facendo merenda in qualche baita e con un bel panino al salame… beh state ben certi che il lunedi alla sveglia, vi ritroverete con un bel sorriso sulle labbra. Adoro le abitudini buone, sane e genuine. E poi siamo nel mese pasquale, non si mangiano solo uova di cioccolato ma anche uova di gallina, se poi le avete fresche di giornata, meglio ancora. Nella mia bibblioteca culinaria ho un bellissimo libro di Michel Roux dedicato interamente alle uova ed ai mille modi per cucinarli e come dice lo stesso Michel, il miglior modo di cottura delle uova è farle strapazzate, a fuoco basso. Stessa idea è quella di pensarle perfette a colazione, per un pranzo veloce e leggero oppure per un brunch.

INGREDIENTI PER DUE PERSONE

5 uova fresche

1oo grammi di pancetta tesa

400 grammi di champignon

1 spicchio di aglio rosa

1 noce di burro

prezzemolo tritato

sale e pepe nero

olio extravergine d’oliva

PREPARAZIONE

Arrotolare le fettine di pancetta e ricavate dei piccoli cilindretti che farete scaldare al grill del forno. In una padella antiaderente con un filo di olio extravergine, far rosolare lo spicchio di aglio che toglierete appena butterete i funghi: io ho usato quelli surgelati che dovranno cuocere fino a quando si asciugherà tutta l’acqua che rilasciano; regolare di sale e pepe. Qualche minuto prima di servire, aggiungete il prezzemolo tritato. Sbattere le uova con un pizzico di sale e pepe nero: se non amate vedere puntini neri nelle uova, usate pure il bianco. In un ‘altra padella antiaderente, far sciogliere una noce di burro con un filo di olio, calare le uova sbattute ed iniziare a mescolare dall’esterno disegnando dei cerchi fino a quando le uova diverranno ben compatte: io le amo ben cotte! se preferite, toglietele dal fuoco un’attimo prima quando sono ancora morbide. Impiattare le fettine di pancetta abbrustolite, i funghi e le uova strapazzate. Se amate il formaggio, potete spolverare le uova con un po’ di formaggio gratuggiato.

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involtini-rusticiINGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

(una precisazione: negli ingredienti trovate il numero di fette per il semplice motivo che in casa avevo un trancio di pancetta tesa e un trancio di provolone che ho affettato con l’affettatrice non premurandomi di pesare poi gli ingredienti. Comunque il numero di fette per il ripieno varia a seconda poi della grandezza della vostra fetta di carne… e poi più c’è ripieno e più gli involtini sono buoni!!!)

8 fette di lonza di maiale

32 fette di pancetta tesa

32 fette di provolone piccante

qualche foglia di timo fresco

1 kg di spinaci (oppure due buste surgelate)

una noce di burro

uno spicchio di aglio

olio extravergine d’oliva

aceto balsamico

stuzzicadenti

sale e pepe.

PREPARAZIONE

involtini-rustici1Appiattire leggermente le fette di carne, sovrappore le fette di pancetta coprendo per intero la carne, stessa cosa con il formaggio sminuzzando poi qualche foglia di timo.

involtini-rustici2

Arrotolare il tutto come un involtino e assicurarsi di chiuderlo per bene con l’aiuto di qualche stuzzicadenti. In una padella antiaderente mettere un filo di olio extravergine, far rosolare in tutte le parti gli involtini aggiustando di sale e pepe. Sfumare con qualche goccia di aceto balsamico e far cuocere per circa 10 minuti a fuoco dolce.

involtini-rustici-2

Nel frattempo in un’altra padella antiaderente, far saltare gli spinaci con olio e aglio: se freschi lavarli e mondarli con cura e sbollentarli in acqua bollente salata per circa 10 minuti. Servire gli involtini sul letto di spinaci.

involtini-rustici-3


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