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Posts Tagged ‘pecorino stagionato sardo’

Un “Dolcepensiero” pensando… ma come faccio a far tutto? giorni fa ho finito di leggere il libro di Allison Pearson “Come fa a far tutto? spinta dal film che sarebbe uscito poi nei prossimi giorni dallo stesso titolo con una simpaticissima Sarah Jessica Parker e un fascinoso Pierce Brosnan.

Il libro racconta la vita famigliare e lavorativa di una donna dei gioni nostri, Kate: impegnatissima in un lavoro che spesso la porta a viaggiare e in continuo evolversi sulla sua carriera, deve anche dividersi con la propria famiglia, un marito anche lui in fase di rialzo nella carriera e due bimbi piccoli e bisognosi di lei. E le sue giornate iniziano e finiscono con la stessa frase: “ma ce la farò a far tutto?” Ogni giorno passa le notti insonni a fare liste su tutte le cose che deve ricordarsi: la casa e la sua manutenzione, essere abbastanza presentabile e quindi cercare di mantenere appuntamenti per ceretta e parucchiere, cosa serve ai bimbi, cosa serve al marito, evitare di far scappare la baby sitter… che senza di lei sarebbe finita. Paula una ragazza strana, sempre in ritardo ma dolce e comprensiva con i bimbi tanto che Kate a volte, pensa che è lei a passare più tempo con i bimbi, a godersi gli attimi importanti dei figli come il primo taglio di capelli o il primo giorno di scuola, insomma il classico senso di colpa che attanaglia noi donne che lavoriamo. A completare il quadretto le “mammostre” ovvero le mamme sempre perfette a scuola e mamme precisissime su tutto il programma scolastico delle amichette della sua bimba, presenti a tutti le iniziative e feste scolastiche. E quindi via di rimendi e stratagemmi per poter essere prensente anche lei nelle iniziative scolastiche: acquistare una torta in pasticceria e cercare di renderla simile ad una torta fatta in casa schiacciandola con il mattarello rende il libro e il film divinamente ironico ma anche talmente reale, il tutto in orari assurdi tipo le due di notte… e poi le feste di compleanno: lista anche qui su intrattenimento per bimbi, dolci e gadget per la festa, giochi gonfiabili… impegni di classica routine domestica femminile ma in guerra con la sua carriera e lavoro che la porta spesso in giro fra aeroporti e alberghi. Per concludere un affare che potrebbe sottolineare per sempre la sua carriera, conosce Jack fascinoso uomo d’affari, single: la semplicità ed ingenuità di Kate all’acqua e sapone porterà inevitabilmente a innamorare Jack di Kate… ma Kate troppo innamorata del marito ormai la sua metà perfetta, non ricambierà lasciandole capire che forse la vita vera è quella anche senza lavoro: sentire le prime parole del bimbo, assistere alle recite scolastiche sono le soddisfazioni più grandi per una donna anche prima delle promozioni. Tutto questo Kate lo capirà nel momento in cui il suo bimbo rimane ferito in una caduta a casa, una casa vuota perchè Kate via per lavoro, suo marito che si è preso una pausa di riflessione e i bimbi sempre più lasciati ad una baby sitter più pseudo-mamma che domestica. Grazie a uno strambo taxista e i suoi discorsi seri e pungenti, Kate arriverà dal suo bimbo sano e salvo solo spaventato ma che per Kate sarà l’occasione per capirsi dentro. Quindi niente più liste notturne, niente più impegni e viaggi all’ultimo momento… solo la sua famiglia fino a quando sua sorella le chiede aiuto e consigli per sistemare la vita lavorativa del marito che rischia di rimanere senza lavoro: qui la mente di Kate ricomincia a lavorare!. Il libro si dilunga parecchio soprattutto sulla vita lavorativa di Kate alle prese con nuove leve da tirar su, una segretaria fin troppo collaborativa e i colleghi uomini sempre pronti a sfilarle il lavoro. Sarà proprio la sua collaboratrice a chiederle aiuto: in uffcio circolano fotomontaggi osè mandati da un collega odioso anche con Kate e grazie ad un progetto fallimentare su pannolini di suo padre (alcolizzato ed eterno uomo fallimentare), riuscirà a farla pagare al collega che ha rovinato la reputazione della sua collaboratrice, rovinando la sua carriera per sempre.

Il film è molto più schietto, vuoi per i tempi dettati dalla cinematografia, vuoi per una sceneggiatura completamente riscritta lasciando solo un’impronta del libro, comunque di molte pagine: la figura ogni presente della tata si riduce solo ad una scena, quando il piccolo Ben cade dalle scale non si trova con la baby sitter come nel libro bensì con il marito che nel film non scappa di casa per riflettere al contrario è più comprensivo e meno sciocco di quanto libro faccia pensare, lei però in entrambi le parti si trova via per lavoro; Momo la collaboratrice – molto impeccable nel suo lavoro – non vivrà uno scandalo bensì rimarrà incinta, la figura del tassista che è presente nel libro in tutti i suoi trasferimenti casa-aeroporto, e diventato una sorta di confidente di Kate, non esiste proprio e il finale dove si vendicano sul collega viene sostituito da una scena in cui Kate decide di tagliare un po’ di ore al lavoro per dedicarsi ai figli, il capo gliele concede anche grazie alla buona riuscita e alla firma sul contratto di Jack che nel film inizierà una storia d’amore con la migliore amica di Kate, mamma single in carriera. Tra film e libro è più bello il libro non c’è dubbio ma anche il film non è male, una versione diversa e più leggera, più corta: forse se lo si vede senza leggere prima il libro, può sembrare la classica commedia americana ed è giusto che sia così. Carino, dolce e perfetto per tutti, non contiene scene volgari ne parolacce bensì è un bellssimo scorcio della vita che può essere di tutte noi donne divise fra lavoro e casa con un tocco di ironia. Il libro è ambientato a Londra, mentre il film a Boston, in entrambi la figura un po’ minacciosa di una suocera sempre pronta a difendere il figlio e criticare i ritmi di Kate… Nel film non manca la giusta dose fashion con Kate/Jessica sempre impeccabile con camicette, gonne a tubino e cappottini molto trendy, a volte macchiati di latte ma si sà con i bimbi… A mio parere, infine, li promuovo tutte e due… una storia deliziosa con finale romantico, molto vicino a noi donne che a volte riusciamo a risalire senza arrecare danni o preoccupazioni, abili giocolieri che riescono a tenere in bilico senza cadere tutti gli aspetti belli e brutti della propria vita e non solo della propria…

Nel film come nel libro, Kate non è un’abile cuoca anzi… ma si presta in amorevoli cure se ha ospiti a casa… ed ecco l’idea di questa quiche: …“tutto è assolutamente sotto controllo. Il ricettario è aperto come una bibbia sul leggio di plastica trasparente e gli ingredienti sono graziosamente disposti sul bancone. C’è una bella bottiglia di olio d’oliva con un nastro di seta senese… Cerco di seguire le istruzioni per fare una torta di pasta sfoglia con ripieno di scorzonera, porri e gorgonzola… Tutto sotto controllo. Torno alla ricetta. Unire il succo di limone e il gorgonzola alla besciamella fredda. Quale besciamella? Giro pagina. Per la ricetta della besciamella, vedi pagina 74. Cosa? Adesso me lo dicono? Squilla il cellulare… Dal forno proviene a un tratto un odore sinistro… Apro il forno: disastro. La pasta sfoglia si è trasformata in una foresta pietrificata… Da “Come fa a far tutto?”

La mia quiche è venuta molto bene, ringrazio Kate…

INGREDIENTI

1 rotolo di pasta sfoglia

2 porri

4 uova

200 ml di besciamelle (qui la ricetta)

200 ml di panna da cucina

100 grammi di gorgonzola al mascarpone

30 grammi di pecorino sardo stagionato

40 grammi di burro

1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva

sale q.b.

pepe nero e rosa q.b.

PREPARAZIONE

Preparare la besciamelle. Tagliare a rondelle i porri, soffriggerli nel burro e nell’olio evo per circa una decina di minuti a fuoco basso coperti. Nella planetaria sbattere le uova con un pizzico di sale, unire la panna e la besciamelle nella quantità indicata, aggiungere il pecorino, unire anche i porri e regolare di pepe macinato fresco. Imburrare la pirofila, stenderci la pasta sfoglia lasciando i bordi alti, bucherellare il fondo con una forchetta e versare il composto. Spezzettare il gorgonzola con le mani e metterlo nel composto. Ripiegare i bordi, infornare in forno già caldo a 200°C per circa una mezz’oretta. Ideale da preparare il giorno prima, oppure in largo anticipo prima del suo consumo per far si che si compatti bene, eventualmente riscaldarla leggermente.

p.s.: se vi avanza la besciamella, usatela per condire la pasta aggiungendo della salsa di pomodoro, oppure fondente del formaggio e poi amalgamate bene il tutto. Favolosi sughetti!!!

Questa ricetta è perfetta per il mio contest… vi partecipo ovviamente fuori concorso

Vi ricordo che avete tempo fino al 31 ottobre per il CONTEST “CHE PESTO TI FRULLA”

Con questa ricetta partecipo al contest “Book & Cook”

del blog “Grembiule e presine”

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Un “Dolcepensiero” che non è etnico ma potrebbe: anche per questa ricetta, ho preso spunto dalla rivista CUCINA NATURALE dove nell’articolo sui ravioli, ho trovato questa dove si confezionano i ravioli con la carta di riso. Da me sono stati però richiamati saccottini, perchè ho ripiegato i lembi sotto, a mo’ di fagottino. Sono ideali se avete invitati vegetariani, sono senza glutine quindi adatti a chi ha intolleranze alimentari e poi sono leggeri grazie ai pochi quadi inesistenti grassi. In questo piccolo “pensiero”, ho parlato di etnico per la presenza della carta di riso famosissima per la preparazione degli involtini primavera. E per ribadire la quasi famigliarità con i cibi asiatici, ho deciso di bagnarli leggermente con la salsa di soia e di fotografarli con dei bastoncini semplici, dono di uno dei miei tanti ristoranti cinesi dove ogni tanto ceno. Ma ecco la mia versione:

INGREDIENTI PER SEI PERSONE

36 dischi di carta di riso

300 grammi di erbette

300 grammi di verza

4 carote

150 grammi di pecorino stagionato sardo

1/2 cipolla bianca

1 spicchio di aglio

rosmarino essicato (spezia)

olio extravergine d’oliva

salsa di soia.

PREPARAZIONE

Tritare finemente la cipolla e la verza tagliarla a striscioline: stufare poi la cipolla con l’olio evo, il rosmarino e l’aglio; aggiungere poi la verza. Tagliare anche le erbette finemente, le carote a julienne che unirete all’altra verdura quando sarà ben appassita. Mescolare bene il tutto, aggiungere un mestolo di acqua tiepida e far stufare bene a fuoco alto. Salare e aggiungere la noce moscata. Levare lo spicchio di aglio e continuare la cottura fino a quando anche le erbette saranno ben appassite. Grattugiare il pecorino, aggiungerne un paio di cucchiaiate, abbassare il fuoco al minimo e continuare la cottura rimestando di continuo. Bagnare, uno alla volta, i dischi di carta in acqua fredda, farciteli con un cucchiaio di ripieno e una spolverata ancora di pecorino. Richiudeteli a mo’ di fagottino, infornate in forno appena caldo per soli cinque minuti: devono risultare tiedidi. Servire con della salsa di soia.

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ORTUERI (9)+

Un “Dolcepensiero” caseario: come ogni anno, facciamo tappa in quel di ORTUERI paese d’origine di mia suocera dove ancora risiedono parecchi parenti che ci accolgono sempre a braccia aperte… Sarà questo ritorno alle origini, che ci porta ad acquistare – come ogni anno appunto – prodotti tipici ma soprattutto nostrani della zona. Ed ecco che siamo andati a comprare direttamente in azienda agricola, qualche forma di profumatissimo pecorino semistagionato e stagionato. L’azienda si trova proprio ad Ortueri ed è gestita da due bravissimi fratelli dediti con passione all’arte casearia: sto’ parlando dei F.LLI SUCCU e della loro azienda agricola dove potete trovare i formaggi pecorini completamente confezionati da loro e ottenuti con latte delle loro 300 pecore e più di 30 capre. Ambiente pulito e tutto a norma di legge, i f.lli Succu vi ospitano nella loro fattoria facendovi assaggiare i loro formaggi prima dell’acquisto con tutta la loro gentilezza. La nostra scelta è caduta su pecorini semi stagionati di due mesi e sui stagionati di cinque mesi ma come potete vedere dalla foto, la scelta per altre stagionature non manca come non può mancare un po’ di “cucina fusion” fra due regioni che mi stanno a cuore: la Lombardia mia regione da quando sono nata e la Sardegna che ormai considero il mio “buon ritiro”; altri formaggi sardi che adoro sono il dolcesardo, cremoso e fresco che si sposa molto bene con un prodotto invece della mia zona, la bresaola… ma bando alla chiacchiere, ecco la ricetta facile e veloce ottima per il caldo estivo, abbinamento fantastico fra formaggio cremoso, affettato saporito ed infine una bella spolverata di pecorino semistagionato. Non vi lascio senza segnalare l’indirizzo: AZIENDA AGRICOLA SUCCU, produzione formaggi – loc. Fraucossu, Ortueri (NU) – tel. 0784.66332 cel. 320.7672570

SACCOTTINI DI BRESAOLA CON DOLCESARDO E PECORINO SARDO1

INGREDIENTI:

2 etti di bresaola

250 grammi di DOLCESARDO

100 grammi di pecorino semistagionato

olio extravergine d’oliva

limone

pepe

PREPARAZIONE:

SACCOTTINI DI BRESAOLA CON DOLCESARDO E PECORINO SARDO2

Mettere su un piano di lavoro le fettine di bresaola tagliate il più sottilmente possibile. Mettere al centro di ognuna un cucchiaino di DOLCESARDO con un po’ di pepe. Avvolgerli a mo’ di saccottino – chiudendoli con dell’erba cipollina se vi piace – disporli su un piatto da portata spolverizzati poi con le scaglie di pecorino. Innaffiarli con olio extravergine d’oliva, pepe e limone. Servirli freschi cosi semplicemente come finger food oppure come antipasto magari con dell’insalata fresca o frutta tipo ananas e mango.

SACCOTTINI DI BRESAOLA CON DOLCESARDO E PECORINO SARDO3

Bresaola “SECONDO DOLCIPENSIERI”:

CHANTILLY BRESAOLA2

CHANTILLY DI FORMAGGIO FRESCO CON TARTARE DI BRESAOLA

ROLLINI1

ROLLINI DI BRESAOLA CON STRACCHINO FRESCO ALLO YOGURT

e poi… Fiori di bresaola con caprino aromatizzato all’erba cipollina e pinoli

Carpaccio di bresaola ai carciofi freschi

Il boscaiolo

Fiori di bresaola con caprino aromatizzato all’erba cipollina e pinoli

Carpaccio di bresaola

SACCOTTINI DI BRESAOLA CON DOLCESARDO E PECORINO SARDO4

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