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PASTA ALLA MIA MARITO (2)+

Un “Dolcepensiero” a modo nostro: un piatto di pasta veloce e molto buono, è ciò che vi propongo oggi sul blog. Qualche giorno fa mio marito voleva un primo piatto con panna e zafferano; scrutando anche all’interno del frigo, ho trovato la parte finale di un prosciutto crudo perfetto per essere tagliato a listarelle per poi completare queste penne maxi. Una cena veloce ma per niente banale.

INGREDIENTI E PREPARAZIONE

Mettere a bollire l’acqua, regolare di sale grosso e gettarvi la pasta circa 350 grammi per quattro persone (per me un quarto d’ora di cottura anche venti minuti essendo maxi pasta). Intanto in una ciotolina con qualche cucchiaio di latte intero, stemperare lo zafferano. Tagliare il prosciutto crudo a listarelle oppure a dadini. Mettere su fuoco basso una padella antiaderente con un filo leggero di olio evo in cui sfrigolerete il prosciutto crudo, diciamo 100 grammi; appena scottato da ambo i lati, tenere da parte e nella stessa padella versare 250 ml di panna da cucina a cui unirete una grattatina di noce moscata e un pizzico di pepe nero. Miscelare molto bene aggiungendo il latte con lo zafferano. Scolare la pasta e condirla con la panna/zafferano. Servire con il prosciutto crudo caldo a finire. Per chi desidera una grattatina ancora di pepe e del formaggio grattugiato.

PASTA ALLA MIA MARITO (3)+

Dall’archivio di Dolcipensieri:

PASTA CON I BROCCOLI E FONDUTA DI TALEGGIO

PASTA D’AUTUNNO

LA PASTA CON I BROCCOLI DI MONTALBANO

PASTA AI BROCCOLI CON FONTINA DOLCE

PASTA AI BROCCOLI PROFUMATA ALLA NOCE MOSCATA

PASTA ALLA MIA MARITO (15)+

E per dolce… Una fetta di crostata! E’ tempo di uva… quindi

CROSTATA DI FINE ESTATE

crostata all'uva

INGREDIENTI E PREPARAZIONE SE…

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Un “Dolcepensiero” di stagione: ci sono ancora belle giornate in cui il sole tiepido riesce a scaldarci per un po’. L’inverno rigido e glaciale per fortuna non ha fatto capolino, la mattina anche se fredda non regala ancora il gelo sui prati rendendoli quasi di cristallo. E’ bello crogiolarsi durante la pausa pranzo, al sole seduti ad un tavolino in perfetto stile “brasserie” francese… anche se fuori dalla porta della cucina. L’ideale per unire tutte queste sensazioni di relax e di dolcezza, è stato un piatto di pasta molto semplice ma dai colori e dal sapore decisamente autunnale. La nocciola per molti di noi, è simbolo di autunno e di confort food, apprezzata non solo nei dolci ma anche nei piatti salati: la trovo prerfetta con i formaggi e con questa pasta ci siamo decisamente “leccati i baffi”…

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

320 grammi di pasta corta

latte parzialmente scremato q.b.

125 ml di panna da cucina

160 grammi di caprino fresco

un paio di cucchiai di pecorino sardo grattugiato

una generosa grattata di noce moscata

un pizzico di pepe

un paio di cucchiai di nocciole + qualcuna per la parte finale

PREPARAZIONE

Lessare la pasta in abbondante acqua salata (per ci sono voluta 12 minuti di cottura, ideale per preparare il sugo bianco). In una padella di ceramica, versare qualche cucchiaio di latte, unire la panna che miscelerete bene per evitare grumi, il tutto a fuoco basso. Unire il caprino fresco, stemperare molto bene; unire il pecorino, la noce moscata e un pizzico di pepe (assaggiate appena sale un poco di bollore, regolare ancora se necessario). Nel mortaio, pestare le nocciole in modo che risultino abbastanza fini, qualcuna lasciatela da parte per il finale; se risulta poco fluido, aggiungere un po’ di latte. Scolare la pasta, condirla con la crema bianca, finire con qualche nocciola e se amate la noce moscata e/o il pepe, spolveratene un po’ al di sopra.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

PASTA AI BROCCOLI CON FONTINA DOLCE

MUFFIN AUTUNNALI

PESTO DI RUCOLA CON ANACARDI E NOCCIOLE

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Un “Dolcepensiero” di inizio stagione: con questa ricetta tradizionale lariana, partiamo con la stagione autunnale e oggi malgrado un sole splendente, tira un vento freddo e sferzante; speriamo nel week-end le temperature risalgano regalandoci il secondo colpo di coda estivo… magari. La Buseca è un piatto che vedo cucinare fin dalla mia infanzia da mia mamma e ora mi cimento anche io in cucina soprattutto in Pro Loco dove è tradizione proporla il primo venerdi della festa paesana e anche quest’anno non è mancata. Sull’origine del nome non vi è certezza, sembrerebbe che l’etimologia della parola derivi da sinonimi per lo più toscani che indicano la parte dell’intestino dei bovini, a volte è scritta con la doppia c e i puntini sulla u. Si tratta di una ricetta della tradizione contadina milanese: un piatto umile cucinato soprattutto nei periodi freddi dell’anno e come tradizione vuole, è consuetudine mangiarla alla Vigilia di Natale perchè in passato era si un piatto umile nella preparazione degli ingredienti, ma era anche sinonimo di cibo delle grandi occasioni, appunto. Ma simboleggia anche l’arrivo della stagione autunnale che porta con sè i primi venti e le prime pioggie, la voglia di stare a casa al calduccio. Per il resto d’Italia, o quasi, è conosciuta con il nome di Trippa: qui in Brianza è un piatto che si prepara in grandi quantità anche perchè è piacevole regalarne qualche porzione a famigliari e conoscenti, come cuorioso è il continuo chiacchierare sulle varie varianti personali che si possono apportare a questo strepitoso piatto. Mio padre per esempio, vuole solo foiolo e senza alloro, qualcuno non mette il concentrato di pomodoro bensì i pomodori a tocchetti e per insaporirla ancor di più, l’aggiunta di peperoncino non manca in alcune ricette personali. Per via della sua lunga e lenta preparazione, soprattutto se il brodo è di carne ma niente e nessuno vi vieta di farne con dado vegetale, la Buseca è un piatto che troverete anche tutto l’anno – estate compresa – alle sagre di paese… un vero invito ad un piatto che simboleggia la mia tradizione culinaria che vi invito a gustarla.

INGREDIENTI

PER IL BRODO

1 carota

qualche chiodo di garofano

1 cipolla

1 costa di sedano

un paio di cosce di gallina

1 pezzo di manzo (la polpa circa 500 grammi)

il ginocchio del maiale

pepe nero in grani q.b.

una presa di sale grosso

PER LA BUSECA

2 chili di trippa di cui 1 solo foiolo

una noce di burro

50 grammi di pancetta tesa

2 cipolle

2 carote

200 grammi di fagioli borlotti

un rametto di rosmarino

una costa di sedano

un paio di foglie di alloro

qualche chiodo di garofano

pepe nero q.b.

sale q.b.

brodo di carne q.b.

1/2 tubetto di concentrato di pomodoro

grana padano grattugiato q.b.

fette di pane casereccio

olio extra vergine d’oliva q.b.

PREPARAZIONE

PER IL BRODO

Porre i pezzi di carne in una pentola capiente. Coprirla con abbondante acqua fredda e portarla a ebollizione. Sbucciare la cipolla, infilzarla con i chiodi di garofano, pulire la carota così come la costa di sedano e tuffare il tutto nella pentola con qualche grano di pepe. Lasciar sobbollire il brodo regolando anche di sale grosso e appena il bollore di alza, abbassare il fuoco al minimo, coprire con un coperchio e cuocere per un paio di ore abbondanti mescolando di tanto in tanto e assaggiandolo, nel caso regolare di sale e/o pepe. Scolarlo poi dalla carne (ottima da mangiare anche così con sott’aceti o salsine varie) e filtrarlo con un colino. Se lo preparate in anticipo, filtratelo nuovamente al momento dell’utilizzo per la trippa per eliminare la patina di grasso che si riproduce (se non lo usate tutto, lo potete congelare per usi futuri come un bel risotto).

PER LA TRIPPA

Se usate fagioli freschi, lasciarli a bagno in acqua tiepida con un pizzico di sale per circa un’oretta. Lavare sotto acqua corrente tutta la trippa e asciugarla, procedere a tagliarla a listerelle sottili. Affettare le cipolle finemente, la pancetta a dadini piccoli: in una pentola capiente a sponde alte, far sciogliere una noce di burro con un filo di olio, unire la pancetta e la cipolla con l’alloro e il rosmarino legati a mazzetto; lasciar soffriggere il tutto, aggiungere la trippa, la carota a rondelle, il sedano a tocchetti, i chiodi di garofano e qualche grano di pepe. Sfrigolare molto bene fino a quando la trippa sarà tutta ben scottata. Regolare di sale, unire il concentrato mescolando energicamente e coprire con abbondante brodo di carne. Portare a bollore, poi coprire la pentola e far cuocere sino a quando la trippa sarà tenera (circa un quattro/cinque ore minimo). Tenerla schiumata regolarmente. Un’oretta prima, unire i fagioli se freschi, un quarto d’ora prima se in scatola. Se dovesse occorrere, aggiungere del brodo bollente tenendo presente che la buseca deve presentarsi come una zuppa brodosa. Quando cotta, servirla ben calda con grana grattugiato e qualche pezzo di pane casereccio. E’ un piatto da gustare anche il giorno dopo riscaldato…

Dall’archivio di Dolcipensieri:

ALBORELLE

INSALATA CASLINO

RESTA PASQUALE DI COMO

MI TROVI ANCHE NELLA RUBRICA “RICETTANDO” NELLA SEZIONE “IBLOG” SU

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Questa ricetta la trovi anche qui…

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Un “Dolcepensiero” che fa… brrr!!! ed ecco il famosissimo “abbassamento delle temperatura”… passare dai 40° sardi ma anche brianzoli – così mi diceva mia mamma al telefono – ai 17° in pochi giorni devo dire che mi ha già castigato: ieri sera credevo anzi ero già bella che influenzata, a letto molto presto per riprendermi in fretta e che bello aprire le finestre oggi e godersi il sole e un cielo azzurrissimo. Questo è forse il periodo più bello dell’anno: passare da giornate con cielo grigio e pioggia a catinelle ad un cielo azzurro cyan, beh non ha prezzo! e per fortuna che il bel tempo questo w-e ci sarà, perchè c’è in programma l’ultimo w-e alla Pro Loco di Lipomo. Se volete tutte le informazioni inerenti alle serate, potete venire a cuoriosare nel nostro gruppo facebook (qui) e se vi va divenire sostenitori. Sabato saranno di scena i Pizzoccheri della Valtellina, serata sempre “full” a grande richiesta… e con questa bella iniziativa culinaria della sagra, ho rispolverato anche io la mia ricetta per questo gustosissimo piatto… oggi in versione più estiva, sostituendo la verza con i fagiolini uniti agli spinaci, la mia scorta che ho messo nel freezer dall’orto di papà.

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

PER LA PASTA

400 grammi di farina di grano saraceno fine

100 grammi di farina bianca

PER IL CONDIMENTO

200 grammi di burro

250 grammi di formaggio Valtellina Casera DOP

150 grammi di grana grattugiato

150 grammi di fagiolini

150 grammi di spinaci

250 grammi di patate

qualche rametto di salvia

uno spicchio di aglio

pepe q.b.

PREPARAZIONE

PER LA PASTA: mescolare le due farine, impastarle con acqua e lavorare per circa 5 minuti. Con il mattarello tirare la sfoglia fino ad uno spessore di 2-3 millimetri dalla quale si ricavano delle fasce di 7-8 centimetri. Sovrapporre le fasce e tagliarle nel senso della larghezza, ottenendo delle tagliatelle larghe circa 5 millimetri.

PER IL CONDIMENTO: cuocere le patate a tocchetti in acqua salata insieme ai fagiolini mondati; unire i pizzoccheri dopo cinque minuti. Dopo una decina di minuti, prima di scolare la pasta e la verdura, tuffare anche gli spinaci (i miei erano già bolliti e posti in freezer come riserva, se li usate freschi tuffateli almeno tre-quattro minuti prima). Friggere il burro con l’aglio e la salvia lasciandoli colorire per bene, raccogliere i pizzocheri con la schiumarola e versarne una parte nella teglia con burro, aglio e salvia, cospargere con una parte di Casera DOP a cubetti piccolissimi, far saltare per bene in modo che il formaggio sciolga bene e spolverare con un po’ di grana grattugiato; ripetere l’operazione fino ad esaurimento della pasta. Servire i pizzoccheri bollenti con una spruzzata di pepe e qualche foglia di salvia fresca.

Dall’archivio di Dolcipensieri.. per prepararsi all’autunno…

TORTA SALATA VALTELLINA

PANZEROTTI PIZZOCCHERATI

RAVIOLI AL BITTO

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Un “Dolcepensiero” freddoloso: se il giorno dell’Immacolata sembrava più Pasqua che Natale per il sole tiepido e il cielo completamente azzurro, i giorni a seguire si sono invece rivelati freddi e nuvolosissimi. Passeggiare per le vie di Como tutta bardata, ha fatto comunque pensare ancor di più al Natale sempre più vicino, tra le mani buste e pacchi colorati immersi nella “Città dei Balocchi” e qua e la artisti di strada pronti a rallegrare le vie tristi della città. Molti si lamentano che Como è fredda sempre sporca e spoglia- anche e soprattutto a Natale -  almeno queste sono le impressioni di chi ci abita, ma io quest’anno ne sto apprezzando molti angoli e viuzze celate dietro alla grandi piazze. H potuto passeggiare sola soletta nelle ore più calme, durante le pause pranzo mentre aspettavo per la fisioterapia, è ho scoperto negozietti carini per niente pretenziosi bensì ben orgogliosi di proporre i loro più belli prodotti, botteghe dal sapore anche artigianale con un sapore di altri tempi ma specchiati al moderno… insomma un bel tesoro da visitare. Se poi amate acquistare prodotti locali, nella grande piazza che si affaccia sul lago, graziose casette di legno fanno da scenario per la vendita dei più buoni prodotti lariani e non solo. Un paese incantanto custodito in una bella città. Ben felice di essere ritornata a casa, un caldo piatto di minestra era la giusta ricompensa per tanto “sforzo”…

INGREDIENTI PER SEI PERSONE

100 grammi di piselli*

50 grammi di orzo*

50 grammi di farro*

40 grammi di ceci*

50 grammi di lenticchie verdi*

50 grammi di lenticchie rosse*

40 grammi di fagioli cannellini*

40 grammi di fagioli borlotti*

40 grammi di fagioli neri*

40 grammi di fagioli rossi*

1 carota

1 costa di sedano

2 scalogni

2 dadi vegetali in gelatina

pecorino toscano di Pienza semistagionato

olio extravergine d’oliva

qualche peperoncino essicato

mix di pepe nero, bianco e rosa

qualche granello di sale grosso

crostini di pane toscano

PREPARAZIONE

*Tutti gli ingredienti con l’asterisco li ho acquistati in un negozio di prodotti biologici, sia i legumi che i cereali sono prodotti essicati… quindi

…in una ciotola unire tutti i legumi e i cereali e coprirli interamente con acqua calda per circa un paio di ore minimo. Al termine delle due ore minime, scolarli con uno scolapasta e sciacquateli. Far bollire due litri di acqua, sciogliervi i dadi. Nella pentola “Creuset, mettere un filo di olio evo unendo lo scalogno tagliato sottilmente, far imbiondire lentamente, aggiungere poi la carota e il sedano tagliati a dadini piccolissimi. Unire un terzo del brodo ottenuto, aggiungere mescolando tutti i legumi e i cereali con il restante brodo, far cuocere per circa un’ora continuando a mescolare. Passare a regolare con qualche granello di sale e il mix di pepe, continuare ancora la cottura per un’ora, se si asciuga troppo aggiungere altro brodo e terminare con il peperoncino spezzettato. Servire la minestra ben calda con una spolverata di pecorino e un filo di olio a crudo, aggiungere qualche crostino di pane toscano.

Con questa ricetta partecipo al contest di “MENTA PIPERITA AND CO.”

dal titolo ZUPPE E MINESTRE”A cena con Julie e Marek: largo alle zuppe”

 

Dall’archivio di “Dolcipensieri”:

MINESTRA DI VERDURE CON PROSCIUTTO CRUDO E CIPOLLA 

PASSATA DI CECI PROFUMATA AL ROSMARINO CON DITALINI

PICI ALL’AGLIONE

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Un “Dolcepensiero”… qualche giorno fa leggendo un post di Sandra del blogLe padelle fan fracasso“, mi è subito tornata in mente la vacanza dell’anno passato in Sardegna dove durante la Sagra del Vermentino, ci siamo fermati in una trattoria per mangiare perchè alla sagra era troppa la gente in fila per gustare i prodotti sardi e con due  bimbi l’ora x scatta subito alla prima lamentela. Dal fuori non gli avremmo dato una lira (senza offesa) nel senso che la trattoria si presentava molto semplice e spartana ma una volta seduti ci siamo subito ricreduti grazie ai buoni odori che già aleggiavano nell’aria: il menù era di giornata nel senso che la cucina è molto casalinga. Di base tutti prodotti e piatti sardi, ormai saturi di maialetto sardo ci siamo fiondati sulle puntine di maiale logicamente al vermentino sardo… una delizia; carne morbida, ben cotta, profumata grazie alle olive del posto e al buon vino Vermentino (qui una carellata di vini sardi) che ci siamo anche gustati al calice… vi lascio il post che ho dedicato alla trattoria e che trovate qui. Tornando a Sandra, ho seguito la sua ricetta con le mie modifiche che hanno regalato il tocco sardo della trattoria, almeno ci ho provato, avendo ancora nell’orto la mia piantina di mirto ben verde e rigogliosa. Ringrazio lei che con il suo bellissimo blog, ci regala belle ricette ben fotografate e sempre ben correlate dalle sue impressioni e stralci di vita… vi invito, se già non la conoscete, a sbirciare nella “sua cucina”…

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

1 chilo e 300 grammi di puntine di maiale

160 grammi di olive nere sarde

500 ml di vino bianco Vermentino di Gallura

2 cucchiai di prezzemolo tritato

2 spicchi di aglio

qualche fiocco di sale “Fiocchi di sale marino affumicato” de I gusti vegetali

pepe macinato fresco q.b.

olio extravergine di oliva q.b.

un mazzetto di odori (rosmarino e mirto).

PREPARAZIONE

In una padella mettere l’olio d’oliva evo con le costine che cercherete di bagnare in tutte le loro parti; farle rosolare girandole di tanto in tanto, aggiungere l’aglio tritato finemente con un cucchiaio di prezzemolo, formare un mazzetto con gli odori che unirete alla carne; regolare con qualche fiocco di sale, pepare. Versare il vino, appena sfumato unire le olive. Lasciare cuocere per un’ora, poi scoprirle e lasciar ridurre il fondo di cottura. Spolverare con il prezzemolo rimasto, regolate di sale se necessario e servire.

Con questa ricetta partecipo al contest

“A cena con Julie e Marek – Secondi di carne”

del blog “Menta Piperita and Co.”

Dall’archivio di Dolcipensieri:

RISO CON ZAFFERANO SARDO E FONDUTA DI PECORINO

RISOTTO PISELLI, PANCETTA E BOTTARGA

TORTA SARDA

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Un “Dolcepensiero”… del segreto della scorza: c’è quella del limone gialla, quella del lime verde e quella umana che ha furia di essere grattata, diventa bordeaux e si irrita… ecco come si presenta la mia scorza in questi giorni. A furia di prenderla in quel posto – vi lascio all’immaginazione – la scorza della mia pelle si sta irrigidendo sempre di più e dove ancora si riesce a grattarla, si irrita! e no vi è cosa peggiore di quel pizzicore e bruciore che non vuole andar via! tutta colpa dell’egoismo delle persone che ti porta a comportarti come loro, a diffidare poi anche delle persone che invece sono carine e gentili. Se poi queste sensazioni sono legate al lavoro, peggio ancora. Fortuna mia che l’irritazione svanisce in fretta ma purtroppo mi lascia un amaro in bocca, una sfiducia verso le persone – non tutte però, sia chiaro, anche perchè non è da me. E’ brutto soprattutto pensarlo verso le persone vicinissime a te che si comportano con menefreghismo e egoismo… ma poi tutto passa! qualche ora davanti ai fornelli, un po’ di alchimia e il gioco è fatto: la cucina come la mente s’innonda di profumi e la tensione si alleggerisce tra un sorso di vino bianco e una mescolata al riso… poi godersi la bontà di un buon piatto, quattro chiacchere con Marco – mia adorabile spalla che allevia i dolori qualsiasi sia la loro natura – e un sorriso di Matteo, rivoluzionano la serata e la mattina dopo riesco a scendere dalla parte giusta del letto, senza però dimenticare che sono una brava persona forse troppo onesta e non mi merito freddezza e egoismo egocentrico… alla fine si raccoglie ciò che si semina… e sto’ seminando bene!!!

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

320 grammi di riso Carnaroli

1 limone biologico

2 lime biologici

60 grammi di caprino fresco

un paio di cipollotti freschi

una noce di burro

1 bicchiere di birra chiara

1 litro di brodo vegetale

pepe nero q.b.

PREPARAZIONE

Mettere a bollire il brodo. Affettare i cipollotti. Grattugiare le scorze del limone e dei lime senza incidere troppo la parte bianca, che rimane più amarognola. In una padella, fondere il burro, unire i cipollotti affettati e appena imbiondiscono, gettare il riso a tostare fino a quando i chicchi diventano trasparenti. Sfumare con la birra, aggiungere le scorze grattugiate – tranne un poco – che conferiranno un tocco particolare e profumato al vostro risotto; continuare la cottura per circa 18 minuti bagnando con il brodo e mescolando. Spegnere il fuoco, mantecare con il caprino e un po’ di pepe. Servire caldo con qualche scorzetta tenuta da parte.

Colgo l’occasione per ringraziare Veru La Cuochina Sopraffina

per avermi ospitato nella sua rubrica de L’Ospite Sopraffino

Con questa ricetta partecipo al contest di “UNA PASTICCIONA IN CUCINA”

“L’APPETITO VIEN FORMAGGIANDO”

e anche al contest di Ely “E TU DI CHE PECCATO SEI?”

nella categoria dell’INVIDIA… ricollegandomi alla mia entrèe perchè si… sono invidiosa, di quelle persone che riescono a capire quando essere furbi soprattutto con se stessi e con ciò che solo ha interesse con loro spacciando poi una gran faccia di tolla!!! se ci fosse un altro peccato lo dedicherei all’irritabilità!!!

Dall’archivio di Dolcipensieri:

RISOTTO ALLA FRANCESE

COSCE DI POLLO VELOCI AL LIME E PEPERONCINO

BRISE’ AL LIMONE CON MELE COTOGNE E MIELE PROFUMATA AL ROSMARINO

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Un “Dolcepensiero” di festa: oggi abbiamo festeggiato nel pomeriggio, il compleanno mio e di Matteo con tutta la mia famiglia ed è stato emozionante notare che di anno in anno il mio campione sta crescendo e sembrerà banale ma lo vedi anche nel modo in cui si prepara e prepara la festa che sarà più sua che mia, logicamente. Ha iniziato con il preparare la tavola mettendo piatti e bicchieri tutti in tema con il cartone Ben Ten ormai suo mito e al momento della torta si è seduto composto come un piccolo lord e soffiatto le sue “tante” cinque candeline e l’emozione di mamma è stata tanta perchè non posso non amare un bimbo bravo e giudizievole come lui, l’angelo che riscalda il mio cuore… tanti auguri al mio piccolo principe… Per il pranzo ho avuto ospite la mia nonna di 93 anni troppo in gamba e per lei ho cucinato delle tagliatelle ai cereali con crema al formaggio delle Langhe e questa ruspante faraona…

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

PER LA FARONA AL FORNO

1 faraona

1 mazzetto di timo fresco o timo essicato

150 grammi di pancetta a fette

qualche ciuffetto di burro

olio extravergine d’oliva

fior di sale q.b.

qualche granello di pepe nero

PER LE PATATE

500 grammi di patate

1 rametto di rosmarino

fior di sale q.b.

olio extravergine d’oliva

PREPARAZIONE

PREPARARE LA CARNE: Tagliate la faraona  a tocchi – operazione che potete far fare anche al macellaio - e ricoprite ogni pezzo con la pancetta a fette che poi fermerete anche con un giro di spago per cucina. Porre i pezzi di carne in una pirofila di ceramica unta di olio extravergine d’oliva, salate con qualche fiocco di fior di sale e un po’ di grani di pepep nero, terminate con i ciuffetti di burroe il timo ed infornate  in forno già caldo a 180°C – forno statico-  per circa un’ora e un quarto (la cottura può variare in base alla grossezza dei vostri pezzi di carne). Rigirateli appena saranno ben dorati.

PREPARARE LE PATATE: Sbucciare e tagliare a pezzi piccoli le patate e adagiarle in una pirofila antiaderente con un filo di olio evo, il rosmarino e il fior di sale. Infornarle per un’oretta circa o fino a duratura. Unirle poi nella stessa pirofila per gli ultimi minuti di cottura della carne e servirla portandola sulle vostre tavole dove i commensali potranno acquisire il pezzo a loro più gradito con qualche patatina…

Dall’archivio di “Dolcipensieri”:

ARROSTO DI COPPA ALLE ARANCE

POLLO ARROSTO AL MIELE E LIMONE

PATATE SABBIOSE

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Un “Dolcepensiero” di qualità: solo quest’anno ho iniziato ad usare il SEDANO BIANCO DI SPERLONGA, una verdura con marchio IGP. Come prima sensazione che ho rilevato, senz’altro vi è la sua croccantezza oltre che al bellissimo colore bianco delle sue coste venate di verde chiaro. E’ una verdura coltivata nel territorio dei comuni di Fondi e Sperlonga nella provincia di Latina dove i terreni hanno la particolarità di essere in parte calcarei in parte alluvionali, è un sedano rispetto a quello del tutto verde, perfetto da consumarsi a crudo grazie alla sua sapidità e al gusto dolce moderatamente aromatico. Viene seminato a partire da luglio e la sua raccolta viene effettuata a mano recidendo la parte inferiore. E’ uno dei 900 prodotti italiani più riconosciuti in ambito europeo. La sua versatilità in cucina è ampia ma, come ho già detto, è perfetto crudo per pinzimoni oppure ideale è l’abbinamento con il pesce azzurro. Io l’ho provato a crudo su una pasta con salmone, il tutto condito con un mix di spezie particolare e lo trovato più che perfetto. Inoltre questa ricetta l’ho trovata perfetta per utilizzare il salmone rimasto in dispensa che avevo acquistato per le festività natalizie ma come al solito ho esagerato…

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

320 grammi di farfalle

400 grammi di salmone all’olio di oliva in scatola

2 coste di SADANO BIANCO DI SPERLONGA

200 grammi di panna da cucina

sale rosa dell’Himalaya

pepe nero

olio extravergine d’oliva

miscela persiana di pepe e fiori (ne ho parlato qui e qui).

PREPARAZIONE

Lessare la pasta. Intanto in una padella antiaderente, stemperare la panna con un po’ di acqua di cottura regolandola con un pizzico di sale e poco pepe. Unire il salmone – ben sgocciolato e a pezzettoni – alla panna, tenere il fuoco bassissimo e aggiungere dell’acqua di cottura se si dovesse asciugare troppo. Mentre il sedano, dopo che l’avrete lavato e privato dei filamenti dei gambi, tagliarlo a pezzetti che condirete con poco olio extravergine d’oliva, lasciatelo a parte. Scolare la pasta, condirla con la crema di panna e salmone, terminare con il sedano a pezzi e una generosa spolverata di miscela persiana di pepe e fiori. Un piatto semplice, ma che ho trovato ottimo per le diverse consistenze: la morbidezza del salmone in contrasto con la croccantezza del sadano, da provare!

Dall’archivio di Dolcipensieri:

FARFALLE CON ASPARAGI, RICOTTA E PEPE VERDE

TRANCIO DI SALMONE CON VINAIGRETTE AL POMPELMO ROSA E FIOCCHI DI SALE DI CIPRO

INSALATA DI POLLO DELLA MAMMA

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Un “Dolcepensiero” classico: e si perchè sulle mie tavole delle feste natalizie, non può mancare la classica insalata di mare ma questa volta ho iniziato il 2011 con una piccola variante al classico. Mio marito Marco adora questo antipasto e la variante l’ha trovata ancor più buona e fresca. L’ho preparata sia per la vigilia e dopo l’ok ben accetto, l’ho riproposta per le portare di pesce del cenone di capodanno. Un bel capodanno che doveva essere molto tranquillo dalla serie “pizza in pizzeria” avendo il bimbo piccolo poi tramutata in cena con i miei genitori ma avendo anche mio fratello un bimbo piccolo, alla cena a casa si sono uniti anche loro. Poi una mia cara amica mi ha fatto il classico invito dell’ultimo giorno che si è poi tramutato in un mio invito alla mia cena: tanti addendi che hanno regalato la bellissima somma di una cena all’insegna del buon cibo, dei giochi a premi con i bimbi e di tanta tranquillità, quella che solo il focolare domestico ti regala: del buon e caldo tepore che durante le feste si riesce a gustare molto ma molto di più!!! Ma passiamo allaprima ricetta che vi propongo e che ho gustato durante il mio cenone: 

INGREDIENTI

1 kg. di pesce per insalata di mare (l’ho trovato già pronto e cotto al vapore dal pescivendolo di fiducia)

1 gamba di sedano

mezzo peperone rosso

1 arancia biologica

PER LA VINAIGRETTE

olio extravergine d’oliva q.b.

il succo di un’arancia biologica

il succo di mezzo limone biologico

qualche granello di pepe rosa

pepe misto macinato fresco q.b.

sale rosa dell’Himalaya q.b.

PREPARAZIONE

Preparare la vinaigrette spremendo l’arancia e il limone, miscelare i succhi in una ciotola con dell’olio extravergine d’oliva, unire il pepe misto macinato fresco, il sale rosa e qualche granello di pepe rosa schiacciato. Tagliare i pezzi grossi di pesce – tranne i gamberi – in pezzi piccoli che unirete alla vinaigrette. Tagliare a pezzetti la gamba di sedano e il peperone a listarelle, unirli al pesce e mescolare bene il tutto. Lasciate riposare in frigo per un’oretta rigirando qualche volta. Tagliare l’altra arancia a fette il più sottili possibili, createvi un letto in una ciotola bassa e poneteci l’insalata di mare scolata; filtrare poi la vinaigrette che unirete al pesce nella ciotola. Terminare con qualche granello di pepe rosa e qualche scorzetta di arancia, porre in frigo fino al suo consumo.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

INSALATA LESSATA di Dolcipensieri

TRANCIO DI SALMONE CON VINAIGRETTE AL POMPELMO ROSA E FIOCCHI DI SALE DI CIPRO di Dolcipensieri

CROSTATA DI PERE CON CREMA ALL’ARANCIA di Dolcipensieri

CARPACCIO DI STORIONE AL PEPE ROSA di Dolcipensieri

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