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RISOTTO ZAFFERANO E PORCINI (9)+

Un “Dolcepensiero”: l’evento mondiale sul cibo che sta coinvolgendo l’Italia è senza dubbio l’Expo che di giorno in giorno raccoglie consensi di presenze che fanno numero… e che numeri! io sono stata due volte e devo dire che adoro l’atmosfera che si respira, i colori che vedi sono molteplici e ogni nazione ci regala un pizzico della loro personalità. Assaggiare e gustare specialità estere è sempre un intrigante mix di sorpresa e bontà… bontà che puoi continuare a sfruttare anche a casa acquistando i vari prodotti dei territori. Non potevo mancare all’acquisto delle spezie che come sapete, in casa mia non mancano mai. E proprio nel bazar del pavillon del Marocco, abbiamo acquistato una delle spezie più pregiate e costose del pianeta ovvero lo zafferano e precisamente lo zafferano di Taliouine. Taliouine è un piccolo villaggio di montagna, il cuore del Presidio dello zafferano, una delle zone più antica di tutto il Marocco. I produttori di questo oro si sono riuniti in una cooperativa per salvaguardare questi appezzamenti di fiori coltivati da famiglie marocchine. La raccolta avviene tra ottobre e novembre e precisamente all’alba, quando i fiori sono ancora chiusi; quindi li sistemano in una stanza fresca e separano i preziosi stigmi. Ogni fase è manuale e la concimazione è naturale. Non esistono varietà particolari di zafferano, ma pare che soltanto sull’altopiano di Souktana, grazie al terreno e al clima si riesce ad ottenere un prodotto pregiato: un po’ meno colorato degli altri, ma dal profumo e dal sapore più intensi. Il nome della cooperativa (Taliouine) è legato al villaggio omonimo, che si trova sull’altopiano. Tradizionalmente erano i commercianti della numerosa comunità ebraica del Marocco a occuparsi della vendita dello zafferano, prediligendo i pistilli lucidati con olio di oliva. Ora questa tecnica è stata abbandonata in seguito all’emigrazione degli ebrei, e sono i commercianti arabi e berberi ad acquistare grandi quantità di zafferano dai produttori, nei piccoli mercati settimanali, per rivenderlo negli stessi mercati, nelle grandi città marocchine e dell’intero Maghreb, e in Europa. Ed è proprio lo zafferano l’ingrediente di un piatto milanese che tutto il mondo conosce… oggi vi presento una versione più leggera senza burro e midollo, perfetta da preparare per queste prime serate di pioggia autunnale. Ottimo se condito con funghi porcini, primizie di stagione.

RISOTTO ZAFFERANO E PORCINI (3)

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

350 grammi di riso Arborio

un paio di funghi porcini

1 cipolla bianca

pistilli di zafferano circa 0,3 grammi

1 bicchiere di vino bianco secco

1 litro di brodo di carne (tipo questo qui)

grana padano grattugiato q.b.

olio extravergine d’oliva

pepe nero q.b.

PREPARAZIONE

Mettere in una tazzina poca acqua molto calda e i vostri stimmi di zafferano. Coprire e lasciare in infusione 40/60 minuti, l’acqua si colorerà di giallo intenso. Preparare il risotto: mondare la cipolla, tritarla finemente e farla appassire a fuoco moderato con un filo di olio evo in una pentola capiente. Versare il riso, farlo tostare fino a quando il chicco diverrà trasparente, versare il vino bianco – circa mezzo bicchiere – e farlo evaporare per un paio di minuti rimescolando di continuo. Unire un paio di mestoli di brodo caldo, continuare a mescolare ed a unire brodo sino a completare la cottura del riso, circa un venti minuti. Nel frattempo, tagliare il fungo porcino a fettine il più sottili possibili. In una padella antiaderente, far rosolare l’olio evo, tuffarci il porcino tagliato, farli tostare per bene a fuoco bassissimo regolando di pepe. Unire i pistilli di zafferano sciolti al riso. Spegnere il fuoco, unire i funghi. Servire caldo, con grana grattugiato per chi lo gradisce.

RISOTTO ZAFFERANO E PORCINI (11)+

Dall’archivio di Dolcipensieri:

SPAGHETTI CON ARSELLE, COZZE E VONGOLE

PASTA ALLA MIO MARITO

BUSECA LARIANA

AGNELLO AL FORNO AL PROFUMO DI ROSMARINO E AGLIO

COSCE DI POLLO AL CURRY E PILAF AROMATIZZATO

TAGLIOLINI THAILANDESI

PUNTA di PETTO di MANZO alla FORNARA

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E quando si pensa a questa stagione in cui la natura inizia il suo lungo letargo, è proprio la stessa che ci regala prodotti ottimi per i nostri piatti. Con le castagne, i funghi sono i protagonisti per eccellenza della stagione che regalandoci ancora giornate soleggiate e leggermente tiepide, sono un buon pretesto per passeggiate in boschi dove fare incetta di castagne e i funghi; sugli ultimi, mi raccomando la raccolta delle varietà che conoscete: evitate qualsiasi altro fungo se non presenta i requisiti di commestibilità e comunque presso dei centri micologici, potete avere informazioni sui funghi da voi raccolti o addirittura frequentare dei corsi per conoscere al meglio queste meraviglie. Oggi vi presento una ricetta con funghi raccolti da noi, una passione che ci ha tramandato il mio papà gran cercatore di funghi: solitamente li congelo per farne buon uso anche fuori stagione; ultimamente ho provato a essicarli ottenendo un buon risultato… a voi il piacere di leggermi e gustarmi!

PER LA RICETTA


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Un “Dolcepensiero” perfetto: un caldo e fumante risotto con funghi porcini e finferli; tre ingredienti a cui sono particolarmente affezionata. Il risotto, perchè qui in Lombardia è un piatto tradizionale cucinato con lo zafferano si dice appunto alla “milanese”, se poi abbinato con un sughetto di funghi, è più che perfetto. I funghi porcini (qui trovate come li conservo personalmente) sono quelli del mio papi che raccoglie nel nostro bosco all’inizio dell’autunno che poi una volta puliti, li confeziono in sacchettini gelo per la conservazione in freezer che serviranno per i miei piatti durante tutto l’inverno, come in questo caso. Mentre i finferli, anch’essi funghi legati alla mia infanzia quando passeggiavo per i boschi con la mia famiglia, furono anche protagonisti nel mio banchetto di nozze, perfetti abbinati con pistilli di zafferano. Per il mio risotto di oggi, lo zafferano è quello toscano.

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

350 grammi di riso

1 fungo porcino medio/grande

200 grammi di funghi finferli

150 grammi di nocciole sgusciate

1 cipolla bianca

pistilli di zafferano

1 bicchiere di vino bianco secco

1 litro di brodo di carne (tipo questo qui)

grana padano grattugiato q.b.

60 grammi di burro

olio extravergine d’oliva

1 spicchio di aglio

prezzemolo tritato

PREPARAZIONE

Mondare la cipolla, tritarla finemente e farla appassire a fuoco moderato in circa 30 grammi di burro in una pentola capiente. Versare il riso, farlo tostare fino a quando il chicco diverrà trasparente, versare il vino bianco – circa mezzo bicchiere – e farlo evaporare per un paio di minuti rimescolando di continuo. Unire un paio di mestoli di brodo caldo, continuare a mescolare ed a unire brodo sino a completare la cottura del riso, circa un venti minuti. Nel frattempo, tagliare il fungo porcino: il mio era congelato quindi tagliato appena ammorbidito a fettine il più sottili possibili. In una padella antiaderente, far rosolare l’aglio in olio evo, tuffarci il porcino tagliato e i finferli: farli tostare per bene e una volta ammorbiditi, eliminare l’aglio e continuare la cottura a fuoco bassissimo unendoci il prezzemolo tritato e regolando di pepe. Unire i pistilli di zafferano – che avrete fatto sciogliere in acqua calda almeno due ore prima –  al riso. Spegnere il fuoco, unire il restante burro e una manciata generosa di formaggio grattugiato e mantecato mescolando energicamente. Per ultimo, unire le nocciole tritate grossolanamente lasciandone un po’ da parte per la finitura del piatto, unire anche i funghi tranne qualche cucchiaio. Impiattare il risotto terminando con i funghi e le nocciole lasciate a parte.

E non poteva che cadere come una “nocciola dall’albero” questo contest:

a cui partecipo con tanto… gusto anche perchè io adoro le nocciole!!!

Dall’archivio di Dolcipensieri:

RISOTTO AL PESCE PERSICO

SEDANI CON FONDUTA DI PECORINO DI PIENZA E ZAFFERANO DELLA VAL D’ORCIA

FUSILLI ALLA BOSCAIOLA

FETTUCCINE AL PORCINO CON SPECK CROCCANTE E ZUCCHINE

TORTINO DI GRANO SARACENO

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LA RICETTA LA TROVATE QUI… in attesa dei vs. sempre graditi commenti:

effettuate il LOGIN così mi passate a trovare!

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Un “Dolcepensiero” ben conservato: un film delizioso, romantico, con due attori gradevoli e belli… AMORI & DISSAPORI è una storia leggera ma con brio, non troppo romantica – il giusto – la classica commedia in stile americano per passare un paio di ore in perfetto relax. La storia vive sul contrasto di carattere e di lavoro tra Kate Armstrong – ZetaJones chef affermata, perfezionista e dedita solo al suo lavoro – e tra Nick-Eckhart: si troveranno a lavorare in uno dei ristoranti più chic di NY dove lei è la capo cuoca. Dopo la morte della sorella, la vita di Kate cambia in modo radicale e non solo sul lavoro (con l’arrivo di Nick appunto) ma anche nell’ambito della conduzione della sua vita: infatti si vedrà alle prese con l’affido della nipotina che precedentemente ha visto poche volte, quindi del tutto sconosciuta e persa nella tristezza di aver perduto la sua mamma. Ad aiutarla sarà Nick, che con la sua dolcezza non solo conquisterà Zoe, ma anche Kate. Buffe le scene in cui lei prepara la cena alla nipotina servendole piatti di alta cucina del tutto privi di interesse da parte di una bimba di otto anni, abituata a mangiare hamburger, pizza e pasta. Come tutti i bimbi di quell’età!!! altro che anatra o piccione!!! Accanto alla storia, si possono intravvedere i piatti meravigliosi di alta cucina che i due protagonisti sfornano… tanto che alla fine del film, i due chef saranno alle prese con la conduzione del loro bistrot. Gli attori belli: la ZetaJones quasi senza trucco, nel film veste in modo semplice e questo non fa altro che accentuare la sua bellezza e lui… beh è proprio in bel tipo!!! Quello che più mi piace del film inerente alla cucina, è il fatto che si possono presentare piatti bellissimi e buonissimi anche in un semplicissimo bistrot, senza essere eleganti e stilosi oppure senza essere seduti su poltrone con piatti e porcellane rigorosamente in stile.

Ma perchè vi parlo di questo film abbinato alle mie fettuccine? Kate quale ottima chef, è un’estimatrice dei tartufi che come ben sapete sono una delizia che la terra ci regala e peraltro costosissimi… Lei li conserva in una scatola/scrigno e li utilizza con sapiente cura: per mio padre sono i porcini l’equivalente dei tartufi di Kate. Pure lui li conserva in una sorta di scrigno che poi depone in freezer per poterceli gustare anche fuori stagione. L’altro giorno mi ha fatto dono di uno dei più belli: da noi ormai sono una rarità, di anno in anno diminuiscono vuoi anche per la presenza di molti cinghiali che ultimamente hanno ripopolato la nostra montagna. Credo di essermi dilungata un po’ troppo, allora passo alla ricettina:

INGREDIENTI

125 grammi di fettuccine

1 porcino (circa 100 grammi)

1 zucchina (circa 80 grammi)

50 grammi di speck

prezzemolo tritato q.b.

1 spicchio di aglio rosa

olio extravergine d’oliva

sale & pepe.

PREPARAZIONE

 

Soffriggere lo spicchio di aglio tagliato a metà con dell’olio extravergine d’oliva, aggiungere il porcino tagliato sottilmente quando è ancora surgelato, levare l’aglio. Cuocere per almeno un cinque minuti a fiamma viva e unire le zucchine tagliate a listarelle. Cuocere per un paio minuti unendoci il prezzemolo tritato. Tagliare anche le fette di speck – affettate sottilmente – a listarelle e unirlo al condimento, abbassare la fiamma nel mentre cuoce la pasta. Scolarla al dente, unirla al condimento e saltatela regolando di sale e pepe. Servire ben calde con un buon bicchiere di vino bianco fresco: vi consiglio RIBOLLA GIALLA.

Tornando al film, il piatto forte di Kate è la sua salsa allo zafferano: nel film non si menzionano gli ingredienti se non un aroma che non ho ben capito cosa fosse, se non di origine cinese… comunque se volete ecco alcune idee dove gustare l’aroma ed il colore di questo prezioso pistillo:

RISOTTO ZAFFERANO, GAMBERETTI E ZUCCHINE

MALLOREDDUS ZAFFERANO E RICOTTA SALATA STAGIONATA

TORTINI GIALLI AL CASERA.

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risotto pinuccia (4)+

Un “dolcepensiero” che è un classico:… della cucina di mia mamma. Ho già proposto questo ragù nella versione con le tagliatelle ma questa volta i funghi sono freschi, l’ultima raccolta di mio papà che mi sono conservata come un tesoro nel reparto freezer. La versione non cambia se non solo nel nome che accompagna questo risotto.

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INGREDIENTI PER SEI PERSONE

PER IL SUGHETTO

500 grammi di lonza di maiale

1 cipolla

1 spicchio di aglio

800 grammi di pomodori pelati

4 porcini di media grandezza

vino bianco

olio extravergine d’oliva

prezzemolo q.b.

sale e pepe.

PER IL RISOTTO

500 grammi di riso

brodo vegetale

1 bicchiere di vino bianco

qualche noce di burro

1 cipolla

grana padano.

PREPARAZIONE

risotto pinuccia+

PREPARAZIONE

Preparare il sugo: prelevare i funghi dal freezer ed attendere appena sono leggermente morbidi per poterli affettare per la lunghezza. Tritare la cipolla e il prezzemolo che metterete in una casseruola con un pò d’olio. Far stufare la cipolla, aggiungere la lonza di maiale tagliata a dadini piccoli, sfumare con poco vino bianco e lasciar cuocere bene aggiungendo un pò di acqua tiepida se si dovesse asciugare. Allungare poi con la polpa di pomodoro: far cuocere per dieci minuti dopodiche unire i funghi con uno spicchio di aglio. Salare e insaporire con del pepe. Continuare la cottura per altri venti minuti circa a fuoco bassissimo. Preparare il brodo per il risotto con verdure o dado vegetale. Fate imbiondire in una padella la cipolla tritata finemente con una noce di burro mescolando con un cucchiaio di legno. Unire il riso e farlo tostare mescolando energicamente fino a quando i chicchi diventano trasparenti. Sfumare con il vino bianco e farlo evaporare. Continuare la cottura irrorando di tanto in tanto con il brodo bollente e rigirando di continuo. A fine cottura del riso, unire una noce di burro, spegnere il fuoco e mantecare con energia il risotto. Servire il risotto con al centro il sughetto… e una spolverosa grattugiata di grana.

risotto pinuccia (1)+ E se non vuoi il riso… assaggia le tagliatelle:

TAGLIATELLE AL RAGU DI NONNA PINUCCIA

TAGLIATELLE AL RAGU’ DI NONNA PINUCCIA

H  O  M  E

B  L  O  G

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PORCINI 2 RACCOLTA (1)+

Un “dolcepensiero” al mio papà: ecco la seconda strepitosa raccolta di porcini del mio papà. E giustamente, dopo averli puliti, riposti in freezer per la prossima ricettina…

funghi porcini taglia+

Per pulire questi tesori dall’inconfondibile sapore e che riescono a portare in tavola il meglio dell’autunno, bastano piccoli accorgimenti: la cosa da non fare è quella di lavare i funghi sotto acqua corrente perchè, essendo una sorta di spugna, si rischia di inzupparli inutilmente; basta invece un coltellino per grattare con dolcezza, per non rovinarli troppo, la parte inferiore che rimane interrata nel suolo; poi, eventualmente anche un po’ di gambo se troppo ricoperto di terra mentre con una spugnetta leggermente umida, pulirlo interamente: se il fungo presenta qualche anomalia tipo buchini, verificare la presenza di qualche ospite, tagliandolo a metà. Personalmente li conservo in freezer: una volta puliti, in base all’utilizzo, li ripongo in ciotole di plastica interi o tagliati a metà uno di fianco all’altro. Al momento della loro preparazione, li affetto e li preparo alla cottura ancora surgelati. Se invece li volete consumare freschi, è utile pulirli e tagliarli solo al momento in cui vi dedicate alla vostra ricetta. La varietà di funghi è ampissima, stanno prendendo piede anche varietà orientali: se non si è minimamente esperti nella loro raccolta o non si conosce la loro provenienza, è meglio evitarne la consumazione. I più famosi e forse i più presenti nella cucina anche di tutti i giorni, sono gli CHAMPIGNON per il fatto che si possono trovare tutto l’anno nel reparto freezer dei supermercati perchè di coltura coltivata. Il loro nome di origine francese stà nel fatto che i francesi furono i primi a farli crescere in grotte umide. Si possono preparare in vari modi: crudi, in insalata, cotti, in sughi e ideali come contorno.

RICETTE CON GLI CHAMPIGNON:

millefoglie con fonduta e funghi1

MILLEFOGLIE CON FONDUTA E FUNGHI

CREMA SCAMORZA5

VOUL AU VENT ALLA CREMA DI SCAMORZA CON FUNGHI CHAMPIGNON

La qualità più apprezzata rimane della dei PORCINI:

PORCINI 2 RACCOLTA (6)+

Possono crescere fino a dimensioni notevoli, il colore delle sue cappelle può andare dal bruno agli ocra più intensi. Al tatto si presenta vellutato, la cappella sotto è spugnosa e giallina se molto giovane, tendente al verdastro se già di qualche giorno; il gambo invece ha la particolarità di spanciarsi nella parte finale e cioè quella posta a livello del suolo. La sua carne interna è bianca e deve risultare ben soda e profumata, E’ un fungo che cresce spontaneamente, non esistono varietà di allevamento.

funghi porcini taglia (29)+

RICETTE CON I PORCINI:

funghi porcini taglia (5)+

TAGLIATELLE E FUNGHI PORCINI DEL CRIVELLI

tagliatelle panna e porcini (3)+

TAGLIATELLE PANNA PORCINI E BOCCONCINI DI CARNE

spaghettini aglio basi boscaiola

SPAGHETTINI AGLIO E BASILICO ALLA BOSCAIOLA

brasato d'anatra con porcini 2

BRASATO D’ANATRA CON FUNGHI PORCINI

L’ultima volta che ho mangiata i FINFERLI, che da noi sono più famosi come GALLINACI, è stato per il mio matrimonio ormai cinque anni fa… Purtroppo questo titolo di funghetto da noi ormai si è estinto, anche nei negozi è molto difficile reperirli. I miei ricordi vanno a quando ero piccola e andavo con i miei a far funghi: i prati da lontani erano gialli, sembravano un letto di fiori color ocra invece erano ricoperti da questi funghetti tutti un po’ o quasi arricciati. Mio fratello Amedeo ne andava matto, poi cucinati come li faceva mia madre erano una favola… Nella speranza di gustarli ancora… mi immergo nei ricordi, e il cibo il più delle volte ne evocano di bellissimi!!!

E ANCORA FUNGHI…

TAGLIATELLE AL RAGU DI NONNA PINUCCIA

TAGLIATELLE AL RAGU’ DI NONNA PINUCCIA

il boscaiolo

IL BOSCAIOLO

E quelli delle favole? Ce ne sono tantissimi, bellissimi da fotografare e anche loro di un profumo particolare… ma NON COMMESTIBILI. In questi giorni il giardino di casa è tutto un fiore di… funghi!!!

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E infine vorrei ringraziarvi tutti per un’altro record di visite al mio blog!!!

MI TROVI ANCHE NELLA RUBRICA “RICETTANDO” NELLA SEZIONE “IBLOG” SU

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funghi porcini taglia (22)+

Un “Dolcepensiero” dedicato al mio papi: questo tesoro della natura, è stato trovato dal Crivelli, bavo “fungiatt” che non ha perso il suo fiuto. Chi il Crivelli? è il mio papi, amante della montagna e di ciò che ci può regalare. Per noi è un vero tesoro perchè purtroppo i porcini da noi (Albavilla, in prov di Como) stanno scarseggiando soprattutto da quando le montagne si sono ripopolare di cinghiali e cerbiatti che per cercarsi cibo o altro, grattano troppo il terreno. Comunque ecco che anche l’autunno è arrivato sulle nostre tavole: i questo caso per gustarci tutto il loro profumo e aroma, li abbiamo cucinati molto semplicemente. Ma prima della ricetta, vi faccio vedere il “papà” di questi piccolinni:

funghi porcini taglia (2)+

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

320 grammi di fettuccine

320 grammi di funghi porcini freschi

qualche nocciola

prezzemolo

aglio

pepe

olio extravergine d’oliva

PREPARAZIONE

funghi porcini taglia (5)+

Pulire i porcini freschi grattando con delicatezza tutta la parte sotto che rimane interrata mentre con uno strofinaccio umido, pulire le cappelle e i gambi. Affettarli con cura sottilmente in lunghezza e poi se preferite a pezzi più piccoli.

funghi porcini taglia (14)+

Far bollire acqua abbondante per la pasta, salatela e tuffatela; nel frattempo sminuzzare il prezzemolo,  soffriggete l’aglio tagliato finemente in olio extravergine unendovi i funghi: fateli saltare per qualche minuto poi cuoceteli a fuoco basso regolarendo di pepe, unitevi il prezzemolo e le nocciole tritate grossolanamente. Se si dovessero asciugare troppo, aggiungetevi pochissima acqua di cottura. Scolare la pasta, unirla il condimento e fate saltare il tutto su fuoco vivace per qualche minuto prima di servire.

funghi porcini taglia (8)+

… e se amate i funghi, deliziosi cucinati così:

millefoglie con fonduta e funghi3MILLEFOGLIE CON FONDUTA E FUNGHI 

tagliatelle panna e porcini (3)+

TAGLIATELLE PANNA PORCINI E BOCCONCINI DI CARNE

TAGLIATELLE AL RAGU DI NONNA PINUCCIA

TAGLIATELLE AL RAGU’ DI NONNA PINUCCIA

il boscaiolo 3

IL BOSCAIOLO e tante altre…

funghi porcini taglia (3)+

H  O  M  E

B  L  O  G 

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tagliatelle panna e porcini (1)

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

500 grammi di funghi porcini secchi

500 grammi di tagliatelle

200 grammi di carne trita

200 ml di panna

uno spicchio d’aglio

olio extravergine d’oliva

sale

pepe

PREPARAZIONE

tagliatelle panna e porcini (3)+

Lavare i porcini secchi, strizzarli leggermente; in una padella soffriggere con un filo di olio e uno spicchio di aglio la carne trita. Dopo circa cinque minuti, aggiungere i porcini, far cuocere a fuoco dolcissimo regolando di sale e pepe. A bagnomaria scaldare la panna con con una leggera spolverata di pepe. Cuocere le tagliatelle in abbondandte acqua salata, scolarle e con l’aiuto di un coppapasta, formare per ogni piatto un nido. Cospargere con il sugo di funghi e carne, terminare con la panna calda. Aggiustare di pepe e servire subito.

tagliatelle panna e porcini (8)+

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PINUCCIA’S SPECIAL MENU

Un “dolcepensiero” affettuoso: questo ragù è un pezzo forte di mia MAMMA PINUCCIA; delicato con carne a pezzettini e funghi porcini, è molto indicato per tagliatelle e fettuccine. E’ un ragù nato per esaudire in un colpo solo tutti i desideri della mia famiglia: chi voleva il ragù, chi solo passato di pomodoro, chi voleva mangiare i porcini magari raccolti il pomeriggio stesso… insomma un gran caos!!! e siccome mia mamma non riusciva ad accontentarci tutti, racchiuse questi ingredienti in un unico sugo che ha sempre fatto leccare i baffi!!!

tagliatelle-al-ragu-di-nonna-pinuccia

INGREDIENTI PER SEI PERSONE

600 grammi di tagliatelle

500 grammi di lonza di maiale

1 cipolla

1 spicchio di aglio

800 grammi di pomodori pelati

4 porcini di media grandezza oppure 100 grammi di funghi porcini secchi*

1 bicchiere di vino bianco

olio extravergine d’oliva

grana padano

prezzemolo

sale e pepe.

*(i miei funghi porcini sono dell’autunno scorso raccolti dal mio papà nelle montagne Albavillesi; ormai di questi meravigliosi frutti della natura, se ne trovano molti meno rispetto agli anni scorsi, ma come ogni anno riusciamo comunque a gustarci qualche “buon piattino” come questo ragù.  Ho pulito e privato i funghi dei muschi alla base dei gambi e congelati in sacchettini singoli. Al momento dell’uso, con un coltello affilato, affettare i funghi quando ancora sono congelati in modo che le fette rimangono intatte, si ammorbidiranno in cottura; infatti i porcini saranno tuffati nel condimento ancora congelati. Se invece usate porcini essicati, lavateli e scolateli con cura).

tagliatelle-al-ragu-di-nonna-pinuccia1

PREPARAZIONE

Preparare il sugo: mettere a mollo i funghi secchi in una ciotola d’acqua: lavarli molto bene oppure se avete funghi freschi o congelati, tagliateli a fette per la lunghezza. Tritare la cipolla e il prezzemolo. Mettere la cipolla in una casseruola con un pò d’olio. Far stufare la cipolla, aggiungere la lonza di maiale tagliata a dadini piccoli, sfumare con il vino bianco e lasciar cuocere bene aggiungendo un pò di acqua se si dovesse asciugare. Allungare poi con la polpa di pomodoro: far cuocere per dieci minuti dopodiche unire i funghi. Aggiungere poi il prezzemolo con uno spicchio di aglio. Lasciar evaporare. Salare e insaporire con del pepe. Continuare la cottura per altri venti minuti circa a fuoco basso. Intanto far cuocere le tagliatele in acqua bollente salata, scolarle e servirle con il ragù e un’abbondante grattugiata a strisce di grana padano.

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Queste tagliatelle le abbiamo accompagnate con un MORELLINO DI SCANSANO: è un vino DOCG dal 1978, la cui produzione è consentita in parte della provincia di Grosseto. E’ di colore rosso rubino con un odore vinoso e, con l’invecchiamento, profumato, intenso, gradevole e fine. Il suo sapore è asciutto, austero, caldo, leggermente tannico. E’ consigliabile con spezzatini di carne, spiedini, fegatelli di maiale, arrosti di carne di maiale, cinghiale in umido: ho osato proporlo con questo ragù con alla base della carne di maiale e devo dire mi è piaciuto moltissimo. La cantina che abbiamo scelto è la MANTELLASSI anno 2007.

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