Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘RICETTE LARIANE’

TORTEJ BRIANZOLI (37)+
Un “Dolcepensiero”: questi dolcetti brianzoli mi hanno accompagnato durante la mia infanzia; non c’era carnevale dove mia mamma mancava di friggere queste bombe soffici e gustose. I “Turtej” brianzoli sono il simbolo delle feste di carnevale nella mia Brianza ma non solo: anche per la feste del papà, è tradizione prepararli per il pranzo della domenica. Sono infatti frittelle che danno il via al periodo primaverile; l’aggiunta del lievito in polvere agli ingredienti della ricetta tradizionale è piuttosto recente, prima si usava il bicarbonato e la mia personale ricetta prevede un po’ di entrambi, ricordo che mi porto dalle mie zie. Solitamente possono essere insaporite con una spolverata di zucchero semolato in superficie, meglio se a velo. Ancora è molto presente il ricordo del profumo dei turtej che aleggiava lungo la mia via ad Albavilla durante il periodo di carnevale fino ad arrivare alla pasticceria storica dove il profumo di fritto si mischiava con il profumo dell’anice: in tutte le cucine c’era una pentola di olio fumate per preparare queste frittelle e bastava proprio questo profumo per tuffarci nel clima carnevalesco… Dove abito io il carnevale di divide in due riti: i paesi della Brianza si dividono in rito Romano – che finisce domani con il martedì grasso – e in rito Ambrosiano, quindi per noi il carnevale proseguirà fino a sabato… olè!!!!

TORTEJ BRIANZOLI (46)+

INGREDIENTI

250 grammi di farina 00 antigrumi

100 grammi di zucchero

2 uova

100 ml di latte intero

1/2 bustina di lievito per dolci (circa 8 grammi)

la punta di un cucchiaino di bicarbonato

la buccia di un limone bio

un pizzico di sale alla vaniglia

zucchero a velo q.b.

olio per friggere q.b.

TORTEJ BRIANZOLI (14)+

PREPARAZIONE

Sbattere le uova senza montarle e schiumarle. Incorporarvi lo zucchero e continuare a montare senza però gonfiare troppo l’impasto, evitare le bolle. Aggiungere la scorza del limone, il latte, un pizzico di sale. Unire la farina setacciata insieme al lievito e al bicarbonato, sbattere fino a quando tutta la farina si sarà ben amalgamata. Lasciar riposare l’impasto per qualche minuto mentre si scalda l’olio che dovrà raggiungere la temperatura di 180°C. Con un cucchiaio prelevare una dose di impasto e tuffarla nell’olio caldo con l’aiuto di un altro cucchiaio cercando di ottenere delle palline, rigirarle fino ad una bella duratura. Lasciar intiepidire su carta assorbente per fritti e quando freddi, spolverare con zucchero meglio se a velo.

TORTEJ BRIANZOLI (12)+

A tutti voi un divertente carnevale!

Dall’archivio di Dolcipensieri:

TORTELLI

TORTELLI DI SAN GIUSEPPE

CHIACCHIERE

Ringrazio:

Chiara del blog “Un viaggio in cucina”

il blog “La pappa pronta”

e Serena del blog “Salentina in cucina”

per avermi donato questo premio:

shine-on-versatile

Ecco le regole per il premio:

  • elencare 7 cose di me:
  1. sono mamma, moglie e casalinga a tempo pieno di Matteo e Marco… mai tempo fu speso così bene!!! dopo anni di bella carriera lavorativa!!!
  2. sono fierissima dei miei uomini
  3. adoro leggere soprattutto quando c’è di mezzo la cucina…
  4. adoro cucinare e mangiare, ovvio!!!
  5. prima o poi lo farò: aprire un baretto in Giamaica (avete presente il film “Cocktail” con Tom Cruise, quando si trasferisce proprio lì e conosce la biondina?)… beh, vorrei vivere 365 giorni all’anno con le infradito!!!!
  6. ridere con il mio bimbo in qualsiasi momento e sentirlo parlare anche tutto il giorno… beh credetemi, non ha prezzo!!!
  7. vorrei fare un mese sabbatico e anche più a Roma, città che adoro e che ha tanto da visitare!!!!
  • scegliere 15 blog a cui donare a mia volta il premio
  1. QUANDO RICEVO PREMI SOLITAMENTE, A TURNO, CERCO DI PASSARE LA PAROLA AGLI ALTRI BLOG OPPURE LASCIARE IL PREMIO A CHI LO GRADISCE. OGGI E’ LA VOLTA DI REGALARLO A CHIUNQUE PASSI DI QUI E LO VUOLE…
  • avvisare i suddetti premiati
  • ringraziare il blogger che mi ha premiato

Ringrazio il blog “Tiramiblu” per questo premio:

food-blog-awards-2

QUANDO RICEVO PREMI SOLITAMENTE, A TURNO, CERCO DI PASSARE LA PAROLA AGLI ALTRI BLOG OPPURE LASCIARE IL PREMIO A CHI LO GRADISCE. OGGI E’ LA VOLTA DI REGALARLO A CHIUNQUE PASSI DI QUI E LO VUOLE…

Read Full Post »

Un “Dolcepensiero”: ho intravisto questo contest in giro per la rete e mi ha stuzzicato subito la voglia di partecipare anche perchè giusto qualche giorno fa, alla memoria mia e di mio marito, è salito un ricordo particolare sul cibo da strada. Stavamo parlando di neve, che forse arriverà anche a bassa quota nel week-end, e subito ci è salita la voglia di montagna, scii e piumini e soprattutto di cibi rustici, caldi e appetitosi. Noi siamo di Lipomo in provincia di Como e molto vicini alla Valtellina che adoriamo perchè piena di paesaggi bellissimi in ogni momento dell’anno e soprattutto per il cibo e per i loro prodotti. Quando ci concediamo i week-end invernali, saliamo sempre a Bormio e fra una sciata e l’altra oppure perchè no anche fra una pennichella e l’altra al sole dei 2000 o 3000 metri, ecco che ci gustiamo uno dei miei cibi da strada che preferisco: i panini. Nei vari chalet posti lungo le piste oppure nei vari stand organizzati all’arrivo delle discese, si possono gustare questi panini ghiottissimi, confenzionati con due prodotti del territorio quali il pane di segale e la bresaola della Valtellina. Il pane di segale era il cibo sostentamento per i contadini che portavano le loro mucche al pascolo, da sempre considerato un cibo a cui dare rispetto perchè “grazia di Dio”. Inoltre il pane di segale è buono anche se consumato dopo alcuni giorni. La tradizione vuole che il pane di segale sia panificato durante l’ultimo quarto di luna, evitando così al pane di non ammuffire, deve essere cotto in forno a legna dove bruciano tocchi di pino ben secchi che conferiscono al pane, un dolce calore. Infatti la legna veniva tenuta al sole – se possibile anche durante l’inverno – per almeno una decina di giorni prima di essere bruciata in modo che asciugasse ben bene. L’impasto deve essere lavorato con calma e le screpolature che escono dalla pagnotta, sono simbolo di una perfetta lievitazione. Nella cottura, ci vuorle la farina bianca di frumento per ricoprirne la superficie delle pagnotte. Le pagnotte in attesa di essere infornate, venivano poste su assi di abete. Dopo queste accortezze che donavano al pane profumi particolari, si potevano porre in forno caldo per la cottura. Quale miglior cibo può accompagnare questo delizioso pane se non la bresaola? Grazie al clima che regala la valle, questo salume è un prodotto di un’unicità inimitabile, saporita e molto carnosa che grazie appunto all’aria fresca delle Alpi, crea le condizioni ideali alla stagionatura della bresaola. E’ un affettato che viene prodotto dalle cosce del manzo scegliendo le parti migliori, seguendo dei rituali ben precisi e radicati da tempi lontani, segreti che si sono tramandati da padre in figlio. L’abilità di chi confeziona tali insaccati, oltre alla scelta dei tagli, consiste anche nella giusta dose degli aromi naturali in cui le brasaole vengono “accarrezzate” con tempi e ritmi ben definiti. Ottimale deve essere anche l’umidità. Oggi la vera Bresaola della Valtellina è garantita con marchio IGP – Indicazione Geografica Protetta – utilizzato esclusivamente dai produttori della Provincia di Sondrio. La brasaola oltre a essere buona e saporita, è un’ottimo sostituto della carne, molto povero di grassi. Quindi ecco come può nascere un buon cibo da strada se poi innevate, sono ancor più caratteristiche. Perfetto da consumarsi con una birra fresca oppure anche con un buon vino rosso valtellinese.

Con questa ricetta partecipo al CONTEST DI GIULIA – ROSSO DI SERA

Alla Valtellina sono particolarmente affezionata essendo da sempre la meta mia e di mio marito, per riposarci e confortarci con i loro buonissimi prodotti e non solo. Spero di avervi fatto scoprire qualcosa in più su questa meravigliosa Italia e su i suoi tesori gastronomici, e con l’occasione vi consiglio di farvi una bella vacanza in Valtellina in qualsiasi momento dell’anno, perchè ogni stagione questa valle regala ai turisti profumi, prodotti e avvenimenti molto particolari con tutti i confort che volete.

INGREDIENTI:

1 ciambella di pane di segale

80 grammi di bresaola della Valtellina IGP

4 fette di bitto o casera della Valtellina

porcini sott’olio

insalata riccia

burro q.b.

olio extravergine ai quattro pepi.

PREPARAZIONE

Tagliare il panino, spalmare uno strato di burro ammorbidito sulla parte superiore della cimbella. Tagliare il bitto – o il casera se volete un sapore meno stagionato – in fette sottili e formare un primo stato sulla ciambella. Proseguire con la bresaola tagliata a fettine sottili; irrorare con un filo di olio extravergine d’oliva ai quattro pepi (se ne siete sprovvisti potete miscelare dell’olio evo con del pepe a piacere). Tagliare a pezzettini i porcini sott’olio e metterli sopra la bresaola: infornare il panino in forno già caldo per pochi minuti giusto il tempo per ammorbidire e scaldare la ciambella e fondere lievemente il burro. Potete anche consumarlo senza scaldarlo, vi consiglio allora di unire qualche fogliolina di insalata.

Read Full Post »

Un “Dolcepensiero” lariano: vi ricordate la serata lariana alla proloco di Lipomo? ecco la ricetta semplice di un prodotto della mia zona e cioè le alborelle fritte. Sono pesciolini piccolissimi di acqua dolce di cui il nostro lago abbondava: ora la pesca di questi pesciolini è vietata, gli unici in commercio sono di allevamento e sono a noi cari perchè erano il cibo di sostentamento di molti pescatori del lago. Cibo di tradizione, è sempre stato considerato pesce per poveri, i pescatori del lago una volta pescato, lo portavano alle mogli che, per tradizione, lo friggevano in modo da conservarlo per qualche giorno. Una volta fritte, venivano anche cucinate “in carpione”: procedimento in cui il pesce veniva messo sotto aceto e cipolle in modo che durasse qualche giorno in più. Se pescati nel periodo che va da ottobre a giugno, possono essere gustati per intero – testa compresa – senza viscerarli.

ALBORELLE FRITTE

INGREDIENTI

alborelle

farina bianca

farina gialla

olio per friggere

succo di limone

sale

PREPARAZIONE

Lavare le alborelle sotto acqua corrente, infarinarli in 3/4 di farina bianca e 1/4 di quella gialla, passarli in un setaccio per eliminare la farina in più. Friggerle, scolarle e metterle in una capiente marmitta dove regolerete con sale. Servirle su foglie di lattuga spruzzandole con succo di limone oppure con della polenta.

ALBORELLE IN CARPIONE

Il carpione è un condimento che solitamente accompagna gli agoni o le alborelle precedentemente fritte. Nella tradizione contadina lariana, l’ingrediente base che dava sapore a questo piatto povero, era il timo selvatico (“erba de pess” in dialetto) che nella zona del lago cresce tra le rocce.

INGREDIENTI

alborelle fritte

cipolla bianca

salvia

aceto bianco

olio di oliva

sale

pepe nero

PREPARAZIONE

In un tegame fare insaporire l’olio di oliva con la cipolla tagliata a velo, poi unire le foglie di salvia, l’aceto e il pepe nero. Dall’inizio dell’ebollizione calcolare almeno un venti minuti a fuoco basso, poi versare il tutto sopra i pesci messi ben in fila in una pirofila. Far macerare bene per un giorno, servirli con polenta.

Perdonatemin se non ho messo le dosi, ma sono piatti di tradizione e come tali passati da madre in figlia o addirittura da nonna a nipote… ma sperimentare anche così è sempre una bella esperienza!!! fatemi sapere.

Piatti lariani dall’archivio di Dolcipensieri:

TROTA IN CARPIONE

MISULTIN DEL LAGO DI COMO

RISOTTO AL PESCE PERSICO

Read Full Post »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: