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Posts Tagged ‘RISTORANTI SARDEGNA’

Porto Cervo è la costa Smeralda… insieme a Porto Rotondo, queste due località di mare sono la perla della Sardegna del turismo. Agli occhi dei turisti possono essere posti inacessibili: Porto Rotondo è romantica, non troppo sfarzosa, con negozi modaioli ma anche con ancora piccole oasi ricche di souvenirs sardi. Mentre Porto Cervo è una vera vetrina di sfarzo, lusso e negozi griffati: dalla piazzetta famosissima da dove si collegano le trasmissioni gossipare, è un susseguirsi di vie dove troneggiano i negozi più lussuosi e griffati, gli stessi di via Montenapoleone a Milano oppure via del Corso a Roma. Niente di più, ma merita comunque per la bellezza di come è stato creato questo “borgo” nella provincia di Arzachena, con le case incastonate fra le rocce o i piccoli viali romanticissimi con ponticcioli. Solitamente ci facciamo tappa alla sera per osservare i maestosi yacht ancorati nel porto vecchio proprio all’entrata di Porto Cervo: quest’anno la nostra visita è stata pomeridiana avendo ospiti amici che non avevano mai visto questo paradiso, perchè lo è comunque sfarzi a parte. Il cielo è sempre azzurro, il mare delle baie piccole che s’incastrano nella costa sono cristalline e la bellezza delle linee archittettoniche regala al panorama già di per sè meraviglioso, ancor più bellezza e armonia. Rinomato luogo di villeggiatura, tutto è nato negli anno ’60 si è edificato attorno al profondo porto naturale, la cui forma ricorda quella di un cervo, appunto. Il Porto Vecchio fu la prima parte costruita: il principe Karim Aga Khan IV, affascinato dalla bellezza delle acque color smeraldo, decise di comprare le terre di quest’angolo di Gallura e assieme ai più grandi architetti dell’epoca diede vita a questo magnifico borgo.

Dal porto vecchio, con ampio parcheggio a pagamento, si sale verso la famosa piazzetta (raffigurata nella foto d’apertura)…

Dopo l’ampia piazzetta meta soprattutto per il classico aperitivo prima di cena, Porto Cervo si apre in viali dove ai lati è un susseguirsi di vetrine di negozi griffatissimi…

… ma anche per una bella mostra di opere d’arte.

Dopo la tappa di Porto Cervo, lungo la costa si arriva a Poltu Quatu: piccolo porticciolo tranquillissimo e abitato solo da pochi turisti ma famoso per il piano bar prima di Smaila ora di Calà. La piazzetta offre pochi negozietti, ristoranti e bar ma alla sera soprattutto molto romantico, una bellissma perla illuminata. Nel dialetto sardo, significa Porto nascosto: in effetti per arrivarci bisogna ridiscendere una strada dalla statale principale. Nacque alla fine degli anni ’80.

Arrivati a Baia Sardinia, ci siamo immersi in un’aria ben più semplice e giovanile… con i bimbi per l’ora di pranzo ci siamo fermati in una griglieria/creperia sulla stra centrale “Bar Baia”. Un posto molto semplice ma carinissimo e fastiolo perfetto per i bimbi avendo un menù semplice ma che spazia su tutti i gusti, soprattutto per i ragazzi.

Hamburger di carne d’Angus, crepes dolci e salate sono state il nostro simpaticissimo pranzo tranquillo ma ben servito. Le ragazze che gestiscono il bar ristorante sono molto gentili soprattutto con i piccoli ospiti.

Baia Sardinia è una meta turisitica molto giovanile: la spiaggia si dirama dalla strada principale e si estende tutta sotto la piazza centrale che ospita bar e ristoranti per ogni genere e sotto i portici negozietti di prodotti tipici sardi e souvenirs.

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Gavoi… siamo nella barbagia sarda, paesaggio verde ricco di boschi, paese di allevatori e agricoltori. Un paese anche molto aperto alla letteratura e il cinema, offrendo festival anche a livello nazionale. Il centro storico si apre a lato della strada principale dove poter acquistare il pane – ottimo da queste parti – e il famoso formaggio “Fiore Sardo”. Appena si arriva nel centro storico, si apre una piazza con la chiesa principale. La chiesa è onorata a San Gavino.

Giusto qualche passo per il paese per poi sederci al Ristorante “Santa Rughe”, proprio sotto la chiesa di San Gavino, a  due passi dalla strada principale a cui si accede tramite una scalinata.

Siamo in Barbagia: arrivati da Ortueri, tramite un articolo di un giornale in cui parlava del paese bandiera gialla, con un interessante intervista ai titolari del Santa Rughe. Il ristorante è accogliente e caldo nei suoi colori della terra: la sala principale si apre appena entrati, poi alla sinistra c’è una salettina più piccola; muri a vista, pavimenti in cotto scuro, quadri e particolari soprammobili sardi regalano all’ambiente una sensazione unica di tipicità, rustico ma elegante. I muri sono in granito sardo. Alla sera è possibile anche gustare la pizza, senza glutine è la loro specialità. La cucina è tipica sarda, un mix tra terra e mare: il pranzo di ferragosto era già predisposto, non alla carta…

Il menù di ferragosto comprendeva antipasti, primi e secondi sia di carne che di pesce: abbiamo iniziato con il goderci il pane carassau in attesa degli antipasti. Affettati misti, ottimo il prosciutto crudo sardo, saporito dal colore rosso intenso; verdure sott’olio quali peperoni ma soprattutto i pomodorini molto buoni e appetitosi, poi funghi; favette fresche in crema, molto particolari; la trippa che qui in Sardegna diversamente da noi comaschi, viene servita non come primo piatto a mo’ di zuppa bensì come assaggio di antipasto caldo. Il mare invece offriva: insalata di mare tradizionale con olio e limone; salmone marinato a piccoli tranci; sardine marinate molto apprezzate con al centro una salsina di verdure e per finire le ozziadas ossia le anemoni di mare, qui gustate fritte in pastella. Vengono pescate manualmente, difficili da trovare tutto l’anno. Possibilità di acquistarle surgelate. Il vino rosso è con il marchio del ristorante.

Passiamo ai primi: quello di terra sono stati ravioli di formaggio con ragù di cinghiale. Io che sono tipa di pochi ravioli, questi devo dire li ho mangiati di gusto e oltre ai soliti due che mi metto nel piatto; il ragù poi uno spettacolo: buono, saporito e aromatizzato, molto particolare nel gusto… insomma una gran bontà. Il primo di mare erano trofie ai ricci, per chi ama questi molluschi dal sapore particolare, è un piatto cucinato bene: le trofie a volte capita di mangiarle fin troppo al dente, qui la cottura era perfetta!

Ed eccoci ai secondi, sempre terra e mare… qui è arrivato a servire anche il titolare, cordialissimo e premuroso nell’osservare sui tavoli che non manchi nulla. Unica mia nota negativa, se così posso dire… troppo negativa alla fine non lo è: il maialino sardo servito nel classico tagliere di legno, era cotto bene ma i pezzi troppo piccoli, quasi sminuzzati. Difficile capire che parte di maiale si andava a mangiare, preferisco decisamente il maialetto tagliato in modo più grosso… ma per il resto cottura e croccantezza più che perfetta! Il contorno di patare arrosto. Il cinghiale in umido, leggero ma saporito, ben cotto condito con olive sarde. Il pesce era di ben due portate: orate sfilettate con verdure, frittura di calamari e gamberoni… ottima la frittura per niente pesante, con tocchi di pesce piccoli, non i soliti anelli che sembrano braccialetti e i gamberi freschissimi e ben cotti, facili da spellare in un attimo. Contorno di insalata e pomodori.

Dolci rigorosamente fatti in casa, con una raccomandazione da parte delle cameriere di non preoccuparsi se il gelato della casa al fior di latte risultava un po’ liquido: ottimo con del caramello, delicato e fresco… lo si capiva molto bene! il tiramisù di panna freschissima e ricotta, delizioso. Caffè e mirto.

Menù fisso (era il pranzo del 15 agosto 2012) al prezzo di 38 euro a persona. Servizio celere e impeccabile, al bimbo hanno cucinato gnocchetti sardi al pomodoro e pecorino, abbiamo richiesto anche ravioli in bianco senza avere negazioni in merito. Dopo tante fregature in agriturismi della zona (e ne abbiamo girati parecchi sempre nei paraggi di Ortueri) devo dire che finalmente siamo arrivati in un ristorante perfetto ma senza pretese, pulito, ospitale e accogliente. Se capitate da queste parti, fatevi un giro per il bel borgo ma soprattutto fate sosta qui al Santa Rughe, ve lo consiglio caldamente… il prossimo anno è già deciso che sarà ancora la nostra metà ferragostiana ma soprattutto voglio anche tornarci durante un giorno qualsiasi per godere del loro menù à la carte e assaggiare la loro pizza senza glutine così tanto decantata! Per finire bello, buono e mette a proprio agio! Ambiente ideale anche per i bambini, hanno accettato i nostri cagnolini (taglia medio-piccola). Selezionato da molte guide ristoranti e per diversi anni a seguire quali: Gambero Rosso, Alice La Gola, Tripadvisor con recensioni tutte positivissime, il Mangiarozzo, Osterie d’Italia…

Ristorante e Pizzeria Santa Rughe

Via Carlo Felice 2, Gavoi, Sardegna, Italia

tel. 078453774

Aggiornamento del 17 agosto 2014

Dopo due anni abbiamo voluto invitare in questo delizioso ristorante, alcuni nostri zii, reduci dalla bellissima esperienza del 2012 cosa che si è ripetuta anche quest’anno: il menù oggi era alla carta (ovvio non era ferragosto) e ci siamo goduti un pranzo tipico sardo. Abbiamo iniziato con un antipasto di salumi e formaggi: prosciutto crudo sardo ottimo, due diversi tipi di salsiccia e tanti assaggi di pecorino in particolare quello aromatizzato al mirto con una vena violacea nel mezzo dal retrogusto molto buono; perfetto anche il pecorino morbido saporitissimo, perfetto da spalmare sul pane carasau. Non è mancata la trippa, non sono mancate le fave e la carne di maiale a mo’ di stufatino leggero. Le loro verdure in agrodolce. Per primo abbiamo gustato i loro ravioli con il ragù di cinghiale e i malloreddus con zafferano e mentuccia. Per secondo la grigliata di carne con la bistecca al sangue, del maiale con cotenna e la salsiccia veramente ghiotta. Per finire un sorbetto al limone, caffè per tutti e qualche bottiglia del loro rosso. Cucina ottima, portate abbondanti, ristorante perfettamente pulito, personale molto gentile soprattutto con i piccoli e pulizia e igiene perfette nei bagni. Costo del nostro menù circa 40 euro. Ben spesi!

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Non riusciamo a non far tappa a “Su Gologone” ogni anno prima di giungere a Ortueri per festeggiare ferragosto. Infatti anche quest’anno eccoci qui nel centro della selvaggia Sardegna, in mezzo a vigneti carichi di uva per il Cannonau, vino rosso tipico sardo. Prima di farci coccolare dal bel ristorante del resort, abbiamo girato brevemente la caotica cittadina di Dorgali.

Dorgali è la cittadina più vicina ad una delle mete turistiche più gettonate della Sardegna: Cala Gonone. A Dorgali sono presenti percorsi di trekking e di mountain bike, territorio perfetto per chi pratica gli sport d’arrampicata. La piazza centrale è posta lungo la via centrale, dove costeggiamo molteplici bar ma la cosa che mi ha incuriosito sono i tantissimi negozi di orafi sardi dove poter acquistare la famosa fedina in filigrana sarda, ci sono anche molti negozi di artigianato sardo in legno con i tradizionali vassoi che potete trovare anche fatti in sughero oltre ai negozi di ceramica. La cittadina è caotica, un susseguirsi di auto lungo le strade principali da cui si diramano piccoli vicoli caratteristici.

Ed eccoci finalmente nel resort di Su Gologone (qui, qui, qui ne parlo già): oggi vi voglio descrivere le botteghe del resort dove ho acquistato dei bellissimi bicchieri, li stessi di cui mi sono innamorata mentre pranzavamo. Il menù non ha subito variazioni: oggi ci siamo gustati un antipasto di montagna con affettati, olive, pecorino e assaggini vari caldi oltre che a formaggio caldo. Io invece mi sono gustata un’insalatina fresca con olive e pecorino condite con una vinegrette molto appetitosa. Insieme poi ci siamo gustati la bistecca Bortigalese (costata di manzo del Marghine) cotta sul fuoco del camino posto da un lato della sala principale dove assieme alla nostra bistecca, puoi veder cuocere il classico “porceddu” con le salsicce fresche sarde.

Su Gologone è sempre un piacere visitarlo, un gran piacere per gli occhi che si godono non solo il posto ma anche la cura e l’amore con cui i proprietari riescono a realizzare angoli da sogno nel resort: contrasti di colori, angoli appartati tutti rigorosamente curati nei dettagli senza trascurare la tradizione e la freschezza selvaggia del luogo.

Terminato il pranzo, con qualche birretta Ichnusa fresca, ci siamo avventurati lungo il sentiero elegantemente contradistinto dai sassi colorati dipinti a mano, per acquistare i bicchieri che da parecchi anni mi piacciono vedere apparecchiati sulle belle tavole del ristorante: ogni sala è abbinata con le sfumature dello stesso colore dagli arredi, alle stoffe, alle stoviglie bicchieri inclusi, fatti a mano che si posso appunto acquistare in loco.

Il sentiero ben curato è un susseguirsi di sassi dipinti a mano…

… e di cartelli sempre scritti a mano con quell’azzurro identico al colore del cielo sopra Su Gologone.


Alla fine del sentiero circoscritto dai sassi, si arriva alle botteghe che si aprono su di una bellissima terrazza che sovrasta la campagna rurale sarda: mirto, fichi d’india, sugheri e rosmarino e anche qui non può mancare l’angolo relax tutto dedicato al sole con quei bei colori dalle sfumature gialle.

Nelle botteghe d’arte si possono fare molti e diversi acquisti: quadri, complementi d’arredo quali teli, copricuscini, tovagliette con tovaglioli oltre che a bicchieri, piatti, sottopiatti.

Bellissima la collezione di acquasantiere sarde che si possono vedere per il resort ma che si possono  acquistare presso la bottega…


… aggiungo dell’altro??? credo di lasciar posto anche per l’anno prossimo… la tisaneria non l’ho ancora visitata!

SU GOLOGONE – COUNTRY RESORT

Loc. Su Gologone – 08025 OLIENA (NU) – SARDEGNA – ITALIA

Telefono 0039 0784 287512 – 287552 – Fax 0039 0784 287668

http://www.sugologone.it/

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Quest’anno la rete internet in Sardegna aveva seri problemi tanto che ho chiamato il 119 per sapere come mai il segnale andava e veniva, fatto sta che non sono riuscita a pubblicare tutto in diretta e nemmeno potevo passare da tutti voi per commenti e per vedere tutte le vostre bontà e i vostri viaggi e vacanze. Ora sono rotiornata, spero di riprendere tutto e mi scuso di tanta latitanza. Oggi vi racconto il tour della Barbagia sarda… è sempre stata considerata la zona calda della Sardegna, dove negli anni scorsi, sono avvenuti i sequestri più toccanti della cronaca nera italiana. Ora invece è divenuta una delle zone più ammirate dai turisti dell’isola sarda. Uscendo da Ortueri salendo fino a più di 9oo metri sopra il livello del mare, non sembra più di essere nella macchia mediterranea classica della costa sarda. Il mirto e il rosmarino danno spazio a pini e la macchia diventa un sottobosco fresco e meta di animali di montagna. Il primo paese che s’incontra è TONARA, paesino famoso per la produzione del torrone arroccato sui monti del Gennargentu. Non può mancare la mia tappa per l’acquisto di qualche pacco di torrone: fra i vari presenti quello che preferiamo in assoluto è del torronificio di PRUNEDDU dal 1963, che nel suo laboratorio, produce torroni con miele sardo di vari gusti con diversi tipi di frutta secca quali mandorle, noci e nocciole. Va gustato freddo per esaltare il sapore del miele sardo e della frutta secca. Non mancano anche quelli aromatizzati al mirto. Nel negozietto rustico e molto semplice, è possibile acquistare anche il miele e libri della cultura sarda. Veniamo accolti con la classica semplicità dei sardi, silenziosi e riverenti, prontissimi a descrivere i loro prodotti. All’entrata del paese il cartello indica Tonara quale paese del torrone e dei campanacci con un museo dedicato al dolce famoso anche a livelo mondiale.

Pruneddu Salvatore & C. s.n.c.

via Ing. Porru, 5 Tonara – Nuoro

http://www.pruneddu.it/

Proseguire sulla strada è semplice: dopo vari tornanti arriviamo a FONNI che significa “dio delle fonti” (infatti il paese conta numerose fontane sorgive); ci cattura questo paesotto di circa 5.000 abitanti decorato ovunque da murales che attirano turisti con macchina fotografica in ogni angolo del paese, paese che ci fa intuire quanto sia ricco di storia. I Murales vengono vissuti come parte culturale del paese capace di coglierne l’anima, rispettando le architetture, la religiosità, gli usi e i costumi. I murales hanno forti radici nel passato, arredano e anunciano storie di una popolazione orgogliosa delle proprie origini.

I murales “storici” e più conosciuti e ammirati a Fonni sono: i due anziani appoggiati sulla ringhiera del balcone – che non c’è – a godersi il panorama che se visto da lontano sembrano veramente presenti e vivi. “Sas Parillias”  ovvero le dimostrazioni acrobatiche con i cavalli in corsa e i cavalieri vestiti col tradizionale costume: i cavalieri si esibiscono con destrezza, dando prova di abilita’ e coraggio e creando la figura spettacolare, quella che fa venire i brividi e strappa gli applausi.

Ecco altri murales che hanno richiamato la nostra attenzione: la vecchina sull’uscio di casa e gli anziani seduti “in sa muredda” a farsi quattro chiacchere o i tre cavalli bardati a festa che a prima vista sembrano proprio veri, oppure il gigante sardo imponente e severo a guardia del museo e le processioni coloratissime e suggestive. E poi ancora il murales, dedicato ai defunti, ha come titolo “Sas animas de su pruhadoriu”. Le strofe riportate nel murales sono quelle de “Sos Coccios de sas Animas”, preghiera dialettale in versi che si canta durante il novenario dei defunti. Fonni è il paese più alto della Sardegna, colorato, pulito e ordinato, adagiato sulle pendici settentrionali del Gennargentu a 1000 metri sul livello del mare. Anche in questo paese, la tappa gastronomica è un dovere: famosi sono i savoiardi di Fonni che personalmente adoro. Morbidi, dolci sono biscotti più lunghi rispetto ai classici savoiardi, buonissimi dal colore leggermente dorato. Fragranti sono composti con ingredienti semplici quali uova, farina e zucchero. La loro preparazione risale ad una tradizione centenaria. Prima di trovare una pasticceria per il loro acquisto, abbiamo girovagato per il paese composto da vecchie e strette stradine: deve essere meraviglioso in inverno completamente innevato; infatti in questa parte di Sardegna si possono praticare sport di montagna essendo paesi ad alta altitudine, il clima qui non è per niente mediterraneo e durante i mesi invernali impianti di risalita possono permettere delle sciate. Tra Fonni e Orgosolo, ci siamo fermati in agriturismo “Ai Monti del Gernargentu” per un pranzo: bellissimo ambiente completamente immerso nei prati della Sardegna, fiori colorari ovunque, barbecue in sasso in giardino per la cottura del maialino,molto ampio con la sala pranzo del soffitto alto con quadri appensi un po’ ovunque alle pareti. Il servizio molto ligio, ambiente pulito, menù classico di agriturismo sardo.

Il menù prevede i classici piatti di tradizione sarda: piatto di salumi nostrani, varie focaccine ripiene con verdure di stagione, cipolle e peperoni in agrodolce e frittatine vegetariane, torte salate e polpettine.

E poi maloreddus con pecorino, guanciale e un pizzico di zafferano, ravioli di magro e il maialino sardo con patate al rosmarino. Per finire frutta, seadas e caffè, vino e acqua tutto a 35 euro. Agriturismo perfetto in ottimo clima sardo, pulito, ampio e immerso nella natura, personale ligio.

Arrivati ad Orgosolo , il paese sardo famoso per la grande abbondanza di murales, la maggior parte a sfondo politico, che abbelliscono i muri delle case illustrando le problematiche vecchie e nuove, le storie dei suoi abitanti soprattutto pastori e agricoltori. Al momento si contano più di 150 murales che ormai fanno parte integrante dell’immagine del paese. Ma Orgosolo fu soprattutto famoso negli anni ’60 e ’70 dove fu protagonista dell’anonima sequestri.

Con questo post ringrazio Lory per i premi di cui mi ha fatto dono:

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SU GOLOGONE, Oliena Nuoro

… ho detto ancora perchè è la nostra tappa fissa il giorno prima di ferragosto quando scendiamo a Ortueri per festeggiare il 15 agosto in campagna con la zia di Marco. Di questo meraviglioso resort immerso nei vigneti del cannonau vi ho già parlato ben due volte: l’anno scorso durante la mia vacanza in Sardegna con i miei genitori (qui il post) e poi ancora l’anno passato ancor prima nel mese di agosto (il post è questo). Nel raccontarvi di questa meraviglia immersa nella natura non bastano le parole: un resort a quattro stelle comprensivo di ogni confort, noi godiamo come al solito del ristorante tipico sardo, ogni piatto è legato alla cucina ogliastra della Sardegna. Oggi siamo stati ospiti nella loro terrazza con vista sulla piscina e iacuzzi, entrambe con acqua delle fonti li’ vicino – ve ne parlo in un altro post – in un ambiente raffinato, curato in ogni particolare e immersi in tanti colori: dagli arredi tutti blu mare alle tavole con tovaglie in lino, bicchieri colorati e posate in stile anticato, le pareti bianche ragalano un contrasto straordinario agli occhi di chiunque varchi la soglia posta dopo la maestosa reception con arredi in perfetto stile sardo, la bottega di artigianato dove poter acquistare i loro gioielli e la sala interna con il grande camino dove fanno cuocere le carni quali il maialino, le bistecche, l’agnello e le varie salsiccie. Ogni angolo è caratterizzato con suppellettili sardi e tutti in stile e posti uno accanto all’altro in perfetta cromia.

Ma ecco di cosa ci siamo deliziati: antipasto della montagna con affettato misto quale prosciutto crudo tagliato a coltello, pancetta, salame e salssiccia con qualche oliva; i caldi comprendenti ricotta calda con sughetto, funghi sott’olio, fegatini caldi e polpettine con qualche frittura.

Matteo si è goduto un piattone di malloreddus con ragu’ di carne mentre Marco si è gustato le orecchiette con erbe di campagna che mi ero gustata io precedentemente, e direi ottima scelta. Invece io oggi ho voluto assaggiare la minestra dai racconti di Grazie Deledda: un piatto in apparenza povero con brodo e una pasta sottile e tagliata a mo’ di spaghettini fini con tantissimo formaggio; mi ha riscaldato, anche se ci sono 40°C, delizioso e perfetto sia nel sapore sia nella consistenza: la prima impressione appena ingoiato il primo cucchiaio mi ha regato un sensazione povera, appunto mentre a fine ciotola mi sono sentita molto bene e appagata.

Per finire dessert: Marco si è gustato il gelato di ricotta con pinoli e caramelo al Mirto mentre io mi sono letteralmente “fata male” finendo con una bella seadas al miele e zucchero che a essere sincera avrei evitato. La pasta fritta della seadas era perfettamente cotta, per niente unta, croccante come un biscotto.

Per finire caffè e vino bianco vermentino di Sardegna Costamolino delle cantine Argiolas. Prezzo 84 euro… ne vale la pena anche se oggi vorrei sollevare un piccolissima critica nei loro confronti: sono ormai un quattro anni che ci fermiamo da loro per un pranzo e purtroppo il menù è sempre questo, non hanno mai cambiato un piatto. Sono d’accordissimo con loro che vogliono mantenere una tradizionalità in cucina proponendo piatti di vera cultura gastronomica dell’Ogliastra sarda, ma credo fortemente nella loro probabile possibilità di allargare i loro già splendidi orizzonti in cucina. Un ristorante comunque da provare assolutamente!

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PEPE BIANCO – via Catello Piro – OLBIA

Una bella passeggiata per il centro di Olbia tra aperitivo e cena: il centro storico della città, tutte le estati, regala ai turisti negozi aperti fino tardi, intrattenimenti vari nella piazza antistante il porto, giocollieri di strada e un mercatino grazioso lungo le sue vie principali: non poteva mancare qualche acquisto di cui un bell’abito nelle tinte degli azzurri/blu senza spalline e una graziosa collana confezionata con prodotti naturali creati da una ragazza francese molto carina e colorata. Per godervi un aperitivo e/o una cena, c’è poi l’imbarazzo della scelta tra i tanti ristoranti e bar per una svariata scelta per tutti i vostri gusti. Posti tutti ai lati del viale o nascosti nelle viette laterali, con i loro tavoli tutti assiepati – mi ha ricordato tantissimo Parigi con i suoi caffè e bistrot tutti sulle strade con i mini tavolini – potete godervi la buona cucina gallurese a qualsiasi prezzo vogliate e a qualsiasi grado di piacere vogliate: insomma ce nè per tutti i gusti e portafogli. A noi è piaciuto molto il ristorante PEPE BIANCO FASHION posto lungo una vietta laterale al vialone centrale ornato di negozi: un ristorante/pizzeria molto moderno e giovanile con un menù discreto dalla pizza al pesce, dai primi ai secondi sia di carne sia di pesce. Il personale giovane, dinamico, simpatico; l’ambiente modernissimo di salottini bianchi in pelle sia nella sala interna sia lungo la striscia del marciapiede all’esterno. Grossi lampadari all’interno, regalano all’ambiente un po’ di glamour. La nostra cena è stata molto leggera e semplice ma direi buona e gradevole: Marco ha mangiato una pizza ben cotta ma forse poco salata la pasta (abbiamo rimediato con dell’olio piccante), comunque buona, sottile e ben guarnita con crudo e rucola, Matteo si è gustato i Malloreddus di pasta bianca e verde quelli lunghi e stretti, con sugo di salsiccia mentre io avevo optato per una frittura di pesce ma causa maestrale, purtroppo il pescato del giorno era stato scarso e quindi pesce fresco non disponibile. Punto a favore del ristorante che poteva servirmi una bella frittura congelata, di quelle che si tengono di scorta per non deludere il cliente, per intenderci!!! in opzione mi sono gustata un buon e fresco salmone dalle fettine spesse per essere un carpaccio su un letto di insalatina fresca, pomodorini e qualche goccia di balsamico… perfetto! volevo restare leggera ma senza perdere il gusto e sono stata accontentata. Per finire una bella e abbondantissima insalata mista con un po’ di tutto, bastata per entrambi. Caffè, birre e coca per Matteo al prezzo di 42 euro, quindi conto finale tranquillo e ben speso!

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Ristorante Pizzeria “LA LOGGIA”

Villaggio Rudargia, 8 – Porto Rotondo – 07026 OlbiaTempio – Tel.: 0789 35120

Non vi ho mai parlato di questo ristorante pizzeria, eppure lo frequento da ben 14 anni e cioè da quando sono approdata qui a Porto Rotondo. Sarà forse che lo sento un po’ parte di me: è il ristorante in cui consumo sempre la prima cena appena sbarco, è la pizzeria sotto casa anzi direi di fianco a casa perfetta per qualche pizza da asporto o per una cena dell’ultimo momento e quindi un po’ parte di quella routine molto volentieri consumata durante le mie vacanze rilassanti al mare. Se volete gustare piatti sia di pesce che di carne oppure una pizza, è il posto più che giusto a Porto Rotondo. I prezzi sono più che abbordabili e come ristorante è molto ampio avendo una grandissima terrazza all’aperto – perfetta se avete bimbi al seguito oppure cagnolini -ma anche una sala interna molto ampia, ordinata e pulita. E’ un ristorante che trovate aperto tutto l’anno, il personale giovane ma educato e il servizio tranquillo e poco pretenzioso, perfetto per cene molto easy e in famiglia. E anche quest’anno per la nostra prima serata, siamo stati loro ospiti: solo qui ho mangiato spaghetti alle arselle e bottarga divini dove si vedevano sia i gusci di mare, in abbondanza, ma anche la bottarga, spolverata molto abbondantemente: nulla da paragonare allo stesso piatto consumato lo scorso anno in un altro ristorante sempre stra pieno ma non nei piatti, o perlomeno li riempino solo di pasta (ma non vi dico che posto è anche se gli ho dedicato un post). Come entrèe ci siamo fiondati sull’impepata di cozze, piatto più che azzeccato essendo la Sardegna produttrice di questi gusci; a finire un fresco sorbetto di limone con wodka, caffè il tutto innaffiato da Vermentino di Gallura, ovvio. Se non amate il pesce – come mio padre, per esempio – potete gustarvi i classici piatti sardi sia come primi piatti sia come secondi piatti oltre che ad una varietà di pizze. A testa, quindi antipasto di cozze, primo piatto di pesce, dolce, caffè, vino in bottiglia e acqua – per riassumere – circa una trentina di euro a testa. Non abbiate pretese, però… è un posto molto tranquillo anche se a Porto Rotondo… ma forse è proprio questo che mi piace!!!

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Non sono riuscita a postare tutto in diretta dalla Sardegna… le giornate passavano troppo velocemente!!! ecco un’altra recensione su un ristorante che ho visitato durante le mie vacanze!!!

RISTORANTE PIZZERIA STELLA DI GALLURA – loc. Monte Ladu – Fraz. PORTO ROTONDO

All’entrata di Portorotondo c’è questo ristorante pizzeria che si presenta sempre pieno di gente sia che sia giugno, luglio o agosto; è da ben tre stagioni che vogliamo provare la loro cucina, spinti anche dal fatto che facendo da pizzeria, è perfetta per chi ha con sè dei bimbi. Quest’anno, anche perchè ci sono state persone vicine a noi che ci hanno parlato bene del ristorante, siamo finalmente andati a sederci alle loro tavole. Ma ahimè!!! la cucina ci ha un po’ deluso, l’ambiente no! anzi come potete vedere dalle foto, il posto è incantevole: si mangia in belle tavole nere apparecchiate come moda vuole in perfetto stile minimal chic. Tovaglie rettangolari che s’incrociano di un bel colore neutro che fa da contrasto con il nero venghè delle tavole. I tavoli sono tutti organizzati intorno alla piscina e sotto pergolati con giardini a macchia meditteranea, il panorama è da mozzare il fiato, si erge su una delle baie più caratteristiche di Portorotondo regalando agli ospiti suggestioni di colore e profumi. Purtroppo la cucina sotto il punto di vista organizzativo ci ha deluso, e i piatti descritti in menù, si sono rivelati poi diversi senza che il capo sala ne dicesse le variazioni sul tema. Abbiamo ordinato tre antipasti e due risotti (eravamo in cinque più due bimbi che hanno mangiato pasta): in teoria dovevano essere serviti insieme e giustamente il cameriere ci ha riferito che per i risotti ci volevano i soliti venti minuti che si sono rivelati quasi ben un’ora di ritardo… antipasti finiti, attesa per i risotti con solo una richiesta di dove fossero finiti… La mia scelta come antipasto è stato il carpaccio di branzino con asparagi di mare… che mi hanno sostituito con della semplice e diversissima rucola. Mi hanno avvisato del cambio? no… e se qusta non mi piaceva o ne ero allergica??? mi chiedo è professionalità questa? no! L’altro antipasto è quello che si definisce “della casa” dove ti portano vari assaggi di mare caldo o freddo in una sorta di carellata… una carrellata che ha visto quasi tutte le portate insieme, finite di mangiarle convinti di aver finito arriva l’ultima portata senza conferire scuse o giustificazioni, temo abbiamo fatto così per parare il ritardo dei risotti, che tutto sommato erano buoni ma tiepidi con pesce in giusta proporzione. Io ho proseguito con spaghetti cozze, arselle e bottarga… ma di bottarga nemmeno l’ombra!!! comunque buoni. (Perdonate le foto ma avevo con me una piccola digitale e le luci naturali stavano scemando, dando luogo a quelle artificiali molto soft).

 

Abbiamo finito con grigliata di pesce o frittura: buone entrambe servite con verdure e patatine… ho detto finito perchè i dolci fatti da loro erano quasi finiti tutti e la nostra scelta non è stata esaudita. Caffè, mirto, vino bianco Vermentino e acqua: a testa circa 60 euro. Per finire: noi siamo rimasti delusi, a luglio i nostri amici si sono trovati bene sia con il servizio sia per l’attesa delle portate, quindi non mi resta che pensare ad una giornata no!!!??? all’anno prossimo! E si perchè vorrei provare la pizza, che passandoci sotto agli occhi aveva un bell’aspetto.

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AGRITURISMO S’OZZASTRU – SS125 DORGALI OROSEI (km 211,600)

L’agriturismo è sia ristorante che affitta camere ma c’è anche un ampia zona per chi fa campeggio con servizi igenici ed elettrici esterni, oltre che scarico camper. Intorno alla struttura la classica macchia meditteranea. Abbiamo notato molti clienti dell’entroterra sarda che stavano passando alcuni giorni della settimana di ferragosto: questo ci ha fatto pensare, prima di entrare a pranzo, che la struttura è conosciuta e che la gente del luogo le ha dato fiducia, la stessa che ha strappato anche a noi.

Io vi parlo del ristorante che ho scoperto tramite commenti lasciati su internet, commenti positivi che ci hanno spinto ad assaggiare la sua cucina. Il menu’ è tipico sardo, ma a differenza di altri agriturismi, abbiamo assaggiato piccole diversità. Antipasti di salumi, peperonata tiepida molto squisita accompagnata con ricotta freschissima, ricotta salata con pomodori: il tutto molto buono e abbondante.

Primi piatti come di tradizione: gnocchetti sardi e ravioli con formaggio e bietole con ragu’ di carni di cinghiale, maiale e vitello molto buono e abbondanti.

E finalmente come secondo non il solito maialino bensì del buon agnello in umido con insalata. Anche questa volta, porzioni abbondanti.

Per finire seadas con miele e meringhe alle nocciole, rigorosamente fatte in casa.

Concludendo non posso che dar ragione hai commenti letti in rete: padroni cordiali, molto gentili nei confronti del bimbo a cui hanno cucinato carne subito appena seduti. Porzioni abbondanti, vino buono e un conto di circa 30 euro a persona in pienissima stagione (14 agosto). La sala ampia e luminosa, un camino centrale e sulle pareti attrezzi rurali e contadini. Servizi igenici puliti e nuovi. Ve lo consiglio caldamente. Non c’è menù, si mangia ciò che cucinano giornalmente e devo dire che lo fanno proprio bene. Per finire con un caffè e una crema al limone sempre fatta da loro.

DOVE MANGIARE IN SARDEGNA??? ecco qualche idea

AGRITURISMO DA LINO – LOC. IS CRAVIONES, SAMUGHEO (OR)

LOCANDA STELLA – MONTI (OT)

SU GOLOGONE – OLIENA (NU)

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AGRITURISMO DA LINO – LOC. IS CRAVIONES, SAMUGHEO (OR)

Per il nostro giorno di ferragosto, lontani dalle località di mare prese d’assalto più che mai, come ogni anno siamo scesi in quel di Ortueri per qualche giorno, e abbiamo poi raggiunto Samugheo per il pranzo di ferragosto all’agriturimo DA LINO; agriturismo rurale nel centro della Sardegna, si possono gustare piatti tipici della zona con salumi prodotti in loco, pasta fresca confezionata a mano e il classico maialino sardo finendo con dolcetti artigianali fatti a mano dalle cuoche. La struttura è accettabile, l’esterno dovrebbe essere curato di più con orti dove coltivano le loro verdure che poi propongono agli ospiti o cucinati oppure conservati. Perchè curato di più? perchè la struttra è carina, si affittano anche camere ma il giardino è un po’ lasciato a se stesso e anche la terrazza, che potrebbe ospitare tavoli e sedie per un’aperitivo o per il caffè finale, offre solo una panca dove sederesi ed è un vero peccato perchè l’aria calda/secca è ideale per rilassarsi sotto il pergolato. Ci sono anche piante da frutta. La sala grande è provvista di aria condizionata, bagni nuovi e puliti, servizio buono pur sempre parlando di agriturismo rurale. La conduzione è a livello famigliare. Prima della sala da pranzo, c’è una saletta espositiva con telai per la confezione di tappeti: Samugheo è la “patria” del tappeto sardo dove si può anche visitare un museo. Gli oggetti di artigianato si possono acquistare.

Le due sale sono impreziosite con tantissimi attrezzi di cultura contadina che danno all’agriturismo quella nota rurale tipica dei luoghi sardi.

All’interno dell’agriturismo, c’è un’ampia cantina (camera sterile) fresca naturalmente, dove i proprietari mantegono i salumi e formaggi da loro prodotti, le conserve di verdura oltre che al vino sempre prodotto da loro come il filu ferru e altri liquori.

La cucina è tipica sarda dell’entroterra: apertura con affettati confezionati dal padrone dell’agriturismo con verdure in conserva quali cardi selvatici e carciofini sott’olio: buonissimo il prosciutto crudo sardo. Antipasti abbondanti che oltre al prosciutto ci hanno fatto mangiare anche pancetta, coppa e salame. Il pane fresco preparato da loro e messo in tavola ancora tiepido.

Come primo piatto abbiamo gustato due classici della cucina sarda con pasta fatta in casa: malloreddus e ravioli con ripieno di patate e formaggio con un po’ di bietole, entrambi al sugo.

I piatti di carne erano due: arosto con funghi e porcellino sardo con insalata. E’ seguito un assaggio di formaggio pecorino, produzione propria.

Per finire dolcetti fatti in casa, mirto e caffè…

Riassumendo l’agriturismo è discreto, menù classico sardo con porzioni abbondanti e buone con quasi tutte materie di propria produzione. Unica nota stonata il loro vino per niente buono. Abbiamo acquistato del salame e della pancetta assaggiati in loco e apparsi soddisfacenti. La struttura è pulita, i padroni cordiali. Prezzo 30 euro a testa.

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