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Posts Tagged ‘seppioline’

Un “Dolcepensiero”: un bel piatto di pesce non si rifiuta mai anche se non si è al mare… e in città?  a volte si pensa sia difficile cucinarlo, che comporti preparazioni difficili e poi brutti odori per la casa. Credetemi non è così: questa bella teglia di seppioline è molto facile da preparare, perfetta per le prime tiepide serata primaverili, molto in tema con la stagione usando le erbe aromatiche dell’orto!

PER LA RICETTA

Dall’archivio di Dolcipensieri su Donne sul Web:

LINGUINE ALL’ASTICE

SPAGHETTI E GAMBERI MARINATI

CAPESANTE AL FORNO IN NIDO D’AMORE

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Un “Dolcepensiero” dalla Sardegna… e si perchè questo piatto l’ho preparato proprio là, il giorno dell’arrivo di Marco anticipato causa varicella del mio piccolo Matteo. Un piatto semplice, fresco ma appetitoso al tempo stesso. Ideale da gustare con un buon e fresco bicchiere diVermentino di Gallura: vino bianco DOCG, è prodotto nella zona fra Olbia-Tempio e Sassari dove si estende la collina della Gallura appunto. Di colore giallo paglierino intenso con riflessi verdognoli, il suo odore è intenso che persiste in bocca: Possiede sentori propri della macchia mediterranea con un retrogusto di fiori freschi. Perfetto sia come aperitivo, servito fresco. Ottimo anche con i primi piatti saporiti sardi, perfetto anche con il pesce arrosto, molluschi e crostacei. Ma trova la sua perfetta e indiscussa combinazione con il pecorino dolce sardo.

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

320 grammi fra riso e farro

12 cozze

12 gamberi

2 calamari

100 grammi di seppioline

100 grammi di polipetti

8-10 olive farcite

1 pomodoro cuore di bue

olio extra vergine d’oliva q.b.

1/2 cipolla

1 costa di sedano

sale e pepe.

PREPARAZIONE

Raschiare le cozze che poi risciacquerete. In abbondante acqua salata, tufare il riso e il farro: far cuocere per circa 20 minuti. Tagliare i calamari, i polipetti e le seppioline a piccoli tocchetti. Mettere in una pentola antiaderente larga abbondante olio evo con la cipolla tagliata a fettine sottili, unire le cozze con un cucchiaio di acqua tiepida di cottura del riso. Attendere la loro apertura. Far cuocere per qualche minuto, poi aggiungere i calamari, i gamberi, i polipetti e le seppioline. Regolare il pesce con un pizzico di sale e pepe e cuocere a fuoco basso per una decina di minuti. Far intiepidire. Scolare il riso, passarlo velocemente sotto acqua corrente fredda, dopodiche metterlo in una capiente ciotola aggiungendo le olive, il pomodoro tagliato a pezzi e il sedano tagliato a rondelline. Unire infine il pesce, mescolare con un filo di olio evo.

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Un “Dolcepensiero” senza confini: in un negozietto di erboristeria e prodotti bio ad Olbia, ho scoperto questa miscela di pepe e fiori persiana. Un detto della Persia dice che la vista dei fiori stimola l’appetito e prepara lo stomaco. La combinazione di pepe e fiori, è diventata una spezia che vanta però una tradizione di oltre 4000 anni rallegrando la vita e il palato. Ottima per questo primo piatto a base di pesce fresco, e qui in Sardegna sono un buon primo che dedico a mio marito, venuto a passare qualche giorno qua sull’isola prima di ripartire per Lipomo per trascorrere luglio, mese più caldo e bello qui in Brianza, per poi tornarci ad agosto. E’ anche un’ottima occasione per parlarvi di un bellissimo romanzo (a esser sincera ne ho già parlato qui) che ho letto circa un mesetto e che ho scoperto in questo bellissimo blog. Il libro in questione è CAFFE’ BABILONIA di Marsha Mehran che racconta la vita un po’ turbolenta, di tre sorelle persiane che riescono a trovare un po’ di pace in un piccolo paesino irlandese. Ma a loro insaputa, riescono a portare scompiglio fra gli abitanti di Ballinacroagh grazie alle loro ricette esotiche che preparano nel loro caffè, il caffè babilonia, appunto. La loro gioia di vivere impregnerà un po’, la triste via dove si affacciano le finestre del caffè.

Marjan, la sorella maggiore, oltre a essere una brava cuoca, è un’esperta anche nel coltivare le piante aromatiche; imparò questo mestiere dalle mani del suo giardiniere in Persia, dove nel giardino d’infanzia, facevano crescere la maggiorana,  l’angelica dorata e il dragoncello, stessi aromi che hanno portato fino a Ballinacroagh. Con il cardamomo e l’acqua di rose, il basmati, il dragoncello e la santoreggia, Marjan insieme a Bahar e Layla, prepara le sue speziate ricette persiane al Caffè Babilonia. I cittadini del villaggio accorreranno numerosi richiamati dai buoni profumi per deliziarsi, tra le sue mura vermiglie, di zuppa con melagrana oppure di tè profumatissimo. Potrebbero finalmente godere di questi piccoli e meritati successi se non fosse che Layla, la più piccola delle tre sorelle, s’innamora di Malachy, ricambiata, figlio del boss del villaggio e padrone di alcuni bar e speranzoso di mettere le mani anche lui sulla proprietà di Estelle per coronare il suo sogno, quello di aprire un dico-pub. Lui avrà un infarto per il nervoso e l’invidia verso le ragazze, Bahar dovrà sconfiggere i ricordi bui del suo matrimonio burrascoso mentre Layla coronerà il suo sogno, quello di continuare ad amare Malachy. Il tutto tenuto sotto controllo dagli occhi di una donna, la pettegola del base, loro dirimpettaia. Delizioso romanzo, con un sottile humor, con una delicatezza leggera anche nell’affrontare i conflitti razziali di questi ultimi anni. A ogni capitolo del libro, l’introduzione è dedicata ad una loro ricetta raccontando aneddoti e la storia di come nasce tale pietanza.  Finito in pochi giorni, sono andata a comprare il continuato della storia  delle sorelle persiane: PANE E ACQUA DI ROSE. Ma ve ne parlerò appena terminato. Ma ritorniamo alla ricetta: non è una delle tante presenti nel libro, ma grazie alla spezia di pepe e fiori, ho collegato questo bellissimo libro, promettendovi qualche ricetta persiana, spero a breve!!!

Per questi spaghetti ho usato vongole, telline, cozze e gamberi: tutti frutti di mare ricchi di minerali e leggeri. Si presentano al di fuori, con un guscio robusto che ne protegge il frutto interno morbido e prelibato. La famiglia dei molluschi è molto grande: ci sono le vongole, tra cui le più pregiate quelle veraci che prima di essere cucinate, vanno lasciate spurgare in modo che perdano la sabbia in acqua salata per almeno 5 ore, poi con una spazzolina, pulirne i gusci. Le cozze prodotte in allevamenti, sono diffusissime nel Mediterraneo: qui in Sardegna sono coltivate soprattutto a Olbia, poi vendute nelle classiche retine. Anche per le cozze, prima di cucinarle vanno raschiate e poi passate per varie volte sotto acqua corrente fredda. I fasolari hanno carni gustose e delicate. Sempre nel mediterraneo, sono diffuse le telline. Il tutto cucinati con anche qualche gambero, seppioline e pezzettini di pomodoro fresco, ma ecco la ricetta nel dettaglio.

INGREDIENTI

320 grammi di spaghetti n.5

miscela persiana di pepe e fiori

300 grammi di vongole

300 grammi di cozze

200 grammi di fasolari

200 grammi di gamberi

200 grammi di seppioline

1 dl di vino bianco secco

olio d’oliva extravergine q.b.

1 spicchio di aglio

prezzemolo tritato q.b.

sale, un pizzico

PREPARAZIONE

Lasciate a bagno le vongole in acqua e sale per circa un paio d’ore, anche più poi sciacquatele. Raschiate le cozze che poi risciacquerete, così come per i fasolari. Mettere in una pentola antiaderente larga abbondante olio evo con l’aglio, quando sarà leggermente imbiondito, eliminarlo e tuffarci le vongole, le cozze e i fasolari (attenzione che l’olio “sfrigolerà”), aggiungere un cucchiaio di acqua tiepida di cottura. Attendere la loro apertura. Far cuocere per qualche minuto, poi aggiungere i gamberi e le seppioline, sfumare con il vino bianco. Unire i pomodori tagliati in quattro spicchi, mescolare bene il tutto. Nel frattempo portare l’acqua a bollore, salare e versare gli spaghetti. Regolare il sugo di pesce con un pizzico di sale, unire il prezzemolo e la miscela di pepe e fiori. Alla fine cottura della pasta, scolarla e farla saltare insieme al sugo. Servire ben caldi, aromatizzate ancora con un po’ di miscela di pepe e fiori.

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Partecipo anche al contest di “Pane e pomodoro”

dal titolo: “La cucina in fiore”

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spaghetti-frutti

INGREDIENTI PER SEI PERSONE

400 grammi di spaghetti nr. 5

300 grammi di vongole veraci

300 grammi di cozze

300 grammi di polipetti

200 grammi di seppioline

300 grammi di gamberetti

300 grammi di pelati a pezzi

4 pomodori freschi e sodi

4 spicchi di aglio

olio extravergine di oliva

1 bicchiere di vino bianco

prezzemolo

sale e pepe

PREPARAZIONE

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Mettete in acqua corrente le vongole e pulite con cura le cozze. Mettete i molluschi in un tegame con poca acqua, un filo di olio, 2 spicchi d’aglio e cuocete a fuoco basso con coperchio. Quandi si apriranno, avendo cura di eliminare quelli eventualmente rimasti chiusi, sgusciatene una parte mantenendoli in caldo. Sbollentate i gamberetti in acqua salata per dieci minuti e poi scolateli. In una padella fate imbiondire l’aglio con un filo di olio extravergine d’oliva, aggiungere i polipetti e le seppioline, farli rosolare per almeno cinque mminuti; aggiungete poi i pelati a pezzi ed iniziate la cottura. Prima che il sugo si addensi salate, pepate ed aggiungete i molluschi sgusciati e i gamberetti; sfumate con il vino e continuate la cottura fino ad ottenere un sugo concentrato, se si asciuga troppo allungatelo con qualche cucchiaio di acqua tiepida. Tagliare a dadini i pomodori e aggiungeteli al sugo qualche minuto primadel termine della cottura del sugo. Scolate gli spaghetti al dente, passarli in padella con il sugo, mescolare bene facendoli saltare: trasferire la preparazione in carta stagnola monodose.

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Chiudere bene il cartoccio, mettere in forno caldissimo per 5 minuti circa. Servite il cartoccio sul piatto da portata che apriranno successivamente in tavola i vostri commensali.

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