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STRUDEL DI MELE E PERE (9)+
Un “Dolce… autunno”: la stagione che preferisco perché cucino dei piatti tra i miei preferiti e i profumi sono irresistibili! Immaginate il profumo di torta appena sfornata, magari l’aroma di cannella che sprigiona e che aleggia per tutta la casa mentre fuori si scatenano gli ultimi temporali che piano piano si trasformano in pioggerellina sottile sottile e dalla finestra non riesci più a vedere i monti perché coperti dalla nebbiolina tipica del mese di ottobre. Accendere il camino, vedersi un bel film durante il pomeriggio e fare merenda con un buon dolce… magari proprio con questo strudel!
INGREDIENTI
PER LA PASTA
1 uovo
250 grammi di farina antigrumi
100 grammi di burro
la buccia di 1/2 limone
latte intero q.b.
mezza stecca di vaniglia
PER IL RIPIENO
il succo di mezzo limone
1 mela
1 pera
85 grammi di zucchero alla vaniglia
1 cucchiaio di uvetta sultanina
1 cucchiaio di uvetta passa bianca
1 cucchiaio di cacao amaro
PREPARAZIONE
Scaldare il latte con i semini di vaniglia e la stecca stessa fino al primissimo bollore. In una ciotola, porre la farina con il burro ammorbidito, l’uovo, quanto basta di latte tiepido filtrato e la buccia del limone; impastare e formare di seguito una palla piuttosto soda che lascerete riposare una mezz’oretta. Nel frattempo mettere le due uve in una ciotola con acqua tiepida in modo che si ammorbidiscano. Lavare e pelare la frutta, affettarle in spicchi che poi dividerete in pezzetti piccoli. Porli in una ciotola con il succo di mezzo limone e lo zucchero aromatizzato alla vaniglia. Miscelare bene il tutto. Finire il ripieno con le uve ben strizzate. Mischiare il tutto unendo per ultimo il cacao. Tirare la pasta in una sfoglia sottile su un foglio di carta forno, distendere sopra il mix di frutta. Avvolgere la sfoglia sopra sè stessa per formarne un rotolo ripieno, ripiegando anche i lati esterni, appoggiare sopra in una teglia; spennellare tutto lo strudel con del burro sciolto pigiando bene i lati che fanno da chiusura; con la cautela del caso, rigirare lo strudel in modo che i lembi che fanno da chiusura rimangano sotto, spennellare anche questo lato e con un coltellino, creare delle piccole incisioni in modo che in cottura fuoriesca il vapore della frutta. Infornare per 50 minuti in forno già caldo, ventilato a 180°C.

STRUDEL DI MELE E PERE (23)+Dall’archivio di Dolcipensieri:
CIAMBELLA AL CIOCCOLATO BIANCO E BACCHE GOJI

SPAGHETTI IN CARROZZA

TORTA SALATA CON FUNGHI PORCINI

PASSATO DI VERDURA CON ORZO PERLATO, SAPORE DI PAPRICA CON CROSTINI SAPORITI

CROSTATA ALLA CREMA

GNOCCHI AL CACAO CON PIZZUTELLI E NOCCIOLE

SUSHI ALLA GIAPPONESE

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STRUDEL ZENZERO ARANCE MELE (26)+

Un “Dolcepensiero”: oggi una spruzzatina di neve ha creato un’atmosfera da fiaba nel mio giardino. Aprire le finestre e godersi tutto il paesaggio leggermente innevato ha dato alla giornata una bella sferzata di buon umore. Le strade erano percorribilissime quindi non ha creato alcun disagio. Anche l’arietta era friccicolina e appena aperte le persiane, mi sono soffermata sull’uscio per prendere tre o quattro respiri che mi hanno riempito i polmoni di freschezza. Ideale per la merenda di oggi e perché no anche come fine pasto, un tiepido strudel è il dolce perfetto per la giornata nevosa… quasi come essere in montagna! Per questo strudel aromatizzato di zenzero, ho voluto usare le mele verdi Granny Smith perché le trovo fresche e quindi in perfetta sintonia con il tocco frizzante dello zenzero appunto. Legata a questo frutto dal colore verde speranza, vi è una deliziosa storia legata alla Signora Smith, e da qui il nome della mela, la quale ne scoprì casualmente la qualità di questo frutto proprio nel suo frutteto. Estirpando erbacce nella piantagione, Maria trovò queste piante che altro non erano ciò che rimaneva di vecchi alberi di mele francesi. La incuriosì parecchio l’asprosità e la sua succosità dei suoi frutti: infatti la mela verde è scarsa di zuccheri. Dall’Australia approdò in Inghilterra e nei primi anni ’70 arrivò anche in America. Nella mia infanzia questa mela mi ricorda uno shampoo che spopolò per parecchi anni fra noi bimbe: avere i capelli che sapevano di mela verde era veramente di moda!

INGREDIENTI

PER LA PASTA

1 uovo

250 grammi di farina antigrumi

100 grammi di burro leggermente salato

la buccia di 1/2 limone

latte intero q.b.

PER IL RIPIENO

il succo di mezzo limone

2 mele verdi Granny Smith

85 grammi di zucchero allo zenzero

1 arancia

1 cucchiaio di gherigli di noci

1 cucchiaio di pinoli

1 cucchiaio di uvetta sultanina

1 cucchiaio di uvetta passa bianca

1 uovo

STRUDEL ZENZERO ARANCE MELE (14)+
PREPARAZIONE

In una ciotola, porre la farina con il burro ammorbidito, l’uovo, quanto basta di latte tiepido e la buccia del limone; impastare e formare di seguito una palla piuttosto soda che lascerete riposare una mezz’oretta. Nel frattempo mettere le due uve in una ciotola con acqua tiepida in modo che si ammorbidiscano. Lavare e pelare le due mele, affettarle in spicchi che poi dividerete in pezzetti piccoli. Porli in una ciotola con il succo di mezzo limone e lo zucchero aromatizzato allo zenzero. Miscelare bene il tutto. Pelare al vivo l’arancia, premere le bucce per ricavarne il succo sopra le mele a pezzi. Tagliare a spicchi l’arancia e poi a tocchetti grandi come le mele, unirli alla mela e miscelare bene il tutto. Finire il ripieno con le noci, i pinoli e le uve ben strizzate. Mischiare il tutto. Tirare la pasta in una sfoglia sottile su un foglio di carta forno, distendere sopra il mix di frutta lasciando da parte il succo. Avvolgere la sfoglia sopra sè stessa per formarne un rotolo ripieno, ripiegando anche i lati esterni, appoggiare sopra in una teglia. Nel succo di arancia e limone tenuto da parte, sbattere l’uovo e con un pennello, spennellare tutto lo strudel pigiando bene i lati che fanno da chiusura; con la cautela del caso, rigirare lo strudel in modo che i lembi che fanno da chiusura rimangano sotto, spennellare anche questo lato e con un coltellino, creare delle piccole incisioni in modo che in cottura fuoriesca il vapore della frutta in cottura. Terminare con una spolverata leggera di zucchero. Infornare per 50 minuti in forno già caldo, ventilato a 180°C.

STRUDEL ZENZERO ARANCE MELE (3)+

Dall’archivio di Dolcipensieri:

STRUDEL DI MELE E PERE CON “ZUCCHERO E CANNELLA”

FRUTTA AGLI AGRUMI CON ZUCCHERO ALLO ZENZERO

RISOTTO LUSTENBERGER E MELA VERDE

RISOTTO CON ARANCE VALENCIA E TALEGGIO DOP

ARROSTO DI COPPA ALLE ARANCE

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Un “Dolcepensiero” che scalda: l’inverno piano piano sta arrivando. Le temperature fino a ora sono state piacevoli, l’autunno l’abbiamo gustato in pieno con ancora giornate leggermente tiepide e soleggiate. Fra ieri e oggi invece l’inverno sta iniziando a fare capolino: pioggia battente, umidità e temperature leggermente più fredde ci accompagneranno per un bel po’ di tempo preparandoci magari ad un bianco natale, chissà!!! Che meraviglia. Ho iniziato a prendere le scatole con tutti gli addobbi e in questo primo week-end io, Matteo e Marco inizieremo a decorare la casa con già un’ammonizione di mio marito… basta acquisti di addobbi natalizi!!! effettivamente la casa abbonda in questo periodo, già abbonda tutto l’anno di gingilli vari ovunque appesi! Comunque di anno in anno amo sempre più il natale: con Matteo che cresce, crescono anche le emozioni che circondano questo periodo dell’anno; il girovagare fra i “magazzini di Babbo Natale” ossia i negozi di giocattoli con carta e penna alla mano per fare la lista di babbo natale non ha prezzo: vedere il mio scricciolo alle prese con le prime scritture seduto o addirittura sdraiato sul pavimento del centro commerciale per ricopiare i nomi dei giocattoli, regala il buonumore; preparare la lettera per babbo natale e spedirla chissà a chi, chissà dove; iniziare a fare il conto alla rovescia per la notte di natale rubando cioccolatini di giorno in giorno nel calendario dell’avvento, iniziare a parlare di cibo e dolci e pensare alla passeggiata che ci facciamo sempre io e Marco per la nostra adorabile Como alla mattina della Vigilia, accercchiati dai profumi dei fornai, dei caffè… insomma passano gli anni e adoro sempre più il Natale: sa’ di buono, sa’ di amore, sa’ di famiglia, sa’… insomma ha il profumo che solo i miei uomini sanno esalare!!! il mio Natale è e sarà perfetto anche solo con loro e per loro! E se penso alla mia voglia di cucinare il Natale, beh lo strudel è uno dei miei dolci “feticcio” per il mese di dicembre!!! Una versione arricchita quello di oggi, rispetto al tradizionale strudel di mele, perfetto per iniziare i festeggiamenti questo week-end!!! complice anche l’aver trovato in un supermarket svizzero, l’uva passa bianca che qui da me a Como è difficile trovare: rispetto alla classica sultanina, una volta fatta rinvenire e fatta cuocere la trovo più morbida e molto più consistente gonfiandosi bene.

INGREDIENTI

1 rotolo di pasta brisée

1 mela Golden

1 pera Williams

il succo di un limone

100 grammi di uvetta passa bianca

50 grammi di mirtilli rossi disidratati

50 grammi di nocciole

50 grammi di amaretti

1 cucchiaio di Whisky

qualche fettina di ananas disidratata

1 uovo per la spennellatura

qualche cucchiaio di zucchero e cannella

ZUCCHERO E CANNELLA (31)+

PREPARAZIONE

Mettere in acqua tiepida per l’ammollo sia l’uva passa bianca e i mirtilli disidratati. Lavare, pelare e privare del torsolo la mela e la pera; affettarla a tocchetti e metterli in una ciotola con il succo di un limone. Nel mortaio, triturare le nocciole in tocchetti che unirete alla frutta insieme agli amaretti ridotti in briciole aiutandovi con le mani. Unire la frutta in ammolo ben scolata, aggiungere whisky e le fette di ananas a pezzi piccoli, infine qualche cucchiaio di zucchero e cannella. Mischiare il tutto amalgamando bene. Porre il ripieno al centro della pasta briseé, ripiegare i due bordi formando un rettangolo che capovolgerete su se stesso: sbattere un uovo e spennellare tutta la superficie. Incidere la supeficie con qualche taglietto. Porre in forno già caldo a 180°C per circa una mezz’oretta o fino a duratura della superficie. Quando freddo, spolverare ancora con un po’ di zucchero e cannella.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

STRUDEL CON FRUTTA CANDITA

TORTA DI RICOTTA, MELE E UVETTA

GUSCIO DI CACAO DI PERE E NUTELLA

In collaborazione con Gustissimo, Ricette di Cucina

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Un “Dolcepensiero” con tanto di garanzia:… come lo è stato lo strudel di Pellegrino Artusi che vi ho raccontato qui. La pasta una volta cotta era un croccante biscotto e l’interno un ripieno morbido e gustoso, aromatizzato quel tocco giusto che ha creato una perfetta alchimia con le mele. Ma è l’impasto che più mi è piaciuto: semplice e veloce da fare, morbidissimo appena impastato da lasciar riposare un’oretta per poi plasmarlo a piacere per creare uno dei dolci più versatili della nostra cucina… è il ripieno – il vero protagonista – che può essere ricreato e rivisitato come più vi piace… come in questo caso dove ho usato tutta frutta candita per lo più esotica unito a mele e pere. Ottimo!

INGREDIENTI

PER LA PASTA

250 grammi di farina 00

50 grammidi burro

50 grammi di burro salat0

1 bicchiere di latte intero

1 uovo

PER IL RIPIENO

1 mela pink lady

1 pera kaiser

un cucchiaio di mirtilli rossi disidratati

una fetta di ananas, una di papaya e una di mango candito

5-6 albicocche disidratate “I gusti vegetali” Ferri

50 grammi di zucchero a velo

50 grammi di burro

la buccia di un limone non trattato e il suo succo

un cucchiaino di cannella in polvere

un cucchiaino di mix di spezie europee (ingredienti e preparazione le trovate qui)

zucchero a velo per la finitura q.b.

PREPARAZIONE

Nel robot, impastare la farina con i burri fusi a bagnomaria, un uovo e il latte intiepidito quanto basta per farne una pasta piuttosto soda che lascerete riposare un’oretta avvolta in pellicola trasparente in frigorifero. Preparare il ripieno: sbucciare la mela e la pera, privarli del torsolo e affettarli sottilmente; unire la buccia del limone grattugiata e spruzzate con il succo del limone. Unire un cucchiaio di mirtilli rossi, un cucchiaio di zenzero candito a cubettini, una fettina di ananas candito sempre a pezzetti come pure una fettina di mango e una di papaya. Affettare a pezzettini le albicocche. Mescolare bene il tutto unendo la cannella in polvere e il mix di spezie. Lasciare riposare in frigo con la pasta. TiraRe la pasta, dopo averla lavorata un attimo, in una sfoglia sottile e, lasciando gli orli scoperti, distendetevi sopra il ripieno; spolverizzatelo con lo zucchero a velo, e infine, con il burro liquefatto, lasciandone un po’ indietro. Avvolgete la sfoglia sopra sè stessa per formarne un rotolo ripieno che adatterete su una teglia rivestita con carta forno assecondando per necessità la forma dello strudel; con il burro avanzato ungere tutta la parte esterna del dolce, fare qualche taglietto in superficie per far respirare il ripieno e infornarlo in forno ventilato a 180°C per 35 minuti. Appena raffreddato, cospargere di zucchero a velo.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

LO STRUDEL DI DICEMBRE

STRUDEL AI FORMAGGI E SEMI DI SESAMO 

STRUDEL SALATO

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Ciao cari amici e care amiche

DOMANI MARTEDI 17 GENNAIO

sarà l’ULTIMO GIORNO DI CONTEST

utile per postare le vostre ricette!

Avrete tempo fino allo scoccare della mezzanotte…

Quindi vi lascio un post con libro, recensione e ricetta con ingredienti e preparazione.

Ho appena finito di leggere “LE RICETTE DI NEFERTITI” di BRUNO GAMBAROTTA: un romanzo simpatico con una vena ironica perfetta fra le righe e personaggi di una Torino comica. Tra le mani di un docente di egittologia arriva il mitico quaderno di cucina della regina Nefertiti con dodici ricette di cui si favoleggia da moltissimi anni e creduto perso per sempre. Diviene così in quel di Torino, famosa anche per il museo egiziano, l’evento dell’anno perchè il documento che riporta le ricette afrodisiache della bella regina, vengono ritrovate nei depositi del museo stesso donati perchè convinti siano papiri di valore minore. Dodici ricette di mille e mille più anni scritte su fogli di papiro, le uniche ricette dell’antico Egitto finora conosciute e ritrovate e soprattutto ricette di quella che fu la regina più famosa dell’antico Egitto, donna descritta sempre affascinante e molto bella, che si pensa preparava per attizzare il desidero dello sposo Akhenaton. E’ così che questi tesori vengono dati in mano all’egittologo del museo Paolo Maria Barbarasa per studiarli anche grazie alla fondazione che paga gli studi e le ricerche del museo; il presidente di tale fondazione decide così di renderli pubblici per dare una nuova spinta sia al museo che alla sua fondazione. Ma i papiri spariscono… per riapparire nelle tasche di belle e brutte signore della borghesia torinese, tutte femmine collegate all’egittologo, ricette accompagnate da lettere con confessioni d’amore e sessuali scritte dal pugno, così semprerebbe, di Paolo Maria. Ora per Paolo arriva l’arduo compito di reperire tali reperti richiedendoli alle donne in cambio di altre promesse e non solo d’amore. Durante la ricerca difficile di reperirli, Paolo Maria scopre che la sua stessa moglie Angelica è stata la promotrice di questa caccia al tesoro con desideri erotici abbinati. Inizia così il coinvolgimento di tante figure femminili intorno ad un unico uomo, ogni donna descritta con maestria golliardica degna di quella vena di attore che Bruno a coltivato in tantissimi anni di onorata carriera ora messa nero su bianco. La guerra dei papiri inizia così fra promesse e ricatti in cui tutti cercano di avere fama e una piccola vetrina durante la cerimonia di presentazione dei papiri al pubblico torinese. La lettura di questo romanzo è piacevole e molto scorrevole, lo stile semplice ma accattivante con l’uso di vocaboli che rendono in pieno il pensiero che si sta leggendo riuscendo a prendere in giro la borghesia moderna delle città. Nel romanzo le figure femminili tante e diversissime fra di loro, sono uno spasso a leggerle: troviamo l’artista fin troppo anticoformista presa poi per matta, la classica moglie senza figli e quindi amantissima di animali soprattuttocani all’impiegata in politica, la giovane assistente di un dentista che scappa all’estero con il fidanzato alla moglie fedele con amanti al seguito. Il filo conduttore, l’erotismo, è comunque preso solo in versione ironica: i sogni erotici di Paolo Maria sono particolari e strambi con donne qualsiasi conosciute anche semplicemente al bar. Fantastica la parodia sulla sofferenza di Paolo Maria: infatti la moglie Angelica racconta alle sue rivali in amore, che il marito soffre di una forma di sex addiction, un comportamento sessuale compulsivo che, nel suo caso, si manifesta per lo più in fantasie. Nei manuali di patologia sessuale è conosciuto come “Sindrome di Arcore” dal nome della località della Brianza dove è stato diagnosticato per la prima volta…!!! Un libro troppo spassoso, un buon libro da cui trarre la classica commedia degli equivoci, per me sarebbe una spiritosa e alquanto diversa fiction: ci sono tutti gli argomenti, il mistero, la comicità, la cucina, vizi attuali e una bella dose di malizia. Delle dodici ricette non vi è nessun ingrediente e preparazione acclusa: solo una giusta descrizione di cosa potevano mangiare all’epoca gli antichi egizi e di cio’ che avevano a disposizione come materie prime.

Ma cosa centra il romanzo di Bruno con l’Artusi? sul primo vi ho recensito in modo personalissimo il suo mio primo libro, sul secondo non spendo parole perchè è strafamoso ma posso dirvi che il collegamento è tutto dovuto alla rigida e noiosissima moglie di Paolo Maria, Angelica che durante una prova dei piatti di Nefertiti in casa del titolare della fondazione, vorrebbe portare lo strudel dell’Artusi cucinato da lei e suo vanto culinario… e quindi veniamo alla ricetta. Io non posseggo nessuna ristampa dell’Artusi bensì l’ho fotocopiato quasi tutto un giorno di qualche anno fa quando un gentilissimo signore anziano mi prestò la sua versione tra l’altro molto vecchia… Lo strudel è la ricetta nr. 559 e apre il capitolo della pasticceria.

LO STRUDEL DI PELLEGRINO ARTUSI ricetta nr.559

Dice l’Artusi: “non vi sgomentate se questo dolce vi pare un intruglio nella sua composizione e se dopo cotto vi sembrerà qualche cosa di brutto come un enorme sanguisuga, o un informe serpentaccio, perchè poi al gusto vi piacerà.

Mele reinettes, o mele tenere, di buona qualità, gr. 500 (io ho usato le mele pink lady)

Farina, grammi 250 (io ho usato quella antigrumi)

Burro, 100 grammi (io ho usato quello salato)

Uva di Corinto, grammi 85 (ossia la sultanina)

Zucchero in polvere, grammi 85

Raschiatura di un limone

Cannella in polvere due o tre prese

Spegnete la farina con il latte caldo, burro, quanto una noce (io ho scaldato il latte nel micronde e poi vi ho sciolto il burro), un uovo e un pizzico di sale (che io ho evitato aveno usato il burro salato) per farne una pasta piuttosto soda che lascerete riposare un poco prima di servirvene. Tirate con questa pasta una sfoglia sottile come quella dei taglierini e, lasciando gli orli scoperti, distendetevi sopra le mele che avrete prima sbucciate, nettate dai torsoli e tagliate a fette sottili. Sul suolo delle mele spargete l’uva (che io ho ammollato in acqua calda), la raschiatura del limone, la cannella, lo zucchero, e infine i 100 grammi di burro liquefatto, lasciandone un po’ indietro per l’uso che sentirete. Ciò fatto avvolgete la sfoglia sopra sè stessa per formarne un rotolo ripieno che adatterete in una teglia di rame (io ho usato una placca rivestita con carta forno), già unta col burro, assecondando per necessità la forma rotonda della medesima; col burro avanzato ungete tutta la parte esterna del dolce e mandatelo al forno (ventilato 180°C per 35 minuti). Avvertite che l’uva di Corinto, o sultanina, è diversa dall’uva passolina. Questa è piccola e nera; l’altraè il doppio più grossa, il colore castagno chiaro e senza vinacciuoli anch’essa. Il limone raschiatelo con un vetro (io ho usato una grattuggia apposita). Io poi l’ho spolverato con zucchero a velo.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

STRUDEL DELIZIOSO

ROTOLO SALATO NAPOLI 

LO STRUDEL DI DICEMBRE

Con questa ricetta partecipo al contest “Book & Cook”

del blog “Grembiule e presine”

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Un “Dolcepensiero” delizioso… come questo strudel, dal ripieno color rosso che fa molto natale, morbido e ghiotto. Non so’ perchè ma quando siamo in clima natalizio, adoro cucinare e gustarmi una fetta di strudel… sarà che mi ricorda tantissimo i giorni passati in montagna, sarà che fa subito pensare alle montagne alpine, se poi durante le feste, si respira un’aria tipo Heidi, un’atmosfera magica e sognante. Lo strudel da più nota a questo clima romantico, magari seduti vicino al fuoco con un bel bicchiere di vin brule… La varietà di ripieni che si possono usare per lo strudel vanta una vasta gamma sia di dolci sia di salati, divenendo così uno dei miei cibi di conforto e tra i miei preferiti. Io per comodità utilizzo pasta sfoglia già pronta… ma vi prometto arriverà anche quel giorno in cui mi cimenterò a farla da me con post al seguito, comunque leggendo qua e la mi ha incuriosito la leggenda che narra come sia nata la sfoglia che, come per la tarte tatin, nacque così per errore. L’errore di un garzone di fornaio  il quale voleva rubare un panetto di burro al suo padrone ma fu costretto – per non essere visto – a nasconderlo in un mucchio di farina bianca che poi impastato dal fornaio, creò la famosissima e diffusissima pasta sfoglia. Quindi non mi rimane che ringraziare questo ladruncolo… e passare alla ricettina che è veramente deliziosa!!! e buon natale!

Con questo dolce partecipo alla raccolta di Ornella de IL GIARDINO DEI SAPORI E DEI COLORI

Colgo l’invito, sempre dolcemente richiesto da Ornella, nel raccontarvi che la sera della Vigilia di Natale intorno alle vie del centro paese, si svolge il presepe vivente con tantissimi personaggi e botteghe ricreate con vera maestria dai volontari dell’Oratorio. Inoltre quest’anno verrà proiettato il saggio dei canti natalizi dei bimbi dell’asilo che allieteranno il susseguirsi dei visitatori (fra di loro c’è anche il mio Matteo). E’ un evento che si propone tutti gli anni per poi recarsi tutti insieme alla Santa Messa di Natale per terminare poi con gli auguri fra i cittadini di Lipomo con del buon e caldo vin brulè e del panettone. Credetemi l’amosfera ricrea delle bellissime e romanticissime sensazioni…

INGREDIENTI

1 rotolo di pasta sfoglia rettangolare

80 grammi di pangrattato

4 noci di burro leggermente salato + 1 noce per la spennellatura

175 grammi di lamponi (surgelati vista la stagione)

125 grammi di mirtilli (surgelati vista la stagione)

130 grammi di zucchero

zucchero a velo vanigliato

PREPARAZIONE

Preparare il ripieno: porre i frutti di bosco a scongelare in uno scolapasta in modo che scolino bene; riscaldare il burro e una volta sciolto, far abbrustolire leggermente il pan grattato. Sciogliere la noce di burro e spennellare la pasta sfoglia, distribuirvi sopra il pangrattato. Mescolare i frutti di bosco con lo zucchero nella stessa pentola tiepida dove avete cucinato il pangrattato (ma non sul fuoco). Distribuirli uniformamente sull’impasto lasciando ai margini un bordo di circa un paio di centimetri. Ripiegare i bordi stretti verso l’interno, ripiegare i lati lunghi sopra il ripieno, spennellare con il burro sciolto rimasto, rigirare lo strudel in modo che la giuntura rimanga a contatto alla placca rivestita con un foglio di carta da forno. Spennellare bene il tutto, creare un paio di taglietti in superficie per far respirare il ripieno. Cuocere in forno preriscaldato a 190/200°C per circa 40 minuti o fino a sua completa doratura. Servire leggermente tiepido con un spolverata generosa di zucchero a velo.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

LO STRUDEL DI DICEMBRE 

CAKE AI MIRTILLI

CROSTATA DI FRUTTA E NOCI PROFUMATA AL POMPELMO

MI TROVI ANCHE NELLA RUBRICA “RICETTANDO” NELLA SEZIONE “IBLOG” SU

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Un “dolcepensiero” dal colore rustico: sono andata a fare la spesa e vado subito in visibilio quando arrivo davanti al banco della frutta e verdura, soprattutto in questo periodo dove a differenza del grigiore delle giornate uggiose, dal fruttivendolo ti imbatti invece in colori straordinari che passano dai marroni rustici ai più vivi colori dei frutti tropicali che a Natale non possono mancare… ed ecco che per questa volta, mi sono comprata delle bellissime PERE MARTIN SEC e delle MELE RENETTE che mi hanno colpito per i loro colori ambrati. Le prime sono pere piccole e regolari: hanno una buccia ruvida di color ruggine con la polpa biancastra e granulosa, poco succosa ma molto aromatica e profumata: veramente deliziose. Invece le mele Renette Grigie prendono il nome dalla caratteristica della loro buccia rugginosa e dalla omonima località di Barge un paese in provincia di Cuneo dove viene coltivata e da dove ha avuto origine. E’ un frutto tipicamente invernale perchè la loro raccolta avviene a fine ottobre. E’ una mela carinissima da vedere non solo per il colore della sua buccia ma soprattutto per la loro forma schicciata che gli conferisce una rotondità panciuta. E’ un frutto ideale per la cottura in forno, perfetta per uno strudel come in questo caso meraviglioso connubio con le pere Martin.

INGREDIENTI

1 rotolo di pasta sfoglia

2 mele renette

2 pere martin

un pugno di uvetta

un pugno di gherigli di noci

1 cucchiaio di pinoli

1 cucchiaio di mandorle

130 grammi di confettura alle fragole e balsamico

succo di limone non trattato

panna fresca

cannella.

PREPARAZIONE

Preparate il ripieno mescolando le mele e le pere sbucciate e tagliate a tocchetti insieme al succo del limone. Unire l’uvetta precedentemente ammorbidita in acqua calda, i pinoli e le noci sbricciolate grossolanamente con le mani mentre le mandorle tagliatele con un coltello in modo d’avere delle fettine sottili. Lasciate macerare il tutto per una mezzoretta. Srotolare il foglio di pasta sopra una teglia ricoperta con un foglio di carta da forno, riprendete il ripieno, dategli una bella mescolata aggiungendo la confettura di fragole e balsamico. Quando il tutto è ben amalgamato, disponete il ripieno nel centro della pasta, ripiegate i lati a mo’ di pacchetto, giratelo sotto sopra; effettuate dei taglietti in diagonale sul dorso dello strudel per far respirare l’impasto interno in cottura. Lasciate nel forno ventilato lo strudel senza aprire per un ora a temperatura moderata di circa 180°C. Nel frattempo versare la panna fresca nello sifone, aggiungere la polvere di cannella, aggiungere le cartucce, scuoterlo e metterlo in frigo per almeno un’ora. Servire lo strudel con la panna.

H O M E

B L O G

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strudel-salato

INGREDIENTI PER DUE STRUDEL

2 foglio di pasta sfoglia

passata di pomodoro

1 etto di prosciutto cotto

150 grammi di fontina dolce

2 sottilette

grana grattugiato

sale

origano.

PREPARAZIONE

strudel-salato1

Stendere su una teglia per pizza un foglio di carta da forno, srotolare due fogli di pasta sfoglia, bucarle con una forchetta. Salare leggermente, spalmare con la salsa di pomodoro, fare il primo strato coprendo interamente la sfoglia con il prosciutto, continuare con i dadini del formaggio, la sottiletta tagliata a pezzi ed infine ultimare con l’ultimo strato di fette di prosciutto cotto. Cospargere il tutto con il grana grattugiato e origano fresco, ultimare con qualche cucchiaiata di passata di pomodoro. Procedere cosi anche per l’altro foglio di pasta sfoglia.

strudel-salato2

Chiudere gli strudel facendo aderire per bene tutti i lati, infornare in forno già caldo per circa una mezzoretta fino a quando saranno dorati all’esterno e ben caldi all’interno.

strudel-salato3

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Ingredienti

Per la pasta:

500 grammi di farina

200 grammi di zucchero

200 grammi di burro

3 uova

1 albume (che serve per la spennellatura)

un “presino di sale”

1 bustina di lievito vanigliato

Per il ripieno:

3 mele Pink

3 pere

100 grammi di uvetta

50 grammi di noci

50 grammi di pinoli

50 grammi di amaretti

130 grammi di marmellata alle arance

cacao amaro (per spolverare)

succo di limone non trattato.

Preparazione

Preparate il ripieno mescolando le mele Pink e le pere sbucciate e tagliate a tocchetti con gli amaretti sbricciolati insieme al succo del limone. Unire l’uvetta precedentemente ammorbidita in acqua calda, i pinoli e le noci sbricciolate. Lasciate macerare il tutto mentre preparate la pasta: mescolate la farina con lo zucchero, aggiungete il burro sciolto a bagnomaria, il “presino” di sale, il lievito. Impastate con cura il tutto e quando si formerà una palla, stendetela a uno strato non troppo sottile di circa 1 cm e di forma rettangolare. Imburrate ed infarinate una teglia, adagiate la pasta; riprendete il ripieno, dategli una bella mescolata: aggiungete la marmellata di arance e continuate a mescolare. Quando il tutto è ben amalgamato, disponete il ripieno nel centro di una metà della pasta, piegate in due e ripiegate i bordi schiacciandoli con la forchetta; effettuate dei taglietti in diagonale sul dorso dello strudel per far respirare l’impasto interno in cottura, spennellate con l’albume sbattuto. Lasciate nel forno lo strudel senza aprire per un ora a temperatura moderata di circa 180 gradi ventilato. Dopo la cottura a dolce freddo spolverizzate con il cacao amaro… e buon appettito.

Un “dolcepensiero” per ben servire: Lo strudel lo accompagno sempre con del gelato alla vaniglia e dello spumante rigorosamente italiano servito fresco.

STRUDEL SECONDO "DOLCIPENSIERI"
STRUDEL SECONDO “DOLCIPENSIERI”
Gelato alla vaniglia
Ingredienti
200 grammi di latte
100 grammi di panna fresca
2 tuorli d’uovo
1 cucchiaio di miele
1/2 stecca di vaniglia
Preparazione:
Lavorare i tuorli con il miele. Aprite la stecca di vaniglia nel senso longitudinale, mettetela nel latte, aggiungete la panna e scaldate ul tutto. Prima di giungere al bollore, togliete dal fuoco, eliminate la vaniglia (si può riutilizzarla quindi non buttatela) e versate tutto sulle uova mescolando continuamente.Fate riprendere il bollore ancora alcuni minuti, fate poi raffreddare. Versate nella gelatiera secondo istruzioni.

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Mamma for dummies

Questo è uno spazio per femmine nervose, donne impavide, ragazze “che furono” che hanno deciso di sconvolgere la propria esistenza con la scelta migliore che potessero fare: diventare mamme!

Pensieri sparsi in ordine caotico

Raccolta di appunti scritti nel corso degli ultimi dieci anni, forse più. Una volta erano raccolti in quaderni, poi una parte mi è stata rubata ed ora, grazie al cloud (non è uno locuzione romanesca), è tutto rigorosamente online. Dal mondo dell'informatica (non più aggiornato da anni ma tenuto in vita per una questione "sentimentale") a pensieri e riflessioni sulla vita, sul mondo, sulla società, sulle emozioni e su di me, senza prendermi troppo sul serio.

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