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Posts Tagged ‘TRASTEVERE’

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Usciti dalla visita a San Pietro e dopo una preghiera ai due nuovi Santi, abbiamo preso un taxi che ci ha portato direttamente al Ghetto Ebraico in Trastevere (circa 10 euro da San Pietro). Non sono mai stata in questa zone e ci ha conquistato subito: appena scesi dal taxi, nell’aria aleggiava un profumo di pane e biscotti. Il Ghetto Ebraico è molto famoso appunto per la quantità di panetterie e biscottifici ma anche di ristoranti definiti “Kosher”.

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Sono definiti “Kosher” i ristoranti ebraici; il termine kosherl’insieme di regole religiose ebraiche. La parola ebraica significa “conforme alla legge- consentito”. Vi è proprio un elenco di cibi che sono permessi: per esempio non si possono mescolare carne e latticini; le carni permesse sono quelle di animali con zoccolo ovvero mucche, vitello, la pecora, la capra. I pesci solo quelli con pinne e squame. Della cucina ebraica non conosco un gran che, non ho ancora assaggiato nulla ma voglio proprio informarmi e acquistare libri in merito perché mi hanno affascinato molto i ristoranti del ghetto. Non abbiamo pranzato durante la nostra visita, ma i profumi che aleggiavano durante la nostra passeggiata, mi hanno conquistato soprattutto i dolci che ho potuto vedere nelle vetrine. Perché è proprio passeggiando fra gli scorci suggestivi del ghetto, che ogni angolo è adibito ad un forno con accanto la maestosità della Sinagoga e dei resti antichi.

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Un forno storico che esiste dal ‘900 è il forno “Boccione”: è un negozio vecchio stile, pochi arredi, con gli scafali con i dolci esposti, poco spazio per la clientela che però si ferma in coda anche fuori dal piccolo negozietto. Da provare la crostata con la ricotta e le visciole che ci ha consigliato anche il taxista; buona e profumata anche la treccia con uvetta, pistacchi e cannella…

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Forno Boccione

via del Portico d’Ottavia 1 – 00186 Roma
chiuso il sabato

E poi ci si immerge in “Trastevere“… io ma soprattutto mio marito si è innamorato di questo quartiere di Roma. Appena superato un ponte, mi sono ritrovata nel più celebre e conosciuto locale di Roma ovvero il “Sora Lella”, quel ristorante che ogni tanto veniva nominato in tv quando si parlava di due grandi del cinema ovvero Aldo Fabrizi che se come me amate i film in b/n, era uno degli attori più popolari insieme a Toto’. E chi non si ricorda Elena Fabrizi? con Verdone ci ha regalato delle scene simpaticissime.

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Addentrandoci nelle viuzze del tredicesimo rione di Roma, ci lasciamo l’Isola Tiberina alle spalle, inizia un susseguirsi di ristoranti tipici romani con osterie e vinerie per tutti i gusti e per tutti i portafogli. Ogni angolo del rione ha qualcosa da raccontare…

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E poi finalmente sono arrivata in via della luce al civico 21 dove c’è un forno che fa pasticceria e soprattutto biscotti, ovvero il biscottificio “Innocenti”. Come per molti luoghi e locali di Trastevere, anche qui sembra che il tempo si sia un po’ fermato, che tutto sia fermo ai primi momenti dell’apertura.

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La proprietaria è molto carina, educata e gentile: ho avuto il piacere di scambiare qualche chiacchiera con lei e farmi raccontare la passione di fare i biscotti con farine bio e di buona qualità di vario genere. Come potete dedurre dagli adesivi a zampa, qui gli animali sono amati e rispettati. All’interno padroneggia un vecchio forno ancora oggi in uso.

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La semplicità di chi lo gestisce è tanta quanto la bontà dei biscotti che sono il tesoro preziosissimo di un arte che a volte viene un po’ superata da prodotti di più larga scala ma credetemi se amate i prodotti – e dico i  veri prodotti della cucina italiana – fatti ancora con l’amore e la passione, e capitate a Trastevere, il biscottificio dovrà essere una tappa fissa. Io ho portato a casa un poco di queste bontà…

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Biscottificio Innocenti

via della luce 21 – 00153 Trastevere Roma

grazie al blog “Tavole Romane” che mi ha fatto conoscere questo pezzo storico di Trastevere

Ultima tappa prima di tornare in albergo, è stata la visita a Santa Maria in Trastevere che è posta nella piazza omonima.

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La chiesa all’interno è bellissima: sulla facciata vi è un mosaico raffigurante Maria in trono che allatta il Bambino. Un altro mosaico è presente sulla sommità del campanile romanico, sempre raffigurante la Madonna col Bambino, in una nicchia. All’interno, ci sono tre navate.

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