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Posts Tagged ‘vino rosso’

IMG_8021+ Volete godere di un’oasi di pace in piena Toscana? Se me lo dicevano pochi giorni fa, non ci credevo. Il sito del B&B con le sue belle foto già promettevano bene ma vivere con mano questa bellissima villa è stato veramente una meraviglia. Siamo a Vinci il paese che diede i natali a Leonardo, genio indiscusso del rinascimento. La villa medicea è VILLA DIANELLA FUCINI. La villa è circondata da vigneti e da uliveti della Fattoria di Dianella: infatti in loco si producono vino ed olio. E’ la sua fantastica posizione che oltre a regalare visioni paesaggistiche tipiche toscane, che rende molto comodo al turista potersi muovere e visitare le principali città e paesi quali Firenze a solo una ventina di chilometri, Empoli a pochi minuti, Vinci paesino memore di quel Leonardo che tutti ancora ci invidiano e oltre ai suoi innumerevoli paesini in cui vi è sempre qualcosa da visitare e vivere. IMG_7495+ La villa Medicea di Dianella risale alla fine del XVI secolo ed era utilizzata dai Medici come casino di caccia. La zona in cui fu costruita la villa prende il nome di Borgo Dianella: all’inizio era costituito da pochissime case e la villa, di proprietà dei Medici di Firenze, fu utilizzata come casino di caccia. Il nome Dianella infatti deriva da Diana la dea della caccia. Nel 1700 passò di proprietà alla famiglia Fucini. Il poeta Renato Fucini compose molte delle suo opere in questa villa in dialetto toscano. All’interno nel parco vi è anche una piccolissima chiesa ancora consacrata. IMG_3143+ Dianella è situata in posizione panoramica sulle dolci colline di Vinci, città Natale di Leonardo: da ogni punto del parco si possono osservare le immense distese di vigneti e oliveti. Siamo nel mezzo della campagna del Montalbano, zona ottima nella produzione del vino Chianti DOCG e di vini morbidi e dotati di profumi intensi. La fattoria di Dianella ha una estensione di 90 ettari di cui 25 di vigneto. Nella profondità della villa, i nuovi proprietari Francesco e Veronica Passerin d’Entreves, hanno realizzato un museo dedicato alla produzione del vino e dell’olio. IMG_7526+ Se la villa all’esterno è curata nei minimi particolari senza appesantire la bellezza del posto e rendendo gradevole ogni suo angolo, la parte che più ci ha meravigliato sono state le cantine poste sotto terra e rese molto accoglienti ai visitatori, divenendo come detto sopra, una sorta di museo dedicato a vino e olio. IMG_7510+ I vigneti percorro circa 25 ettari e hanno una densità media di 5500 piante per ettaro. La varietà maggiormente rappresentata è il Sangiovese a cui si uniscono il Colorino, la Malvasia del Chianti, il Cabernet Sauvignon, il Vermentino e il Trebbiano. Il patrimonio olivicolo si estende su una superficie di circa 15 ettari con varietà Frantoio, Leccino, Pendolino e Moraiolo, da cui nasce l’olio extravergine di oliva di Dianella, straordinario per la sua intensità e personalità. Oltre al Chianti la Fattoria Dianella propone il Chianti Riserva, “Le veglie di Neri”, “Il Matto delle Giuncaie”, “Sereno e Nuvole” e “Dolci Ricordi” i cui nomi si ispirano ai titoli delle novelle di Renato Fucini illustre ospite della casa nel secolo scorso. L’ultimo nato è “All’Aria Aperta” un rosè di sangiovese al cento per cento presentato al pubblico il 20 Marzo 2012. IMG_8058+ Ma veniamo al museo dedicato alla produzione vinicola posto all’interno delle antiche cantine storiche della Fattoria di Dianella, un delizioso percorso che racconta la vita agricola, la vendemmia, la raccolta delle olive e i processi di vinificazione e di invecchiamento. IMG_8056+ La visita guidata delle cantine si snoda attraverso le diverse zone di lavorazione e conservazione dei prodotti… IMG_8077+ …dalla cantina con le botti in rovere, alla cantina sotterranea, dalla vinsantaia all’orciaia fino ad arrivare all’area di invecchiamento. IMG_8093+ Poi si arriva all’attuale cantina di vinificazione. Lungo il percorso molti macchinari non più in uso testimoniano i vecchi sistemi di imbottigliamento, filtraggio, etichettatura e tappatura. IMG_8090+ Terminata la visita egregiamente descritta da Federico, siamo stati ospiti presso la loro vineria per un assaggio dei vini…

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IMG_8175+ Qualche informazione sui vini che abbiamo acquistato e assaggiato…

“All’Aria Aperta” – dal colore rosè dal colore rosa tenue. Il suo profumo è aromatico, con note fruttate. Si abbina a numerose preparazioni, ideale come aperitivo ma perfetto anche con i primi a base di pesce.

“Matto delle Giuncaie” – IGT dal colore rosso porpora, uve del sangiovese. Dal buon profumo con note di tabacco e liquirizia, sentori di frutta rossa e nera, leggero sentore di vaniglia. Ottimo se accompagnato a piatti di cacciagione e carni alla griglia.

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“Dianella Chianti” – DOCG dal colore rosso rubino con riflessi porpora. Ha un profumo fresco, sa di violette e frutta rossa. Il Chianti Fattoria Dianella è un vino ideale per ogni occasione. Eccellente con le carni rosse e la selvaggina.

“Veglie di Neri” – IGT dal colore rosso rubino con riflessi violacei. Il suo profumo ha note floreali. E’ un vino da bere giovane ma non disdegna un po’ di riposo in bottiglia. Offre il meglio di sé se abbinato a carni di manzo stufate o saltate in padella, arrosti e carne di maiale. Bene anche su formaggi saporiti.

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“Olio Extra Vergine di Oliva Fattoria Dianella” ha un colore che sfuma dal verde al giallo oro. Il suo profumo è particolare: ovvio aromi di oliva fresca ma accompagnati da sentori di carciofo e foglia verde. Ha un sapore fruttato con nota piccante e leggero retrogusto amaro. Ideale usato a crudo. Tutti i vini e l’olio di loro produzione possono essere assaggiati e gustati in loco, si possono anche acquistare e se volete sono disponibili lezioni di cucina…

IMG_3105+ Il B&B dispone per ora di tre grandi camere da letto matrimoniali con un grande bagno: la nostra era la Lavanda Room dove c’è stato molto comodamente il secondo lettino per il mio Matteo. L’anticamera con un grande armadio e una toilette per il trucco era antecedente lo spazioso bagno con doccia e vasca da bagno. L’arredo chic in stile country molto fine e ricercato con nuance tutte color lavanda, anche per le altre suite i colori sono tutti pastello nelle sfumature rosa e salvia. Federico ci ha rivelato che a settembre la villa vedrà lavori di ampliamento con qualche camera in più, la piscina e una piccola spa… sicuramente la scusa perfetta per noi per ritornarci e anche molto volentieri! Pulizia perfetta, riordino ottimo, camera sempre profumata e accogliente. IMG_8044+

IMG_8068+ La colazione tipicamente italiana, semplice e sempre fresca… servita in veranda, un bellissimo risveglio nel fresco della mattina toscana. Un consiglio… renderla più “europea”… i turisti stranieri sono tantissimi! IMG_3119+

La villa ha un bellissimo parco, ogni angolo ha un qualcosa di particolare, nell’aria il continuo frinire di cicale e grilli, il profumo di pini e fiori rendono il soggiorno perfetto per rigenerarsi e ricaricarsi dallo stress e dai problemi quotidiani…

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Oltre a piante di ulivo e vigneti, nel parco della villa ci sono parecchie piante di limoni e nelle varie ville e agriturismi che abbiamo potuto visitare come in Villa Dianella, esistono verande al coperto che vengono chiamate Limonaie, luoghi in cui nei mesi invernali, vengono appunti messi al riparo i grossi vasi di limoni…

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Villa Dianella Fucini

Fattoria Dianella via Dianella, 48 – 50059 Vinci (Firenze) – Italia

Tel +39 0571 508166 – Fax +39 0571 904615

Email: info@villadianella.it – http://www.villadianella.it

…A seguire il post su Vinci e Leonardo.

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Un “Dolcepensiero”: adorabili torte salate perfette per ogni occasione… quella di oggi vede come protagonista il radicchio rosso. Semplice ma dal sapore deciso, ottima gustata tiepida abbinandola ad un bel piatto di assaggi di formaggio, magari i vostri preferiti accompagnando il tutto con un buon vino rosso.

INGREDIENTI

1 rotolo pasta brisée

1 mela pink lady

2 cespi radicchio rosso tardivo

1 scalogno

3 uova

1/2 bicchiere di vino rosso

125 grammi di caprino semistagionato

60 grammi di casera

60 grammi di grana grattugiato

olio extravergine d’oliva q.b.

sale e pepe nero q.b.

PREPARAZIONE

Foderare uno stampo antiaderente di circa 24 cm con la pasta, punzecchiare il fondo con la forchetta. Sbucciare lo scalogno e affettarlo sottilmente. Pulire il radicchio sfogliandolo e lavandolo sotto acqua corrente. Rosolare in padella, per pochi minuti a fuoco medio con un filo di olio evo, lo scalogno; appena appassito, unire anche il radicchio tagliato a pezzi. Saltare bene il tutto in padella, regolare di sale e pepe, intanto pelare e affettare la mela a spicchi. Sfumare con il vino rosso*. Unire le fette di mela e terminare la cottura per ancora un cinque minuti; trasferite il composto nel guscio di pasta. Sbattere le uova con un pizzico di sale, unire il grana e mettere il tutto sulla torta.  Terminare con il caprino spezzettato**, ripiegare i bordi della pasta, spennellarli con l’uovo e terminare con il formaggio casera grattugiato. Cuocere per 30 minuti circa a forno già caldo a 180°C. Sfornare e gustare la quiche tiepida.

*se non amate i sapori decisi, evitare di sfumare con vino rosso ma utilizzate qualche cucchiaio di acqua tiepida per brasare il radicchio.

**sempre per chi non ama i sapori decisi, utilizzate caprini freschi o ricotta.

Con questa ricetta partecipo al contest di

“Sapori di Elisa” dal titolo “VegetariAMO”

Dall’archivio di Dolcipensieri:

QUICHE SALATA SPEZIATA AI BROCCOLI CON NOCI 

RISOTTO AL RADICCHIO CON GAMBERI AL GIN E ARANCIA

LO STRUDEL DI PELLEGRINO ARTUSI

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Un “Dolcepensiero”: il ragu’ di cinghiale nella mia cucina non manca, almeno una  volta all’anno lo cucino per accompagnare un bel piatto di tagliatelle o fettuccine; questo è il periodo della caccia al cinghiale e i nostri monti brianzoli, sono stati ben ripopolati se poi ho un suocero cacciatore, il gioco è fatto. E’ un piatto tipico soprattutto della Toscana ma comunque presente un po’ in tutta la penisola dove vi sono monti: anche in Sardegna per esempio viene cucinato spesse volte. La mia versione è molto leggera, condisco della pasta lunga meglio ancora se fresca ed infine una bella spolverata di nocciole a tocchetti fini ma non troppo.

INGREDIENTI PER SEI/OTTO PERSONE

650 grammi di polpa magra di cinghiale

PER LA MARINATURA

300 ml di vino rosso corposo

2 spicchi di aglio bianco

1 carota

1 cipolla bianca

1 gambo di sedano

chiodi di garofano q.b.

PER IL SUGO

1 carota

1 gambo di sedano

1 cipolla bianca

1 dado vegetale

1 bicchiere di latte

olio extravergine di oliva q.b.

pepe nero macinato fresco q.b.

1 peperoncino piccante

1 litro di passata di pomodoro

3 cucchiai di concentrato di pomodoro

1 rametto di rosmarino

sale q.b.

1 rametto di salvia

PREPARAZIONE

Marinare la carne di cinghiale ponendola un giorno prima nel vino rosso contenente l’aglio, la cipolla con infilzati un po’ di chiodi di garofano, il sedano e il rametto di rosmarino legato alla salvia. Passate 24 ore, tagliare a cubotti la carne di cinghiale sgocciolata; mondare e tritare a dadini piccolissimi un’altra cipolla, un’altra carota, altro sedano e  farli soffriggere in un capiente tegame contenente l’olio di oliva. Dopo una decina di minuti, unire la polpa di cinghiale, farla rosolare anch’essa e poi regolare di sale, unire il dado e il peperoncino. Aggiungere il concentrato di pomodoro e la passata diluita con un bicchiere di acqua calda, lasciare cuocere a fuoco dolce, girando di tanto in tanto; se occorre perchè troppo asciutto, aggiungere al ragù della passata di pomodoro ma diluita con un po’ più di acqua calda fino al termine della cottura. La cottura si aggira intorno alle tre ore circa, ma assaggiate sempre la morbidezza della carne quindi regolare se necessario ancora di sale e spolverare con del pepe nero macinato fresco. Una decina di minunti prima di condire con questo sugo la vostra pasta (preferibilmente tagliatelle o pappardelle) unire un bicchiere di latte avendo cura di amalgamare bene il tutto facendo salire di bollore.

Adoro la Toscana che mi ha completamente stregato l’ultima volta che ci sono stata

quindi partecipo volentieri al contest del blog: “PAN DI RAMERINO

dal titolo “LA TOSCANA NEL PIATTO

Dall’archivio di Dolcipensieri:

INVOLTINI DI VERZA CON RAGU’ DI CARNE 

TAGLIATELLE DI RAGU’ DI CINGHIALE

CINGHIALE IN UMIDO CON POLENTA

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Un “Dolcepensiero” un po’ rustico: un piatto montanaro, un piatto rustico molto cucinato durante tutta la mia infanzia. Adoravo e adoro la carne bianca quindi anche quella di coniglio che soprattutto dalle mie parti – qui in Brianza – sono sempre stati animali da cortile, carne di sostentamento per gli inverni rigidi. Infatti questo è un piatto da gustare con una bella e calda polenta fumante.

INGREDIENTI

1 coniglio

2 cipolle dorate

2 spicchi di aglio

200 grammi di salsa di pomodoro

qualche rametto di rosmarino

5 dl di vino rosso

olio extravergine d’oliva

qualche chiodo di garofano

sale e pepe.

PREPARAZIONE

Tagliare il coniglio a pezzi non troppo piccoli e lasciarli riposare per circa un’ora nel vino rosso con qualche chiodo di garofano e il pepe nero. Scolarli e metterli a cottura in una teglia con dell’olio, la cipolla tritata e gli spicchi di aglio. Rosolare la carne fin quando assumerà un bel colore uniforme, bagnando di tanto in tanto con il vino rosso della marinatura (circa un bicchiere). Quando questo sarà evaporato e la carne ben rosolata, aggiungete il rosmarino (a rametti interi). Regolare di sale, aggiungere la salsa mescolando con delicatezza: bagnare ancora un po’ con il vino rosso mischiato ad acqua e portare a termine la cottura a fuoco medio. Servire il coniglio con della polenta (qui la ricetta).

Dall’archivio di Dolcipensieri:

INSALATA DI CONIGLIO, CETRIOLI E CIPOLLINE IN AGRODOLCE

QUAGLIE

CANEDERLI E CINGHIALE BRASATO

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Un “Dolcepensiero”: il petto d’anatra l’ho mangiato in diverse occasioni, pensando sempre di gustare un piatto da vero gourmet, pensando sempre a delle preparazioni particolari forse perchè nel mio immaginario lo associavo alla cucina francese sempre un po’ messa su un piedistallo, ma che poi si rivela il più delle volte semplice ma pur sempre raffinata; l’ultima è stata per una cena che si è tenuta in Proloco. Ebbene si, la Proloco di Lipomo non fa solo feste paesane dove è di rigore la salamella e via dicendo: per questi appuntamenti particolari, la sala si tramuta in un ristorante con piatti e bicchieri di porcellana e vetro, con il servizio al tavolo. E io mi sto’ divertendo un sacco a cucinare e a imparare nuove ricette e soprattutto sperimentarle sulle grandi porzioni (parliamo di almeno 80 persone per cena e anche più). (La cena era dedicata ai sapori autunnali, ottima occasione per provare il nuovo vino novello). A casa invece l’ho proposto per una cena un po’ natalizia: in questi giorni ne stò facendo parecchie per poter scambiare gli auguri con tutti i nostri amici. La cottura deve essere breve per poter gustare un petto d’anatra rosato, ma se siete nei miei panni, la cottura del mio petto d’anatra si è allungata di qualche minuto per poterlo farlo gustare anche ai nostri bimbi. Quindi armatevi solo di coltello e forchetta, perchè la preparazione è semplicissima e la potete trovare in tanti blogs oppure in riviste e libri di cucina. E pensare che l’anatra a volte è una carne che non si considera come andrebbe… la causa potrebbe essere per la sua non poco reperibilità? ora non più, infatti anche nei supermercati di grandi distribuzione, lo si può trovare sottovuoto.

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE

4 petti d’anatra (circa 150 grammi l’uno)

aceto balsamico q.b.

1 bicchiere di vino rosso

olio extravergine d’oliva

qualche granello sale grosso

pepe nero

PREPARAZIONE

Porre qualche cucchiaio di olio evo in una padella capiente posta su fuoco vivo: appena ben caldo, rosolare il petto d’anatra su tutti i lati, salato con qualche granello di sale grosso. Bagnarli con l’aceto balsamico (coprite un 1/3 della carne). Appena l’aceto si sarà ristretto di circa la metà, sfumare con il vino rosso, continuare la cottura per circa 8-10 minuti abbassando la fiamma. Aggiustare di pepe nero. Servire il petto tagliato sottilmente con il sughetto rimasto. Un contorno di verdure al vapore quali patate e fagiolini, possono essere un ottimo accostamento.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

ANATRA AL MIELE

BRASATO D’ANATRA CON FUNGHI PORCINI

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Un “Dolcepensiero”: un secondo piatto di carne bianca quale quella di coniglio, accompagnata con della calda e profumata polenta, potrebbe essere un’alternativa per le cenette di pre Natale. Intendo quelle cenette o pranzetti, in cui si scambiano regali e auguri fra amici, logicamente tavolata di adulti e tavolata di bambini. Con questo piatto ho infatti inaugurato le mie domeniche pre Natale, fatte di appuntamenti fra amici per rilassarsi un pochino vicino ad un caldo camino e fra le risate dei bimbi. Ci vuole un cibo che conforta il cuore, questo “cade a fagiolo” come si suol dire: ai miei commensali non dispiace la carne bianca, io l’adoro anche perchè legata alla mia infanzia se poi contornata con della polenta rimane un piatto fragoroso e rustico, adatto per un pranzo in famiglia perfetto senza troppi sforzi sofisticati che possiamo lasciare per il cenone della vigilia, che ne dite? Poi dalle nostre parti, è pieno di baite/ristoranti immersi tra le nostre valli e montagne, che confortano i propri clienti con pietanze di questo tipo, in perfetto stile brianzolo. Servite prima un bell’affettato di salumi misti con magari qualche crostino e poi questo piatto importante di carne e contorno di polenta filante ai formaggi valtellinesi… che scalda il cuore e non solo.

INGREDIENTI PER QUATTRO PERSONE E PREPARAZIONE DELLA CARNE

un coniglio di più di 500 grammi (già privato della testa)

1 bicchiere di vino rosso

1 carota

1 gambo di sedano

1 cipolla bianca

500 grammi di pomodori pelati

qualche rametto di rosmarino

olio extravergine d’oliva

sale e pepe.

Tagliare a dadini piccoli le verdure (carota, sedano, cipolla). Scaldare un tegame con olio extravergine d’oliva. Soffriggere i dadini di verdura. Far rosolare il coniglio – tagliato in pezzi – per qualche minuto rigirandolo per dorare tutti i lati. Sfumare con il vino (un bicchiere bello abbondante) e continuare la cottura rigirandolo fino a quando tutto il vino è evaporato. Unire i rametti di rosmarino ben lavati. Abbassare poi il fuoco, aggiungere il pomodoro e mescolare. Coprite il tegame con il coperchio e cuocete per circa 45 minuti, o comunque fino a quando il vostro coniglio sarà cotto. Ognitanto scoprite, rigirate la carne e se dovesse asciugare troppo, allungare con acqua tiepida; regolare di sale e con una bella spolverata di pepe nero. Appena la carne si presenta cotta e pronta, porla in un piatto e prelevare tutto il sugo che metterete nel bicchiere del frullatore ad immersione, compresi qualche aghetto di rosmarino: azionare il frullatore e creare una cremina densa che riporrete poi nel tagame, se troppo densa allungate sempre con poca acqua tiepida, regolare di sale e pepe e riporvi i pezzi di carne, cuocere per qualche minuto.

INGREDIENTI E PREPARAZIONE PER LA POLENTA

1 e 1/2 di litro di acqua

500 grammi di farina di mais

sale grosso q. b.

100 grammi di bitto

100 grammi di casera

Mettere sul fuoco una pentola con acqua, meglio se avete un paiolo di rame. Quando questa avrà raggiunto il bollore, aggiungere il sale grosso, far cadere a pioggia la farina e mescolare in continuazione con un cucchiaio di legno – io trovo comoda anche una frusta – per non formare grumi. La polenta sarà cotta dopo 40 minuti circa, quando mescolando si staccherà dalle pareti della pentola. Spegnere il fuoco, amalgamare la polenta con i formaggi tagliati a dadini piccoli fino a quando saranno ben sciolti. Servirla formando medaglioni in un coppa pasta, accompagnarla con il coniglio e il suo sughetto.

Dall’archivio di Dolcipensieri:

CONIGLIO ALLA BIRRA

FOCACCIA DI SEMOLA AL ROSMARINO

BRASATO AL BAROLO

RISOTTINO MANTECATO AL NERO D’AVOLA

PANINO DI SEGALE CON BRESAOLA VALTELLINA

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brasato (1)+

Un “Dolcepensiero” che fa tradizione: il termine BRASATO deriva dal dialetto lariano “BRASAA” che significa appunto cuocere sulla brace, mentre oggi il pezzo di carne da voi scelto va solo rosolato in pentola. Dopo la rosolatura, si procede a creare una “pucia” ottima per inzupparci polenta o purè di patate. Il brasato si differenzia dallo stufato sempre di carne ma cotto con tempi più lunghi e a fuoco molto basso; simile al brasato e allo stufato è lo stracotto, molto noto sulle tavole italiane quello d’asino, che dopo una lunga marinatura – anche più di un giorno – prevede una cottura molto lunga più di quella del brasato e si può conservare anche qualche giorno protetto dal grasso solidificato che lo ricopre. A Canzo ed a Oggiono – in provincia di Como e Lecco – si prepara ancora il “BOEUF A’ LA MODE”, nato da un suggerimento di Stendhal che adorava questi luoghi.

brasato (2)+

INGREDIENTI PER SEI PERSONE

1,5 kg di scamone di manzo

50 grammi di burro

2 litri di vino rosso BARBERA

2 cipolle

2 carote

2 coste di sedano

qualche chiodo di garofano

2 spicchi di aglio

noce moscata q.b.

sale e pepe q.b.

PREPARAZIONE

brasato (4)+

In una pentola dai bordi alti, bollire dell’acqua con tutte le verdure tagliate a pezzi insieme ai chiodi di garofano.

brasato (8)

In una casseruola con il burro, far brasare uniformemente la carne. Regolare di sale e pepe, aggiungere una spolverata di noce moscata.

brasato (10)+

Bagnare con il vino rosso barbera e portare il tutto a cottura a fuoco moderato. Appena si è asciugato il vino, A questo punto aggiungere alla carne le verdure e qualche mestolo di brodo ottenuto: lasciate cuocere il vostro brasato per almeno 2 ore a fuoco basso girandolo ogni tanto per farlo cuocere per bene da tutti i lati. Se si dovesse asciugare troppo, aggiungete del brodo tenuto da parte. Qualche minuto prima di servire la carne, prelevarla dalla pentola e con il frullatore ad immersione, frullare tutta la verdura avendo l’accortezza di estrarre i chiodi di garofano. Rimettere la carne in pentola ed allungare il sughetto ottenuto se troppo denso, con qualche cucchiaio di brodo. Tagliare il pezzo di carne a fette.

brasato (5)+

Servire il brasato con il proprio sughetto accompagnato con purè oppure con polenta come in questo caso.

brasato (3)+

Altri brasati:

cinghiale (1)

DI CINGHIALE

brasato d'anatra con porcini 1

DI ANATRA

H  O  M  E

B  L  O  G

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Un “Dolcepensiero” datato: questo “fine pasto” mi ricorda tantissimo la mia famiglia. Mio padre ha sempre coltivato un suo orto, dove non mancavo mai le fragole… aspettando le mie che coltivo nel mio piccolissimo orto, mi sono accontentata delle prime che si trovano sui banchi vendita. La primavera ormai è arrivata con i primi pomeriggi tiepidi e anche nei negozi iniziano a presentarsi i primi prodotti primaverili. Le fragole erano sempre presenti durante l’estate e questa ricettina semplice semplice, regala la possibilità di gustare questi frutti buonissimi aromatizzati da un buon vino rosso che ne esalta il loro profumo.

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INGREDIENTI PER 4 COPPE circa

500 grammi di fragole

1/2 litro di DOLCETTO di DOGLIANI 2007

zucchero q.b.

qualche goccia di limone.

PREPARAZIONE

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Lavare molto bene con acqua fredda le fragole fresche e fredde da frigo, mondarle e tagliarle a dadini. In una ciotola versare il vino rosso leggermente fresco (ma non da frigo, potete tenerlo per mezz’oretta sul davanzale della finestra in ombra), qualche cucchiaio di zucchero bianco, il succo di limone e mischiare bene il tutto. Preparare i balloon inumidendo i bordi con del limone e passarli poi nello zucchero, versaci poi le fragole con il vino e dare un’ultima spolverata di zucchero. Servire ben freschi.

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Ingredienti per quattro persone:

1 petto d’anatra

400 grammi di polpa di pomodoro

1 gambo di sedano

1 carota

1 cipolla

olio extravergine d’oliva

1 bicchiere di vino rosso

peperoncino

sale e pepe

pecorino sardo.

Preparazione:

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Pulite il petto dall’eventuale pelle rimasta, tagliatelo a pezzi. Tritate la cipolla, la carota, il sedano a dadini finissimi e soffriggeteli con un filo di olio. Unite i pezzetti di anatra e rosolate bene il tutto. Sfumate con il vino e lasciate evaporare. Quando la carne è tostata per bene, aggiungere la salsa di pomodoro, il peperoncino e regolate di sale e pepe. Coprite il tegame e cuocete a fuoco basso, rimestando di tanto in tanto, per almeno un’oretta (controllate la morbidezza e la cottura della carne che varia a seconda della grandezza dei vostri bocconcini di anatra). Se si dovesse asiugare troppo, allungate con acqua tiepida leggermente insaporita con del dado vegetale. Fate bollire dell’acqua, salatela e buttate i gnocchetti sardi; una volta cotti, condirli con il sugo di anatra, regolare con ancora un pò di pepe e aggiungere una bella spolverata di pecorino sardo poco stagionato.

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Ecco una pietanza dove si è vista la bravura di mio suocero: questa è un’altra variante per cucinare il cinghiale rendendolo molto leggero al palato avendo tolto gran parte di sapore selvatico alla carne. Il trucco è solo nella rosolatura… ma ecco che vi propongo ingredienti e preparazione di questo cinghiale tra tutti il mio preferito.

cinghiale-in-umido-con-pancetta

INGREDIENTI

5 chili di cinghiale

300 grammi di pancetta tritata

800 grammi di cipolle tritate

8 spicchi di aglio con rosmarino tritato

burro

sedano

carote

sale e pepe

timo macinato

bacche di ginepro schiacciato

vino bianco

vino rosso

conserva di pomodoro

PREPARAZIONE

Per la marinatura: prendere il sedano le carote le cipolle tagliarle grossolanamente, prendere la carne e tagliarla a pezzi, riempire una casseruola abbastanza grande da poterne contenere il tutto e riempire di vino bianco fino a coprirla tutta, lasciarla marinare per una notte.

Per la rosolatura: scolare la carne dalla marinatura, mettere la carne poco alla volta in una padella antiaderente (al limite in 2 o 3 volte) senza burro in modo che rosoli bene, durante la rosolatura tenere la fiamma alta, insaporire con la pancetta tritata, sale, pepe, ginepro, timo macinato (le quantità a seconda dei gusti) e continuare a rosolare. Prima di togliere il tutto aggiungere il rosmarino tritato e l’aglio tritato e lasciare rosolare per altri 5 minuti a fuoco alto.

Per la cottura: preparare in una pentola ampia le cipolle tritate con burro e olio e lasciare rosolare controllando che non brucino, aggiungere la carne insaporita in precedenza con tutto il suo composto, tenerla girata, poi dopo 10 minuti aggiungere un po’ di conserva e nel caso che la carne risulti troppo asciutta aggiungere del brodo di dado e continuare a cuocere. Dopo 5 minuti aggiungere mezzo litro di vino bianco e mezzo litro di vino nero e continuare la cottura. A dieci minuti dal fine cottura, prendere mezzo litro di sugo del cinghiale e passarlo con il minipilmer aggiungendo poco alla volta della farina bianca fin quando risulti bella cremosa e rimetterlo nella pentola girando il tutto. I tempi di cottura totale variano dalle 2 alle 2 ore e mezza a seconda del tipo di carne.

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E se vedete l’espressione di mio figlio mentre mangia questo piattino, potete ben capire quanto è buono!!! se poi è imboccato dal nonno Andrea cuoco per eccellenza dei nostri cinghiali.

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